Salire a ogni costo, il bello dell’arrampicata artificiale

Tecniche, materiali e storia dell’arrampicata artificiale classica e new age: gli autori Fabio Elli e Diego Pezzoli hanno colmato nel volume “Intelligenza artificiale” (Versante Sud, 420 pagine, 35 euro) una lacuna nella bibliografia alpinistica italiana, e non solo. Una lacuna di non poco conto, se prendendo in mano il volume, che è uscito da pochi giorni grazie alla sensibilità di Versante Sud e al contributo di CAMP, ci si accorge subito della sua importanza nel bagaglio preliminare di ogni climber che intende cimentarsi con l’arrampicata artificiale.

Intelligenza artificiale
Il nuovo manuale di Versante Sud. Nella foto sopra il titolo passaggio sul tetto della via Donato Zeni alla Petra di Bismantova (ph. M. Bertolotti).

Ci riferiamo non solo a coloro che si stanno avvicinando a questa disciplina come semplici apprendisti. Un libro del genere non dovrebbe assolutamente mancare pure nell’attrezzatura di chi è già provetto praticante. Per convincerci di ciò, i sembrano sufficienti comunque queste poche righe nella presentazione: “Un tema comune tiene legati tutti i capitoli, un fil rouge, purtroppo e incredibilmente spesso snobbato: la sicurezza. Ai più ‘consumati’ alpinisti e scalatori di big wall alcune raccomandazioni suoneranno superflue e strideranno con abitudini affinate negli anni. Possiamo solo dire loro che un nodo o una precauzione in più non hanno mai ucciso nessuno, lo stesso non può dirsi per il contrario…”. Superfluo precisare che un simile manuale non si prende in mano come un ameno libro di lettura, anche se non mancano deliziose interviste e relazioni di personaggi importanti dell’alpinismo, come Royal Robbins, Warren Harding, Jim Bridwell, Chris McNamara, Erik Sloan, Andy Kirkpatrick, Silvia Vidal, Marcin “Yeti” Tomaszewski, Marco Furlani, Matteo Rivadossi, Rossano Libera, Giuseppe “Popi” Miotti, solo per nominarne alcuni. È un libro da consultare, specie quando si è incerti sull’uso di materiale a attrezzature; quindi qui si tratta non di una materia teorica, ma di quanto più serve per salvaguardare la propria vita, utilizzando ogni informazione per prevenire e per muoversi con le dovute precauzioni.

Renato Frigerio

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