Gli amici che difendono la Val d’Ayas

Schermata 2016-08-02 alle 19.31.20L’ipotesi di un collegamento funiviario tra la Val d’Ayas e Valtournenche attraverso il vallone delle Cime Bianche torna d’attualità. Nessuna decisione formale è stata presa, ma la nuova giunta, insediatasi a maggio, è determinata a portare avanti il progetto contrastato dal gruppo “Ripartire dalle Cime Bianche”, che ora ha anche una pagina fb e ha organizzato per quest’estate una serie di incontri a Champoluc. L’obiettivo del gruppo non è solo quello di mostrare l’assurdità del progetto funiviario, ma anche di ripensare il turismo in valle, meno interessato allo sci, per la scarsità di neve e i costi elevati, e più alle particolarità naturali, culturali e storiche dei luoghi e ai loro abitanti. Il vallone delle Cime Bianche, il paese di Saint-Jacques e la frazione di Fiery, sono esemplari in questo senso. “Valorizzare la bellezza, la verginità del vallone che rende possibile l’esistenza di particolari ecosistemi, la sua storia geologica e di via di comunicazione e commerciale nei secoli, la presenza di Gozzano a Fiery e dell’abbé Gorret a Saint-Jacques, sono alcuni degli obiettivi del gruppo di lavoro”, è quanto precisa Chiara Aliprandi che gentilmente ci aggiorna sul progetto.

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Una riunione del gruppo “Ripartire dalle Cime Bianche”. Nella foto sopra il titolo un aspetto dell’intatto Vallone delle Cime Bianche.

Gli incontri a Champoluc

Per riflettere insieme sul futuro dell’Alta Val d’Ayas gli incontri si tengono dalle ore 17,30 alle ore 19 presso l’Hotel Monte Cervino (Frachey), affiliato alla rete Sweet Mountains. Ecco il programma: mercoledì 3 agosto Alessandro Fulci | Ayastrekking – Escursionismo e alpinismo in Val d’Ayas; venerdì 5 agosto: Giornata per ricordare la figura di François Victor Amé Dandrès nel 150° anniversario della morte (15.00/18.00 Monterosa Terme).
Dandrès, parroco dal 1817 al 1866, è una figura di spicco nel contesto storico, religioso e culturale di Ayas del XIX secolo (alle ore 21.00 canti in gregoriano con il coro di Verrès presso la chiesa di Antagnod). Venerdì 12 agosto Gianni Gasparini | Le stagioni in valle d’Aosta – Natura e Poesia; mercoledì 17 agosto Francesco Prinetti |Dalle spiagge agli abissi, sulle tracce dell’antico oceano alpino alle Cime; venerdì 19 agosto Marco Soggetto | Braccati. Prigionieri di guerra alleati in Piemonte e Valle d’Aosta; venerdì 26 agosto Incontro finale. Contatti: info@montecervinohotel.com  dondeynaz.marcello@libero.it  martinagerosa67@mail.com

Lo studio di fattibilità

Fautore il comune di Valtournenche, e con il concorso dei comuni di Ayas, Gressoney-La-Trinité e Gressoney- Saint-Jean, è stato predisposto nel 2015 uno studio di fattibilità per la realizzazione di un collegamento funiviario che dovrebbe permettere la creazione di un unico grande carosello di impianti di risalita da Zermatt ad Alagna, a servizio della pratica dello sci di discesa. La proposta – la cui sintesi è disponibile su sito web http://www.alplinks2014.it/ – prevede la realizzazione di due impianti: una telecabina dalla località Frachey alla località Vardaz (m. 2.300), e una moderna cabinovia trifune (3S) dall’alpe Vardaz al colle superiore delle Cime Bianche. Lo stesso studio esclude la possibilità di realizzare una pista di sci nella parte bassa del Vallone e accenna a una pista nella parte alta. Se già 40 anni fa, nella fase della piena esplosione dello sci di massa, si paventavano i danni irreparabili ad un unicum ambientale, oggi la proposta di un nuovo collegamento funiviario presenta evidenti elementi di assurdità ed insostenibilità:

  • sul piano ambientale, perché gli impianti, compresi quelli per l’innevamento artificiale, la ventilata pista di sci e le attività di cantiere, deturperebbero per sempre una ricchezza sempre più rara, non riproducibile in futuro: la naturalità e l’integrità dell’area, che rappresentano il vero punto di forza e di attrazione sul quale far leva per ogni duraturo progetto di sviluppo di un luogo eccezionale. Perché si intaccherebbero ulteriormente le riserve di acqua per produrre neve artificiale. Perché si accrescerebbero di molto i consumi energetici, in totale contrasto con gli impegni assunti nell’ambito della Cop-21 di Parigi sui cambiamenti climatici dello scorso dicembre 2015;
  • sul piano economico, perché sono del tutto sottostimati i costi (ca. 50 milioni) per la realizzazione dei nuovi impianti e servizi connessi e, soprattutto, non si considerano gli investimenti necessari per la sostituzione di vecchi impianti ormai obsoleti, oppure non più funzionali o, ancora, spesso chiusi per vento. Peraltro in una situazione di evidente sofferenza economica per la Monterosa Ski.
  • sul piano della domanda turistica, sempre più globalizzata e attenta al rapporto qualità/prezzo, a scoprire le diverse dimensioni della montagna ben oltre lo sci di discesa, a ricercare luoghi incontaminati e rapporti di autentico scambio con i territori visitati.

Il Dossier Cime Bianche è possibile scaricarlo qui nella sua integrità

2 thoughts on “Gli amici che difendono la Val d’Ayas

  • 03/08/2016 at 08:23
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    Non capisco perché quelli di Daesh,,o Isis o Isil che dir si voglia, che si lamentano della cultura ormai solo affaristica degli occidentali, non facciano attentati anche ai politici dei vari paesi. Qua in bergamasca qualcuno ha incendiato un impianto sciistico e le istituzioni con alcuni privati, per salvare l’occupazione nel territorio, si sono subito uniti per installarne un impianto nuovo che avevano già acquistato. Quindi ancora non capisco. Forse dobbiamo cercare il cambiamento in modi diversi.

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    • 03/08/2016 at 12:14
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      lascerei perdere daesh e il terrorismo… queste sono battaglie di civiltà, si combattono civilmente

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