Scempio nel Parco sotto lo sguardo dell’Orso marsicano

Da alcuni mesi prosegue il botta e risposta sulla realizzazione in Abruzzo della strada a Prati d’Angro che permettere l’accesso all’area protetta. Sulla vicenda è intervenuta di recente l’associazione Salviamo l’Orso che si è espressa contro il Parco (“l’Ente Parco ed i suoi dirigenti non battono ciglio e non si accorgono di quel che accade sotto i loro occhi…”). Il progetto prevede la trasformazione di una pista campestre in un’arteria asfaltata nell’habitat dell’orso bruno marsicano. Al progetto si oppongono anche Pro Natura, Wwf, Touring Club, Legambiente, Mountain Wilderness, Lipu e ora sull’argomento si esprime la Stazione Ornitologica Abruzzese con un comunicato del 26 luglio che pubblichiamo integralmente. In base alle ultime notizie, il cantiere è stato sequestrato  su ordine della Procura di Avezzano. 

Nuovi impianti dietro quell’obbrobrio?

Guardando l’obbrobrio perpetrato nel cuore del parco d’Abruzzo con l’asfaltatura di chilometri di sterrato a Villavallelonga, con il parziale avallo dell’Ente Parco, in molti si sono chiesti: perché autorizzare un intervento per una strada che deve rimanere chiusa e non collega il paese a case o alberghi? La Stazione Ornitologica ha trovato i documenti per dare una risposta: la costruzione di nuovi impianti di risalita. Quello della strada si profila, dunque, come il necessario presupposto per uno scempio ancora più grande, l’assalto al versante nord dell’Aceretta con nuovi impianti di risalita da Villavallelonga. Le associazioni ambientaliste a gennaio 2016 avevano incalzato l’Ente Parco che in quel momento aveva autorizzato tutto l’intervento rilasciando il proprio nulla osta per l’asfalto fino alla Fontana dell’Aceretta. Le associazioni, avendo raccolto voci in tal senso, prospettavano proprio il fatto che la strada potesse servire a torme di sciatori, violando un vero e proprio paradiso naturalistico. Il Direttore del Parco Dario Febbo, in una lettera inviata anche al Ministero dell’Ambiente, aveva recisamente smentito sostenendo, senza mostrare carte e specificare molto, che vi erano impedimenti di tipo legale collegati sia alla pianificazione regionale che alle norme della Zona di Protezione Speciale (ZPS). Stiamo parlando della stessa lettera dove Febbo dichiarava testualmente che la strada era già asfaltata, quando ci sono caterve di immagini che dicono il contrario.

Parco-AbruzzoSuccessivamente, nel mese di giugno 2016, il Parco aveva inserito, in parziale difformità con il Nulla Osta già rilasciato, delle prescrizioni più restrittive chiedendo lo stralcio dell’ultimo tratto e imponendo la chiusura della strada alla base. Tutto ciò non serviva ad evitare lo scempio, considerato anche il tardivo e sempre parziale intervento dell’ente parco a lavori ormai conclusi. Specifichiamo ancora una volta che l’Ente Parco ha comunque autorizzato l’asfaltatura ex novo di 1,5 km di sterrato, presentato come “ripristino” dal Comune. Ricordiamo inoltre che la SOA inviò la prima segnalazione il 10 luglio con i primi lavori in corso mentre il Parco ha sequestrato un pezzettino di strada solo sabato 23 luglio. Tutto ciò fa diventare ancora più evidente il controsenso di spendere mezzo milione di euro di fondi pubblici per una strada da tenere chiusa! Ora la Stazione Ornitologica Abruzzese è in grado di smontare pezzo per pezzo la tesi rassicurante del Direttore del Parco Febbo circa il futuro dell’area. Nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche del Comune di Villavallelonga (http://www.comune.villavallelonga.aq.it/node/554) è prevista la costruzione di un impianto di arroccamento del costo di 2 milioni di euro.

Augusto De Sanctis

Presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus

Info: 3683188739

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