Denis e il mistero della Val Padeon

Stanchi delle solite gite? Denis Perilli, padovano, profeta dell’escursionismo consapevole, offre una selezione di escursioni insolite ma alla portata di tutti nella sua nuovissima guida “Escursioni a Cortina e Misurina” (Idea Montagna, 207 pagine, 21 euro). “Cortina e Misurina, sia per la relativa comodità di accesso, sia per l’attrazione magnetica che sanno emanare”, osserva Denis, “sono da anni fra le mie destinazioni preferite. Credo di aver perso il conto del numero di suole piacevolmente consumate fra le rocce dei sentieri delle vette ampezzane e cadorine, ma lo stupore che queste montagne sanno infondere in me non sfuma mai, come se quelle sagome oramai familiari sapessero rigenerare ciclicamente all’infinito nuove curiosità ed energie propositive”. Perilli si è laureato in Scienze Naturali all’Università degli Studi di Padova con una tesi riguardante le dinamiche di popolazione dell’arvicola rossastra nella Foresta di Paneveggio, studio promosso dal Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. La sua passione per la montagna l’ha portato a esplorare gran parte del territorio dolomitico, con predilezione per vette e sentieri meno frequentati, fonti d’ispirazione per osservazioni geologiche, faunistiche, floristiche ed ambientali. Per gentile concessione dell’autore e dell’editore pubblichiamo qui un capitolo dedicato a una valle appartata e pochissimo frequentata. Con l’invito a parlarne in giro il meno possibile, perché questo paradiso a pochi chilometri dall’affollato centro di Cortina continua a presentarsi al visitatore come lo descrive l’amico Denis.

Denis copia
Denis Perilli con la sua nuova guida di Cortina e Misurina (Idea Montagna, 21 euro)

Contrasti impressionanti

Anche nelle affollate Dolomiti a volte basta spostarsi di poco per scoprire luoghi silenziosi e poco frequentati. È questo il caso della Val Padeòn, ampio solco che si incunea senza particolari pendenze fra le catene rocciose del Cristallo e del Pomagagnon. Il perché tale luogo non veda il transito di masse di turisti è un mistero, ma la certezza sta nel fatto che chi avrà voglia di passare qualche ora da queste parti non rimarrà deluso. Davvero impressionante è il contrasto fra il verde rilassante del fondovalle e l’imponenza delle rocce del Cristallo. Luogo di partenza è il Rif. Ospitale, sulla SS51 che da Cortina d’Ampezzo sale verso Cima- banche e scende quindi verso Carbonin e Dobbiaco.  Dal piazzale del Rif. Ospitale attraversare la strada, superare la pista ciclabile (ex ferrovia Dobbiaco-Cortina) e seguire le indicazioni per il sent. 203 (Ferrata Dibona, Son Forca). Scendere brevemente, attraversare il ponte sul Ru Felizòn e procedere sull’ampia carrareccia fino a un’indicazione per Pian de Col dei Stònbe (1461 m). Strepitosa la vista sulla vicina Croda Rossa d’Ampezzo. Entrare quindi nel bosco, superare una indicazione (Pian Forestale, 1462 m) e salire su stradina più stretta fra abeti rossi, larici e cembri. Superato il grande conoide di detriti del Pian Col dei Stònbe si apre sulla de- stra una bella vista sulla Val Pomaganon e sulla forcella omonima. Ora la pendenza diviene più moderata fino al bivio per la Ferrata Dibona (quota 1703 m) e la carrareccia si restringe. A sinistra dominano i profili del Vecio del Forame (2868 m), nel Gruppo del Cristallo. Raggiunto il torrente, il percorso prosegue incontrando alcune radure in cui si possono scorgere gli strati a franappoggio (hanno immersione nello stesso verso dell’inclinazione del versante) delle punte settentrionali del Pomagagnon.

Fiori DenisSuperato il bivio per la Val Pomagagnon (sent. 202) attraversare un ponte sul Ru Bosc, torrente che con le sue ac “que cristalline accompagnerà l’escursionista per gran parte del tragitto. Compaiono ora dei versanti detritici e il pino mugo diviene sempre più frequente. Giunti al Casòn dei Casonàte (1800 m) si trova un capitello e una fonte, molto utile nelle calde giornate estive (1,40 h). Si riprende, sempre in leggera salita, circondati da betulle, fino a un ampio ripiano incorniciato dalle pareti della Cresta Bianca (2932 m), nel Gruppo del Cristallo. Impressionanti le dolomie stratificate e i ripidi canaloni. Superato il bivio per Forc. Zumèles (sent. 204) si possono osservare sulla sinistra delle modeste aree paludose. In località Padeòn (2020 m), i mugheti iniziano a lasciar posto ai pendii erbosi (notevoli le numerose fioriture) che salgono fino al Passo Son Forca (2110 m) e quindi al Rif. Son Forca (2235 m), struttura servita dagli impianti di risalita del Passo Tre Croci. Il gigantesco Cristallo chiude l’orizzonte verso nord, mentre lo sguardo può cogliere in un colpo solo tutte le maggiori elevazioni ampezzane (3,30 h tot). Il ritorno avviene per la stessa via in circa 2,30 h.

Denis Perilli

da “Escursioni a Cortina e Misurina” (Idea Montagna)

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