Lo “speciale” poco speciale del Tg1 sui Parchi

C’era molta attesa, da parte di chi coltiva le problematiche ambientali, domenica 24 luglio, per lo speciale su RAI 1 delle ore 23.20. Curato da Igor Staglianò, il programma intitolato “Scrigno di bellezza” affrontava lo spinoso problema dei parchi nazionali. Il problema è di grande e drammatica attualità come da tempo sostiene Mountain Wilderness mobilitando i suoi attivisti, come è avvenuto di recente, in un trekking-staffetta di protesta attraverso quattro Parchi nazionali dell’Italia centrale. I Parchi nazionali – sostiene Mountain Wilderness – potrebbero divenire uno dei volani di uno sviluppo economico dell’intera Nazione, orientato al raggiungimento di un benessere autentico, al di là dei falsi miti di un progresso fondato sull’ossessivo accumulo di beni materiali e su una mentalità mercantilistica che oggi più che mai mostra i suoi limiti”.

Galletti
Il commercialista Gian Luca Galletti, dal 2014 ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Nell’immagine sopra il titolo un fotogramma del servizio di Igor Staglianò.

Un aspetto della questione è importante. Gli italiani devono sapere che cosa sta succedendo prima che la legge sui Parchi venga approvata. E l’obiettivo è ora quello di evitare stravolgimenti della 394. Questo ci si aspettava che raccontasse il servizio di Staglianò che chiamava in causa il ministro Gian Luca Galletti e tante persone responsabili e qualificate quali Carlo Alberto Pinelli, presidente dei Mountain Wilderness, e per lo Stelvio gli assessori provinciali di Trento e Bolzano, oltre a Luigi Casanova vice presidente della Commissione per la protezione delle Alpi e Claudio Bassetti presidente della Società Alpinisti Tridentini.  E’ riuscita la Rai a fare chiarezza su problemi tanto importanti? Deluso si dice Carlo Alberto Pinelli, chiamato come si è visto in causa, il cui giudizio non può che tenere conto della sua grande esperienza di documentarista. “La trasmissione mi ha deluso, sia stilisticamente (vecchissimo modo di costruire un reportage), sia per la confusione del messaggio, così banalmente cerchiobottista da risultare incomprensibile. Credo a quanto sosteneva già negli anni 20 Jean Vigo, un maestro, che il documentario debba essere costruito intorno a un punto di vista ‘documentato’. Cioè il film deve scegliere una tesi e portarla avanti senza paura di risultare fazioso. Apprezzo lo sforzo di Staglianò, ma speravo francamente in un risultato migliore”.

One thought on “Lo “speciale” poco speciale del Tg1 sui Parchi

  • 26/07/2016 at 19:30
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    Comprendo la delusione. Ma io mi affido al giudizio di chi non è molto addentro il problema. Persone che hanno colto il messaggio di sofferenza dei parchi nazionali, sia economica che gestionale. Persone che non erano informate su un tema tanto vasto e che hanno compreso come i parchi siano un insieme di opportunità che il governo italiano e una logica troppo localista impediscono di cogliere. Lavoro, economia, ricerca, sperimentazione e innovazione, politiche di conservazione e riqualificazione ambientale e paesaggistica. Ora le associazioni, possibilmente unite, devono fare un passo ulteriore: difendere si la 394, ma con una campagna di profilo nazionale serrata: contro il ministro, contro il governo, per dare speranza alle generazioni future.

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