Dolomiti, non solo montagne

Un nucleo di oltre 30.000 persone con un’identità ben precisa caratterizzata da un’antica lingua neolatina ed uno spettacolare scenario disegnato da una catena di montagne nell’arco delle Alpi centrali. Sono i ladini dolomitici che abitano nelle cinque valli – Val Badia, Gardena, di Fiemme, Livinalongo ed Ampezzo – dove ancora la lingua ladina è parlata ed insegnata ai più giovani.  Seppur con alcune differenze, queste valli costituiscono un patrimonio linguistico e culturale di notevole valore che il Museo provinciale ladino Ciastel de Tor e l’Istituto culturale Micurà de Ru contribuiscono a far conoscere e tutelare.

Museo Ladino
Il castello di San Martino in Badia ospita il Museo provinciale ladino Ciastel de Tor e l’Istituto culturale Micurà de Ru. Qui e nelle altre immagini di Dario Monti alcuni aspetti dell’istituzione nel cuore delle Dolomiti.

Il castello di San Martino in Badia, che domina dall’alto la strada a valle, ospita il Museo. La visita si articola nei diversi piani del maniero e della torre sino a raggiungere il camminamento di ronda da cui si gode un’ampia vista sulla vallata e le montagne circostanti. Un paesaggio verdeggiante con pascoli ben curati e fazzoletti di terra coltivati. Con l’ausilio di efficaci strumenti audiovisivi, si conoscono le diverse fasi della colonizzazione delle Dolomiti seguendo le tracce dei cacciatori del Mesolitico ed i primi insediamenti fortificati dell’età del ferro. Si cammina sul diorama di Sotciastel e, passando da una sala all’altra, si scoprono le prime steli scritte, le trasformazioni del paesaggio nell’età romana e medioevale, la storia del castello in cui ci troviamo e dei potenti che amministrarono questo territorio.

Museo ladino esternoM’incanto dinnanzi alle vetrine ricolme di giocattoli in legno della Val Gardena mentre sento raccontare la storia della loro fabbricazione e della vendita oltreoceano: mi colpisce la fotografia dell’ambulante con la schiena carica di cavallini in fila e marionette di legno. Nel locale attiguo ammiro la finezza e preziosità dei monili in filigrana d’argento di Cortina d’Ampezzo. Più oltre, cassapanche finemente intagliate della Val Badia e mobili accuratamente dipinti parlano di un’attività artigianale fiorente che ha costituito una risorsa importante per i ladini delle Dolomiti.

Manifesto DolomitiLa storia, la geografia, la geologia, l’economia si intersecano per raccontarci la scoperta delle Dolomiti e la nascita del turismo di massa: la costruzione delle strade dei passi ed il decollo degli sport invernali con la realizzazione dei primi impianti per lo sci. Storie ed immagini del secolo passato che sembrano già molto lontane nel tempo oggi che si discute su come risolvere il problema dell’eccessivo traffico di automobili e motociclette.

Rosalba Franchi

Fotografie di Dario Monti

(www.viestoriche.net)

Altre informazioni: http://www.suedtirolerland.it/it/cultura-e-territorio/castelli/ciastel-de-tor/

One thought on “Dolomiti, non solo montagne

  • 18/08/2016 at 12:16
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    Ad integrazione dell’articolo vorrei segnalare anche il museo ladino di Vigo di Fassa (http://www.istladin.net/it/museo-ladin-de-fascia) ricco, come Ciastel de Tor, di materiali iconografici che purtroppo sono solo in parte disponibili sul Web. Questi musei, costruiti con soldi pubblici in epoca informatica, possono mettere a disposizione tutto il loro materiale senza restrizioni ed a costo ZERO sul Web senza perdere i visitatori reali che arriverebbero lo stesso. La Cultura Ladina e la Cultura in generale ringrazierebbero.

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