Rifugio Omio da gestire. Dopo 80 anni i Fiorelli lasciano

Dal quotidiano Lecconotizie si apprende che cambierà gestione il rifugio Omio, una delle più famose e ospitali strutture del Cai nelle Alpi Retiche, per tradizione gestita dalla famiglia Fiorelli che ora ha deciso di lasciare. Per maggiori informazioni e per inoltrare la domanda di acquisizione con i propri dati anagrafici e curriculum professionale, scrivere all’indirizzo mail: segreteria@caisem.org. Ecco quanto pubblica Lecconotizie.

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Il rifugio Omio a 2400 m di quota. Nella foto sopra il titolo i Fiorelli, storici rifugisti della Val Masino (ph. Serafin/MountCity)

La proposta di gestione

La Società Escursionisti Milanesi intende avviare un’indagine preliminare per la selezione di Persone e/o Enti, interessati all’acquisizione, per un periodo di 15/20 anni, con la formula del “diritto di superficie” del Rifugio Alpino Omio e relative pertinenze, situato nel Comune di Val Masino (SO). La Famiglia Fiorelli, che gestisce il rifugio, da quasi ottant’anni, seguendo ogni avvenimento che riguardasse il rifugio dalla sua costruzione e che ha garantito l’accoglienza di un numero incalcolabile di appassionati di montagna, ha infatti deciso di lasciare. “Si rende ora necessario cercare nuove persone e/o enti interessati a riceverne il testimone tramite acquisizione di diritto di superficie – spiegano dalla Sem – ‘Il diritto di superficie’ rappresenta sicuramente un maggior impegno per chi voglia farsi carico della gestione del rifugio, ma permetterà alle realtà interessate un maggior spazio d’impresa e migliori garanzie di operatività e continuità nella gestione stessa del Rifugio”. E’ una proposta di gestione diversa dalle solite, atta a rendere più flessibile la conduzione del rifugio a fronte di un miglior servizio reso ad alpinisti ed escursionisti che frequentano la montagna e i suoi rifugi. Il rifugio, situato in località Gruppo Masino Bregaglia Disgrazia, Alpe dell’Oro, San Martino in Val Masino in provincia di Sondrio, si trova ad una quota di 2100 m e può ospitare fino a 40 posti letto più i 4 riservati ai proprietari. Oltre alle stanze è provvisto anche di un’adeguata sala da pranzo interna. Nella selezione dei candidati sarà data priorità all’esperienza pregressa in ambiente montano, in particolare nella gestione di attività analoghe o imprenditoriali in montagna.

Fonte: http://www.lecconotizie.com/montagna/val-masino-la-sem-cerca-acquirenti-per-il-rifugio-omnio-325674/

2 thoughts on “Rifugio Omio da gestire. Dopo 80 anni i Fiorelli lasciano

  • 29/07/2016 at 14:34
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    Erroneamente, nel titolo (ora corretto) in cui si annunciava il cambio di gestione al rifugio Omio si è parlato di “vendita”. In realtà nel bando diramato dalla Società Escursionisti Milanesi si fa riferimento a “persone e/o Enti, interessati all’acquisizione, per un periodo di 15/20 anni, con la formula del diritto di superficie, del Rifugio Alpino Omio e relative pertinenze”. Nell’ordinamento giuridico italiano, il diritto dei superficie consiste, come si può rilevare in Wikipedia,“nell’edificare e mantenere una costruzione al di sopra (o al di sotto) di un fondo di proprietà altrui e di acquistarne la proprietà della costruzione o dell’opera”. La redazione si scusa per l’errore.

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  • 28/07/2016 at 11:04
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    Credo che questo sarà il percorso da seguire anche per altri rifugi. Resta da vedere il rapporto costo/benefici perché forse la stessa cosa è stata fatta per il rifugio Monza ma la richiesta economica, seppure l’affare è andato a buon fine, era veramente alta. Comunque son scelte imprenditoriali. L’importante è che chi gestisce stabilisca un vero rapporto con il territorio dove sorge il rifugio divenendone anche un po’ il nume tutelare evitando quello che succede sempre più spesso: vedere il rifugio come un alberghetto staccato dal contesto storico e ambientale in cui si trova. A mio parere, oltre che ad essere ottimi anfitrioni e avere una buona cucina (oggi molto importante), gestire un rifugio vuol dire anche curarsi dei sentieri di accesso, vigilare sulle condizioni della montagna, interessarsi delle problematiche legate alla frequentazioni di cime e pareti e, se necessario, proporre interventi per l’escursionismo e l’alpinismo. Le vecchie guide /gestori (nel caso della Omio Virgilio, Attilio e Dino Fiorelli) sono state le figure che, spesso lo si dimentica, hanno anche permesso la sopravvivenza di queste strutture facendone piccola manutenzione, tenendo duro nei periodo di “magra” e creando con il loro rifugio un rapporto appassionato e quasi simbiotico.

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