Funivie storiche, patrimoni da conservare

E’ passato più di un secolo dal primo colpo di zappa del cantiere ma i resti della prima teleferica costruita in Francia sono ancora là, nella montagna di Chamonix, spersi nell’immensità del monte Bianco. Nel corso del tempo, man mano che si andava perdendo il ricordo degli uomini che hanno partecipato a quella avventura, quei resti sono assunti a patrimonio storico della valle. Mentre la stazione a valle è stata molto ben ristrutturata dal Comune alla fine del 2007, il poco interesse per il resto della linea dimostrato dalla Compagnie du Mont-Blanc, proprietaria dei resti in quanto concessionaria dell’attuale teleferica dell’Aiguille du Midi, fanno pensare al peggio a chi intende difendere questo patrimonio. Il sito Remontees Mecaniques si è già fatto portavoce dello stato di degrado in cui si trova la copertura della stazione di Para, maestoso e misterioso fantasma in pietra da taglio sperso nella foresta. La Compagnie du Mont-Blanc ha dato inizio in giugno alla rifacitura completa del tetto di questo emblematico edificio, anche se il lavoro viene eseguito in un’ottica di sicurezza più che di conservazione del patrimonio.

Vecchia funivia
Una delle prime funivie (coll. Monchu). Nella foto in alto la cabina n.1 risalente al 1924, la sola rimasta delle quattro originali che salivano all’Aiguille du Midi.

Ma c’è un’altra sorpresa, rivelata da Denis Cardoso nella pagina Facebook dedicata alla prima teleferica di Francia: la scoperta della cabina n.1 risalente al 1924, la sola rimasta delle 4 cabine originali. Una vettura aerea pioniera, classificata come monumento storico in quanto testimone prezioso della storia della valle ma anche della storia dei trasporti. Fornita di illuminazione elettrica all’interno e di un proiettore sul tetto, la cabina è formata da 3 piattaforme disposte a gradini e inizialmente dotata di una elegante livrea rossa: 2 piattaforme aperte alle estremità, ciascuna con 3 posti a sedere e 3 in piedi. La piattaforma centrale, chiusa, era evidentemente dedicata ai 6 passeggeri più raffinati, con il pavimento in linoleum e le sedie ricoperte di cuoio chiodato. Tra i passeggeri che la cabina ha trasportato ci sono grandi campioni di sci degli anni 30 e 40 del secolo scorso, come James Couttet, Emile Allais, Lucienne Schmidt, che si sono confrontati con la mitica pista dei Glaciers. E nel ‘44 ci sono i combattenti della Resistenza che salivano al Col de Midi per partecipare alla battaglia del Monte Bianco. Senza contare il trasporto di uomini e materiali nel 50 per la costruzione della teleferica contemporanea. Purtroppo la cabina, conservata all’esterno senza cura alcuna, si trova oggi in uno stato di assoluto degrado e non resta che sperare in una presa di coscienza della Compagnie du Mont-Blanc e della collettività locale perché questo pezzo di storia venga al più presto restaurato e possa trovare il suo posto, perché no, nella hall o sul sagrato della nuova stazione a valle dell’attuale teleferica.

Dal sito Remontees-Mecaniques

 

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