Il viagra con le pale

Il 4 e 5 agosto 2016 la sezione del CAI di Chiavari, proprietaria del rifugio Chiarella all’Amanthè, ha aderito a una manifestazione organizzata dal comune di Ollomont e ha di fatto favorito il trasporto in elicottero, fino alle soglie del rifugio, di anziani e disabili. In realtà questa vaga limitazione anagrafica e attitudinale è stata resa forzatamente esplicita solo dopo una forte pressione del nuovo presidente generale dello storico Sodalizio, il quale ha ribadito l’obbligo di tutte le sezioni di rispettare quanto stabilisce, senza possibilità di equivoche interpretazioni, il nuovo Bidecalogo etico/ambientalistico del Club Alpino. Al Presidente vada dunque il nostro applauso. Un applauso tuttavia relativo, sia perché molte foto scattate da nostri soci in quella occasione, mostrano baldi giovanotti che scendono dall’elicottero saltando agilmente sul terreno accidentato; e sembrano suggerire che l’avvocato Torti sia stato preso in giro; sia perché non posso evitare di esprimere qualche perplessità sull’opportunità di concedere una simile facilitazione alla nebulosa categoria degli “anziani”. (Altro discorso riguarda i veri disabili. Ma vorrei sapere quanti di costoro hanno approfittato del viaggio in elicottero che era offerto a pagamento).

Anziani dunque. Pur avendo personalmente superato gli ottanta anni, sono portato a negare agli anziani un simile privilegio. Perché? Ma semplicemente perché nessuno di loro è nato “anziano”. Sono stati anche loro, come tutti, giovani. Se davvero bruciavano dal bisogno di salire verso l’alto e vivere in pieno l’esperienza dell’ascensione alle vette, hanno avuto tutto l’agio per farlo, quando bastavano il fiato e le gambe per condurli lassù. Come dice un vecchio proverbio, c’è un tempo per tutte le cose, in montagna, nell’agonismo sportivo, in amore. E se qualche compassionevole giustificazione può essere trovata per l’uso del Viagra, nulla autorizza a porre su piani analoghi l’arricchimento spirituale propiziato dallo sforzo della salita a piedi, e l’effimera e epidermica emozione procurata artificialmente grazie ai rotori dell’elicottero ( o, se per questo, anche grazie alle cabine delle funivie, vere nemiche della comprensione della montagna).

Qualcuno dice: ma ci sono anche anziani che in gioventù hanno vissuto in alta montagna, con fatica e rischi, importanti esperienze esistenziali. Perché negar loro il piacere di ritornare ad ammirare gli stessi panorami? Il motivo è semplice: perché il viagra dell’elicottero non li riporta davvero lassù. Magari i luoghi fisici sono rimasti gli stessi, ma quel mezzo di avvicinamento sterilizza il loro messaggio. Li rende muti. Abbiamo a che fare, come è stato suggerito più volte, con la differenza tra guardare e “vedere”. Guardare di nuovo, con gli occhi appesantiti dagli anni, un ambiente che in passato abbiamo visto e vissuto con tanto entusiastico impegno, porta con se solo delusione, nostalgia, rimpianto. E’ insomma una sottile profanazione della memoria. Di per se stesse le montagne viste dal basso non sono meno affascinanti di quelle viste dall’alto. Impariamo ad accontentarci. Cerchiamo di avere la lucidità e il coraggio di non umiliare la ricchezza dei nostri ricordi ricorrendo alle ingannevoli pillole blu che l’elicottero ci offre. A pagamento.

Carlo Alberto Pinelli

Vedere sull’evento al rifugio Chiarella il comunicato pubblicato sul sito di Mountain Wilderness Italia

http://www.mountainwilderness.it/news/displaynews.php?idnews=488

 

4 thoughts on “Il viagra con le pale

  • 14/08/2016 at 18:58
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    Gran polverone su Gogna Blog… resta da appurare se i giovani sbarcati dal l’elicottero fossero effettivamente i musici belgi con strumenti impossibilitati dal meteo a salire il giorno precedente.
    Mi sembra viceversa molto interessante la riflessione di Pinelli. Nella fattispecie è possibile godere di splendidi concerti alpini anche senza raggiungere quote elevate, coinvolgendo “senza bisogno di viagra”, anziani, diversamente abili… altrimenti la “moda” del concerto in quota rischia di nonluoghizzare musica e paesaggi… reduce da un giro dell’isola d’Elba in barca a vela so di cosa sto parlando!

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  • 14/08/2016 at 18:16
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    Nel BLOG di Alessandro Gogna su questa notizia si è sviluppata una ampia discussione, anche se una persona ha iniziato ad offendere. Ho risposto che una persona che offende tutti deve essere CENSURATO. Ad una persona che non vuole capire non bisogna dare VISIBILITA’. Piuttosto sarei contento, come ho scritto, avere la risposta dal presidente del CAI,Torti, (che sembra aver accettato l’impegno del CAI A RISPONDERE), se vuole cacciare il presidente della sezione CAI di Chiavari. Questa persona è l’unico responsabile, sia come presidente di una sezione CAI che come proprietario del Rifugio. Nessuno vuole fare UN PASSO INDIETRO e chiedere scusa ai DISABILI ED ORA ANCHE AGLI ANZIANI! E con queste persone vogliamo difendere L’ECOCIDIO DEL PIANETA? Speriamo che Papa Francesco, persona che si sta impegnando su questo grave problema, possa essere ascoltato e non essere “iscritto” fra gli ANZIANI e i FASCIO COMMENTATORI!

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  • 13/08/2016 at 18:44
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    Carlo, bello e onesto quello che scrivi, ma viagra e cialis sono “medicine” fra le più vendute qui da noi.
    2 pastiglie costano come è costato l’elicottero per due persone
    Che dire: forse volevano provare l’emozione di un rapporto con un rifugio?
    Per la comprensione della gente penso che ridicolizzare certe iniziative sia più efficace di qualsiasi ragionamento.

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