La meteo aveva previsto quanto accadde (1961) al Frêney

Erano inaffidabili le previsioni del tempo nell’estate del 1961? Questo aspetto può essere all’origine della morte, nella bufera che imperversò sul Pilone centrale del Frêney, degli alpinisti Andrea Oggioni, Pierre Kohlmann, Robert Guillaume e Antoine Vieille? E’ un attento cronista delle alte quote, Alessandro Filippini, a riaprire sulla Gazzetta delloSport in questi giorni, 55 anni dopo la tragedia, questa dolorosa pagina della storia dell’alpinismo. Riepiloghiamo. Tre italiani e quattro francesi stavano scalando il Pilone Centrale, nel gruppo del Bianco, quando in pieno luglio furono sorpresi da una tempesta con caratteristiche invernali (crollo della temperatura e grandi nevicate). Capita anche oggi in luglio che a quelle quote nevichi. Sopravvissero Walter Bonatti, Pierre Mazeaud e Roberto Gallieni. “C’è ancora chi osa polemizzare, accusando Bonatti”, scrive Filippini sulla Gazzetta, “che sicuramente era il più esperto del gruppo del Bianco, di non aver dato retta alle previsioni meteo o di non essersi preoccupato di conoscerle. È invece dimostrabile facilmente che all’epoca non esistevano previsioni in grado di segnalare una simile perturbazione, che sopraggiunse improvvisamente e imperversò per una settimana”.

C’è invece chi ancora “osa” dimostrare che le previsioni nel 1961 ci avevano azzeccato. E’ doloroso ribadirlo, ma il rispetto che tutti dobbiamo alla memoria del grande Bonatti non impedisce di scrivere o riscrivere la storia, con o senza la “s” maiuscola, su basi concrete. E senza per questo sentirsi in colpa ed essere additati al pubblico disprezzo. Specialmente se a rileggere la storia è Piero Nava, illustre alpinista e avvocato bergamasco, gran conoscitore del Bianco, membro del prestigioso Groupe Haute Montagne, che nell’Annuario del Cai di Bergamo del 2011 si disse convinto (e lo è tuttora) che sarebbe stato possibile evitare la tragedia del Frêney. E fornì le prove inoppugnabili. Nava ha buoni motivi per non recedere dalla sua diagnosi. Sarebbe bastato, sostiene, ascoltare la MeteoSvizzera che non prevedeva certo “bello stabile, beau fix” come viceversa annota Marco Albino Ferrari nel libro “Frêney 1961”. E Bonatti e soci, secondo Nava, avrebbero avuto tutto il tempo per farlo ed evitare di affrontare le incognite di quella tragica scalata. Ma erano tutti alpinisti esperti, uomini adulti e vaccinati, e sapevano a che cosa andavano incontro.

Rcupero Oggioni
Monte Bianco, 1961. Il corpo di Andrea Oggioni viene riportato a valle. Nella foto sopra il titolo il sopravvissuto Pierre Mazeaud soccorso da un elicottero della gendarmeria di Chamonix.

“Fu lo stesso Bonatti”, riferisce  Marco Albino Ferrari che nel suo premiatissimo libro ha ricostruito minuto per minuto l’odissea della cordata italo-francese, “a dirmi di aver sentito dalla radio le previsioni di bello stabile”. Ma se si legge l’intervento di Nava sul prestigioso Annuario del Cai occorre onestamente prendere nota che le cose non stavano così. Perché allora prendersela, 55 anni dopo, con chi “osa” polemizzare? Qui non si polemizza, si affronta l’argomento in modo non superficiale, senza tenere conto degli anatemi rivolti a chi non fa parte del cerchio magico e non si sottomette supinamente alle sue leggi.

“A proposito della tragedia del Pilone Centrale (1961)”, scrive dunque l’avvocato Nava che fece parte nel 1975 della prima vittoriosa spedizione italiana all’Everest, “qualche solone ha recentemente affermato che allora non sarebbero esistite le previsioni meteorologiche. Nulla di più falso: già all’inizio degli anni ’50 era possibile captare a Courmayeur una radio svizzera in lingua francese che trasmetteva le previsioni del tempo; e sono certo che Walter, meticoloso qual era, non le abbia trascurate. Ebbene, come risulta dagli archivi di MeteoSvizzera in mio possesso, già da qualche giorno il campo di alta pressione sulle Alpi Occidentali andava indebolendosi e il comunicato delle ore 12,30 del 9 luglio 1961 (l’ultimo che Walter avrebbe potuto ascoltare prima di prendere la funivia delle 17,30) prevedeva, per il giorno successivo e per l’“Ouest de la Suisse et Valais: belles éclaircies régionales, par intervalles nuageux à très nuageux ”: non dunque quel “bello stabile, beau fix”, di cui scrive Marco Albino Ferrari nel libro ‘Frêney 1961’ (ed. 1997, pag. 44). Probabilmente Walter pensava di uscire dalle difficoltà in giornata, ma il destino ha voluto che incontrasse la cordata di Mazeaud con conseguente pesante (e purtroppo determinante) rallentamento della progressione”.

Pazzia Bianca
La tragedia del Pilone centrale fece discutere a lungo. Qui il titolo di un rotocalco a caratteri cubitali.

Il testo integrale delle previsioni in quei giorni: in arrivo un fronte freddo…

Ecco il testo integrale delle previsioni dal 7 al 9 luglio 1961 che l’Institut Suisse de Météorologie di Zurigo, fin dagli anni ’30 (!), trasmette per radio alle ore 12,30.

Bollettino 7 luglio 1961

Situazione generale

La zone de hautes pressions qui s’étend de l’Atlantique à l’Europe centrale, s’affaiblit sur la France et l’Allemagne. La trajectoire des perturbations qui se dirigent de L’Amérique vers l’Europe, se déplace lentement vers le sud. Le front froid qui vient d’atteidre l’Irland ce matin se déplacera lentement vers le sud. Le front froid qui vient d’atteindre l’Irland ce matin se déplacera vers le sud-est et influencera demain, spécialement dans l’après-midi, le temps en Suisse.

Previsione per il giorno 8 luglio

Ouest de la Suisse et Valais: Beau temps, demain ciel par moments nuageux, spécialement dans le Jura. En plaine températures comprises généralment entre 20 et 25 degrés cet après-midi. Vent du sud-ouest.

Bollettino 8 luglio 1961

Situazione generale

Les hautes pressions européennes se sont résorbées. Le courant de nord-west s’est renforcé en altitude.Le front chaud lié à le dépression Scandinave a provoqué des précipitations abondantes dans le nord-est de la Suisse. Le front froid qui lui fait suite ne fera que toucher notre pays et y sera probablement moins actif. Le temps rest cependent instable.

Previsioni per il 9 luglio

Ouest de la Suisse e Valais: Belles éclarcies régionales, en général très nuageux à couvert en montagne. Vents du secteur ouest à nord-ouest faibles à modérés. Températures en plaine comprises entre 20 et 25 degrés dans la matinée.

Bollettino 9 luglio 1961

Situazione generale

Les perturbations qui, venant de l’Amérique du Nord, se déplacent vers l’Europe centrale en traversant le Nord de l’Atlantique, ne sont pas très actives dans notre pays. Le temps restera variable et modérément chaud.

Previsioni per il 10 luglio

Ouest de la Suisse et Valais: Belles éclarcies régionales, par intervalles nuageux à très nuageux. Températures en plaine voisines de 15 degrés dans la matinée. Vents d’ouest faibles à modérés.

4 thoughts on “La meteo aveva previsto quanto accadde (1961) al Frêney

  • 28/08/2016 at 08:28
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    Perché Piero Nava ha atteso fino al 2011? Mezzo secolo! In quell’anno morí Bonatti…

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  • 23/07/2016 at 18:58
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    Piccola postilla – Quello che mi chiedo è: perché i “cerchio magico boys” non rispondono mai, non accettano un confronto, semplicemente non stanno a sentire cosa altri (ah sì, tremendi gli “altri”!) hanno da dire? Davvero penso che siamo fermi alle “ideologie” dogmatiche del secolo scorso e che purtroppo c’è davvero chi pensa (o così almeno lascia trasparire) che esiste Una Unica Sola e Vera Verità. L’ho constatato di persona sulla “questione Castiglioni”. Chi mi conosce sa che non sono uno sconosciuto nel piccolo mondo dell’alpinismo e del suo giornalismo. Eppure ho scritto più volte sia alla Rivista del CAI sia ad ALP quando venivano proposti articoli su Ettore Castiglioni con delle “ricostruzioni” tutto fuorché storiche. Eppure, zero. Zero risposte. Zero. Mi sono sempre risposto da solo, magari sbagliando ma nessuno si è fatto mai vivo (con l’eccezione dei ragazzi che han girato il film su E.C.): non si risponde perché non si hanno elementi concreti con cui ribattere. E torniamo lì: il Dogma. Aiuto!

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  • 23/07/2016 at 10:25
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    Già. E io confermo quanto sostenuto sul cosiddetto “cerchio magico”, quel sistema di difesa a oltranza di alcuni personaggi, addirittura andando contro la realtà dei fatti. Succede fondamentalmente per due personaggi: Bonatti e Messner. Come se fossero intoccabili e chiunque osi solo metterne in discussione delle parole, pur basandosi su fatti concreti e dimostrabili, viene bollato, insultato, aggredito in nome di una Purezza e Verità che esiste solo nelle fedi assolute e dogmatiche. Come se Bonatti e Messner non fossero, prima di tutto, uomini. La cosa assurda è che nessuno ha mai messo in dubbio le loro capacità, le loro doti, la loro grandezza. Tant’è. Siam in Italia, no?

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  • 21/07/2016 at 11:49
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    Confermo la veridicità dei fatti.
    Meteo svizzera in quei giorni aveva previsto effettivamente la situazione. Un amico di Meteo Svizzera alcuni anni fa mi inviò il dettaglio (anche cartografico) della precisione di quei giorni.

    Christian Gilardi
    Lugano

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