Dolomiti in crisi. Limitare l’assedio motorizzato o verranno squalificate!

“I nodi verranno al pettine”, annuncia su “Internazionale” Gerhard Mumelter, giornalista, nel tracciare il quadro poco confortante dell’assedio delle auto e delle moto sui passi delle Dolomiti. “Perché l’Unesco obbliga chi gestisce il territorio a realizzare progetti di mobilità sostenibile e attuare misure per la protezione dell’ambiente. In autunno degli ispettori dovrebbero verificare le cose fatte. Sarà un momento decisivo per le cinque province dolomitiche (Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone), visto che l’Unesco può anche non riconoscere più un sito come patrimonio dell’umanità. L’ultima volta è successo nel 2009 in Germania, quando l’amena valle dell’Elba a Dresda fu cancellata dalla lista delle città patrimonio dell’umanità per la costruzione di un nuovo ponte, un progetto che aveva scatenato molte polemiche”. Compito della Fondazione Dolomiti Unesco è garantire una gestione efficace del Bene seriale, favorirne lo sviluppo sostenibile e promuovere la collaborazione tra gli Enti territoriali che amministrano il proprio territorio secondo diversi ordinamenti (See more at: http://www.dolomitiunesco.info/#sthash.ldowrbmX.dpuf). Ma può dirsi efficace questo tipo di gestione? L’assedio dei veicoli alle Dolomiti non conosce sosta. “Basta, è una schifezza”, si agita lo scrittore e alpinista Mauro Corona, “le Dolomiti vanno aperte a ore”. Lo segue Reinhold Messner: “Per cinque o sei ore al giorno i passi dolomitici dovrebbero essere chiusi alle macchine e alle moto per consentire a chi va a piedi o in bicicletta di godere appieno della natura circostante in modo sicuro”.

Dolomiti manifesto 1940 copiaIn estate sui valichi delle Dolomiti si registra un affollamento record: sul passo Sella transitano fino a seimila veicoli in un solo giorno, mentre sul Costalunga, nei pressi del celebre lago di Carezza, si contano fino a settemila veicoli al giorno. Secondo uno studio dell’Accademia europea di Bolzano, i quattro passi attorno al massiccio del Sella sono attraversati ogni anno da quasi due milioni di veicoli, concentrati soprattutto nei mesi estivi, quando molte zone delle Dolomiti si trasformano in una specie di Disneyland alpino. Il grande parcheggio sotto il rifugio Auronzo, che offre il famosissimo panorama da cartolina sulle cime di Lavaredo, è raggiunto ogni anno da più di 50mila veicoli. Per percorrere i 7 chilometri della strada panoramica che porta al rifugio bisogna pagare un pedaggio di 25 euro. Le province di Bolzano e Trento sono per la chiusura a fasce orarie, ma la regione Veneto si mette di traverso, cone è stato riferito in mountcity.it E aumentano anche i gruppi di motociclisti che cercano di inanellare più passi possibili in un giorno, con le loro moto roboanti che si sentono anche sulle vette più alte.

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