Settanta rifugi e due secoli di storia in mostra a Valtournenche

“Rifugiarsi tra le vette. Capanne e bivacchi della Valle d’Aosta dai pionieri dell’alpinismo a oggi” è il titolo della mostra a cura di Roberto Dini, Luca Gibello e Stefano Girodo aperta dal 17 luglio all’11 settembre (dalle ore 16 alle 19 tutti i giorni anche festivi) alla centrale CVA di Maen a Valtournenche (AO). La mostra è curata dall’associazione Quartieri d’alta quota. Legata alla sua natura intrinsecamente montana, la Valle d’Aosta ha largamente contribuito, fin dalle origini ottocentesche, alle vicende dell’addomesticamento delle Alpi attraverso la costruzione di punti d’appoggio per la conquista delle cime. La moltiplicazione dei rifugi e bivacchi è dunque strettamente intrecciata alla storia dell’alpinismo e, in seguito, alla fruizione turistica di massa. In un costante confronto iconografico tra passato e presente, la mostra propone un racconto che si dipana per oltre due secoli e può essere letto attraverso quattro filtri tematici complementari (paesaggio, comfort, tecnologia, persone), illustrando oltre 70 strutture e richiamando anche quelle non più esistenti.

Locandina
La locandina della mostra. Nella foto sopra il titolo il rifugio Monzino al Monte Bianco (ph. Franco Mangione)

Tra le iniziative di Cantieri d’alta quota rientra anche la pubblicazione “Gli ometti. Per orientarsi in alta quota” inserita in una collana editoriale rivolta ad approfondire temi specifici legati a contesti geografici, ad ambiti tematici, a vicende di protagonisti che raccontano il rapporto tra terre alte e modalità di antropizzazione, nella trasversalità di uno sguardo d’indagine che tiene insieme aspetti storici, tecnici, sociali e ambientali. Con la convinzione che, dalla comprensione di tali vicende, si possano trarre fruttuose indicazioni per più equilibrati modi di vita a quote più ordinarie.  La collana rientra nelle iniziative di Cantieri d’alta quota, associazione culturale fondata a Biella nel 2012 con l’obiettivo di porsi come osservatorio e piattaforma d’interscambio per tutti coloro che operano e frequentano la montagna, incentivando la ricerca, divulgazione e condivisione delle informazioni storiche, progettuali, geografiche, sociali ed economiche su rifugi e bivacchi in particolare. La pubblicazione fa seguito al libro “Cantieri d’alta quota. Breve storia della costruzione dei rifugi sulle Alpi” (Luca Gibello, con contributi di Pietro Crivellaro e Roberto Dini, Lineadaria editore 2011; tradotto in francese e tedesco dal Club alpino svizzero nel 2014); secondo la prefazione di Enrico Camanni, si tratta del “primo serio tentativo di scrivere la storia dei rifugi alpini”. Cantieri d’alta quota è anche: • un sito web (www.cantieridaltaquota.eu) • una newsletter mensile • un magazine free press quadrimestrale • una mostra itinerante in due versioni: “Rifugi alpini ieri e oggi. Un percorso storico tra architettura, cultura e ambiente” e “2000 metri sopra le cose umane. I rifugi alpini: storia, tipologia, funzioni” • conferenze pubbliche e seminari tecnici per professionisti

Per informazioni sulla mostra: eventi.mostre@cvaspa.it, www.eventimostre.cvaspa.it

Scarica la locandina di Rifugiarsi tra le vette

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