La Valtellina segreta di Popi Miotti

“Illusione prospettica” si chiama la nuova avventura del valtellinese Giuseppe Miotti che con l’amico Selvetti il 15 luglio 2016 si è inventato in val Sassersa una “bella e varia scalata un po’ disturbata a volte dai mughi”. Ecco la relazione desunta da Facebook con un accurato schizzo dell’inesauribile Popi per chi volesse condividere con lui un ambiente naturale affascinante e impegnarsi con spirito di scoperta su un terreno raramente percorso da cordate alpinistiche.

Miotti
Guseppe Popi Miotti, instancabile inventore di nuovi itinerari nella sua Valtellina. Sopra il titolo l’arrivo in vetta con Selvetti (ph. G. Miotti).

La relazione

13700027_1214916858540176_5192599697085565014_nDa Primolo per sentiero Laghi Sassersa raggiungere Pradaccio e proseguire per i Laghi fino al primo canale detritico che scende da destra. Risalire il canale e poi faticosi pendii di pietrame avvicinandosi pian piano alla parete. Risalire gli ultimi ghiaioni portandosi sopra un primo avancorpo di roccia nerastra e all’altezza di un evidente masso chiaro lasciare il canale e traversare a sinistra fin presso il filo dello sperone (ore 1,30/2). Salire un primo muretto verticale seguito da un altro per sbucare su breve pendio detritico. Superare la placca grigio scura successiva uscendo a sinistra del sovrastante larice (uscita disturbata da un pino strisciante). S1 al larice. A destra del larice salire uno spigolino ed entrare a sinistra nella placca sovrastante che si percorre per fessura longitudinale sostando su cengione detritico S2. Puntare all’evidente camino in alto a destra, entrarci e percorrendone il fondo a mo’ di corridoio uscire su un tratto facile per sostare presso grossi blocchi S3. Con un percorso ad arco prima a sinistra e poi a destra raggiungere la sella sovrastante e proseguire sul versante opposto lambendo un larice per sostare più in alto a sinistra sotto due gendarmi presso un blocco formante arco naturale S4. Passando sotto o sopra il blocco, traversare a sinistra su una placca sospesa, raggiungendo una fessura diedro presso il filo di spigolo. Risalirla e passare fra i gendarmi per sostare in cresta S5. Percorrere il facile crinale di blocchi finché scema (possibile tagliare a sinistra e per pendio detritico uscire dalla via) S6. Aggirando a sinistra l‘ultimo breve tratto di cresta coperto da un tentacolare mugo ci si porta a monte di esso tramite un facile canaletto che porta alla base di un evidente gendarme di roccia grigia S7.

gendarme grigio
Miotti impegnato sul Gendarme grigio.

Stando poco distante dallo spigolo sinistro del gendarme se ne supera la placca vincendo dapprima uno strapiombino a lame per poi procedere prima in fessura e poi in placca a sinistra fino all’uscita S8. Deviare a destra al piede di altri gendarmi minori e riportarsi poi in cresta percorrendola fino ad una specie di spalla sottostante i due grandi gendarmi gialli della Madonnina e del Vescovo S9. Superare un ultimo ostico risaltino di un paio di metri S10. Guardando a sinistra si nota una sorta di traversata naturale che quasi orizzontalmente raggiunge una cavità (riparo di animali) e per erbe esce sui ghiaioni che immettono in Val Sassersa (passi di II; meglio restare assicurati). Raggiunte le pietraie si traversa a mezza costa perdendo pian piano quota fino al torrente di fondovalle oltre il quale si imbocca il sentiero che riporta a Pradaccio.

Giuseppe Popi Miotti

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