Dolomiti, un coro unanime: ridurre il traffico!

Una ben precisa riduzione del traffico automobilistico privato sui passi dolomitici è stata chiesta dalle associazioni ambientaliste e alpinistiche il 12 agosto 2016 nel corso di una conferenza stampa a Passo Sella. Le associazioni in modo univoco e con forza hanno chiarito e proposto una serie articolata di interventi:

° Da dieci anni si parla di chiusura al traffico dei passi dolomitici: nonostante ripetute promesse siamo ancora all’anno zero e la situazione dei transiti diventa sempre più insostenibile dal punto di vista del traffico, dell’inquinamento, del rumore, della rottura di equilibri e sensibilità complesse che riguardano il paesaggio, la natura, L’insieme dei valori reali reale delle Dolomiti.

° E’ inadeguato e semplicistico proporre la chiusura del solo passo del Sella. La sperimentazione deve riguardare, come momento di partenza, l’intero giro e comprendere i quattro passi Sella, Pordoi, Campolongo e Gardena.

° Vi è la piena contrarietà alla imposizione di un pedaggio in quanto, ovunque sia stato adottato, non ha comportato una riduzione del traffico privato, anzi, ogni anno in queste località si registrano significativi e preoccupanti aumenti di passaggi.

° La chiusura al traffico privato va attuata con dei passaggi sperimentali partendo da una fascia oraria minimale che si situa fra le ore 11.00 e le ore 16.00. Questo per garantire agli ospiti di poter vivere le emozioni proprie che l’ambiente dolomitico riesce ad offrire: paesaggio, silenzio, armonia, contemplazione.

° E’ compito delle amministrazioni pubbliche procedere, con urgenza, alla costruzione di passaggi partecipativi che portino in tempi brevissimi a decisioni concrete. I processi partecipativi oltre agli enti pubblici interessati, devono coinvolgere l’associazionismo ambientalista e alpinistico, le organizzazioni delle categorie economiche e i rappresentanti del mondo del lavoro che devono transitare sui passi.

° E’ evidente che, perché tali obiettivi siano raggiunti, è doveroso che gli enti pubblici offrano servizi alternativi: parcheggi a fondovalle, trasporto con navette pubbliche e private in quota, accordi con gli impiantisti interessati ed altro ancora.

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Non è solo un marchio turistico…

° La Fondazione Dolomiti UNESCO deve assumere in tale progetto un ruolo centrale visto che è espressione e sintesi del mondo politico che governa questo Territorio. La Fondazione non può rimanere, come oggi purtroppo semplicisticamente viene letta, unicamente un marchio turistico, ma deve offrire ai cittadini e ai residenti risposte chiare sui temi più  critici. Dalla Fondazione ci aspettiamo risposte urgenti in tema di mobilità sostenibile, di riqualificazione paesaggistica delle aree di transito a partire dai passi dolomitici, apertura di processi partecipati sul tema che portino, in tempi brevissimi, a decisioni condivise e applicabili.

° E’ stato ribadito come il tema della mobilità sostenibile non possa ridursi alla sola attenzione rivolta ai transiti privati sui passi dolomitici, ma debba investire e portare a soluzione le troppe e continue criticità che si presentano nei fondovalle: val Badia, val Gardena e valle di Fassa in particolare, senza per questo trascurare la situazione nel versante bellunese.

° Quanto accade con il transito del traffico su moto è sempre più insostenibile: velocità eccessive, spericolatezza, rumore assordante. I controlli sono ridotti al minimo. Ogni amministrazione pubblica, anche i comuni, hanno il dovere di controllare quanto si verifica sul tema non solo attorno ai quattro passi, ma su tutti i transiti delle dolomiti. Il rumore è una delle criticità più pesanti che offendono chi nell’ambiente alpino cerca tranquillità ed emozioni autentiche.

° E’ necessaria una intensa collaborazione, una messa in rete, delle province dolomitiche per arrivare a definire in tempi certi mobilità alternativa e sostenibile: potenziamento ed estensione della rete ferroviaria, piste ciclabili, sentieristica, utilizzo degli impianti esistenti (una card estiva pagata con i ricavati della tassa di soggiorno?), riqualificazione paesistica di tutti i passi con riduzione delle aree di parcheggio.

° la situazione dell’area delle Tre Cime di Lavaredo non è più sostenibile: in tempi bervi anche qui è necessario costruire un percorso partecipato che porti alla soluzione dello scempio dei parcheggi presenti sotto le montagne simbolo di tutte le Dolomiti.

Questo è l’insieme delle valutazioni espresse dalle associazioni presenti, un coro unanime, diffuso e che chiede al mondo politico soluzioni certe e definite in tempi brevissimi.

Hanno partecipato alla conferenza a Passo Sella del 12 agosto 2016 le associazioni ambientaliste

e alpinistiche Dachverband (presidente Klaus Peter Dissinger), Alpenverein Sudtirol (Presidente

Georg  Simeoni), CAI provincia di Bolzano (dott. Sartori), SAT del Trentino (Presidente

Claudio Bassetti) , Mountain Wilderness Italia (Consigliere nazionale Franco Tessadri, Werner Putzer,

Renata Tavernar), CIPRA Italia (vicepresidente Luigi Casanova), Lia da Mont

della val  Gardena (Presidente Tullio Mussner). 

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