Fino a che quota sono tollerabili certi orrori?

Da che quota è necessario tutelare il territorio e le sue bellezze in aree alpine? Al di sopra dei 1600 metri secondo la legge Galasso 431/85 che si preoccupa di classificare le bellezze naturalistiche in base alle loro caratteristiche peculiari suddividendole per classi morfologiche. E’ forse questa legge aria fritta per Reinhold Messner? “La wilderness va garantita sopra i 2400 metri, dove non ci sono malghe, né animali”, ha sentenziato il re degli Ottomila. “Al di sotto, ben vengano impianti di risalita. Attività contadina e il turismo devono poter convivere e quando economicamente il contadino si trova in difficoltà deve poter trovare solidarietà dai proventi del turismo”. In questa montagna ridotta a luna park non si sente proprio il bisogno che un guru dell’alpinismo diventato imprenditore delle alte quote fornisca facili alibi. E mentre si installano cannoni sparaneve a tremila metri nel cuore del Parco dello Stelvio (vedere mountcity.it) “Quelli porteranno la montagna alla rovina”, ha detto durante un incontro a San Martino di Castrozza riferendosi agli ambientalisti. Liberissimo di esprimere la sua opinione come ha sempre fatto.  Sicuramente però un’opinione di parte, sicuramente interessata. Perché poco più in basso dei fatidici 2400 metri, in vetta al Plan de Corones, un’enorme spianata che potrebbe contenere almeno due campi da calcio, Messner ha costruito il suo museo, sesta sede del suo circuito museale. E l’effetto dal punto di vista paesaggistico si è prestato a fondate critiche. Ai lati e in copertura sono state ammonticchiate sulla struttura un po’ di zolle di terra e sassi, in ossequio a una falsa coscienza paesaggistica d’inserimento ambientale. Benché firmata da una celebrità dell’architettura, la compianta Zaha Adid che lascia in eredità a Milano il suo discutibile grattacielo storto, la struttura ha suscitato le critiche (qualificate) riportate da mountcity.

Ma è difficile sondare l’altalenante coscienza ambientalistica di Messner fortemente penalizzata dall’essersi prestato a suo tempo alla pubblicità di un fucile da caccia. Giustificato è il sospetto, con tutta l’ammirazione che gli va riservata, che in questo caso abbia parlato per puro opportunismo. Intendiamoci. La legge Galasso non esclude totalmente l’attività edificatoria nelle zone tutelate, ma la sottopone all’approvazione degli enti preposti, nonché al Ministero del Beni Culturali ed Ambientali. E da questo punto di vista Messner non può che essere in regola con la legge. Che da sola non basta però a salvaguardare il paesaggio quando gli interessi in gioco (e gli illeciti) sono preponderanti e determinanti. La speculazione purtroppo non ha confini né limiti di quota.

Nella foto sopra il titolo, il museo di Messner a 2275 m di quota a Plan de Corones.

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