Ossola, voglia di Lombardia. Anzi di Svizzera

Ossola piemontese, lombarda o meglio ancora Svizzera? Di questo si parla sulla stampa locale. Dove si susseguono le prese di posizione dopo la proposta del sindaco di Crodo Ermanno Savoia ai sindaci provinciali di indire un referendum per passare in Lombardia, qualora la Regione Piemonte non conceda il ristorno dei canoni idrici per la concessione e lo sfruttamento di acque pubbliche con lo scopo di produzione di energia elettrica alla provincia montana del Verbano Cusio Ossola. Proposta che incontra il consenso del sindaco di Piedimulera Alessandro Lana ma non quella del sindaco di Re Oreste Pastore convinto che Vco non ha mai funzionato, ed ora, con la crisi ed i tagli, è ancora peggio, basta guardare al piano per la salatura delle strade, alle strade distrutte. “Facciamo piuttosto il referendum per andare con la Svizzera”, sostiene il sindaco Pastore. E non sembra che voglia scherzare. Le sue parole trovano riscontro, sul territorio, in un complesso d’iniziative che denotano un recente avvicinamento tra Confederazione Elvetica e Ossola, storicamente legate da rapporti di amicizia e da profonde affinità culturali.

Val Bedretto
L’incontro italo-svizzero al passo San Giacomo (foto Luigi Framarini, per gentile concessione). Nella foto sopra il titolo la bandiera della Confederazione sventola a Crodo in occasione del passaggio della Carovana dello Sbrinz (ph. Serafin/MountCity)

Un’amicizia che ogni anno in agosto viene suggellata al passo San Giacomo. Nella chiesetta a 2.308 metri di quota si celebra infatti l’incontro tra la comunità di Formazza e quella ticinese della Val Bedretto. E’ solo un episodio, naturalmente. Un altro esempio? Ogni anno in estate con una trentina di muli e cavalli, gli svizzeri “calano” in Italia dalla Confederazione attraverso lo storico passo del Gries (2479 metri), in alta Val Formazza, per dare vita alla carovana dello Sbrinz e arrivano fino alla piazza Mercato di Domodossola in un tripudio di bandierine dei vari cantoni e di fiori di campo. Lungo le mulattiere dell’Ossola ogni estate percorse dai someggiatori svizzeri in costume, per secoli il traffico è sempre stato intenso in un senso e nell’altro e un vivo sentimento di amicizia ha sempre legato ossolani e vallesani. Era il 1397, a Munsten nell’alto Vallese (Svizzera), quando si firmò la convenzione per l’apertura di una via commerciale che univa Berna a Milano. Il passo del Gries era in quegli anni, con il Sempione, la via più importante di collegamento alpina. Tanto che a fine Ottocento, quando il ghiacciaio debordava, i formazzini la lastricavano con grosse piode per consentire il passaggio di cavalli carichi di merci. Verso nord andavano vino, panni di lana mentre verso sud scendeva altra merce e soprattutto formaggi svizzeri.

Sbrinz a Premia
Un someggiatore vallesano attraversa la Valle Antigorio in occasione della Carovana dello Sbrinz (ph. Serafin/MountCity)

Di segnali di secessione nell’Ossola si è occupato di recente anche il portale Dislivelli. A Crodo, nota per le sue acque minerali e per un diffuso aperitivo analcolico, la bandiera della Confederazione elvetica sventola festosa accanto all’insegna della località dipinta a grandi lettere su un muro, per accogliere il 19 agosto la carovana dello Sbrinz. A riportare l’attenzione degli studiosi su alcune poco frequentate pagine di storia nei rapporti italo-elvetici, sono anche arrivati recentemente sugli scaffali due volumi editi dal valoroso editore Alessandro Grossi di Domodossola: “Storia di Premia” (367 pagine, 32 euro) a cura di Paolo Crosa Lenz e “Storia dell’Ossola” (463 pagine, 39 euro) di Enrico Rizzi. Sottoposti a secoli di dominazioni spagnole, francesi, austriache, milanesi e, saltuariamente, svizzere, gli uomini dell’Ossola si sentono “naturaliter” elvetici, come argomenta Rizzi, rinomato storico delle Alpi. I precedenti non mancano. Nel 1403 fu la contessa Caterina Visconti che, dal suo castello di Milano, scrisse agli uomini di Antigorio incitandoli a cercare una pace stabile con i loro vicini. Quell’anno erano stati i vallesani a venire a Crodo, poi toccò agli ossolani recarsi a Binn per accordarsi perché gli uni e gli altri “con le mercanzie e senza le mercanzie” potessero andare e venire “sicuri e senza impedimento” nei rispettivi territori.

ermanno_savoia
Il sindaco di Crodo Ermanno Savoia.

“L’attrazione svizzera”, così definita dagli storici, culminò nel 1515, al termine delle campagne militari dei confederati nell’Ossola, con l’appoggio dei valligiani che la vigilia di San Lorenzo erano scesi a Domo al seguito delle truppe elvetiche gridando “Viva la Lega!”. Se oggi qualche valligiano si rammarica sogghignando che quell’ardore filo svizzero non abbia avuto seguito, va registrato per completare lo scenario di questa Ossola, tanto amata dai milanesi e molto meno dai piemontesi, che ai tempi di Cavour il Piemonte ebbe il torto di opporsi al progetto del tunnel del Sempione poi realizzato con i contributi e i capitali degli industriali meneghini e delle banche svizzere.

Piazza Binn a Baceno
Il piazzale a Baceno dedicato alla cittadina svizzera di Binn con cui il comune ossolano è gemellato (ph. Serafin/MountCity)

A scavare un fossato (incolmabile?) con i piemontesi, stando alle tante storie raccolte da Rizzi, fu in precedenza un episodio in qualche modo truffaldino. L’Ossola venne ceduta a Carlo Emanuele di Savoia nel 1743 con il trattato di Worms da Maria Teresa d’Austria, sulla base di quanto le riferì per opportunismo un fedele consigliere. “Le aveva descritto l’Ossola con tinte talmente fosche”, racconta Rizzi, “per ottenere l’esenzione dalle imposte e dai censimenti incombenti, che l’imperatrice si era convinta – non del tutto a torto – che quello sterile angolo del suo grande regno potesse produrre solo sassi”. E invece il territorio si è rivelato un formidabile serbatoio di culture trasfrontaliere come dimostra a Baceno la piazza e il murale dedicato nel 2015 a Binn, località walser del Vallese. Un piccolo lembo di svizzera a due passi dalla stupenda chiesa di San Gaudenzio, il protettore dei traffici commerciali, la cui figura appare affrescata sulla facciata.

www.grossiedizioni.it

www.sbrinz-route.ch

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