Il Creato: custodirlo, non sfruttarlo

Primo settembre, giornata di lavoro in Cadore, alla chiesa Madonna delle nevi a Pra Marino (nella foto), dei vescovi delle diocesi di Trento, Belluno, Bolzano, Como. Con loro c’erano delegati ufficiali delle chiese ortodosse d’Italia e di Malta. “Custodire il Creato non significa sfruttarlo fino a compromettere la vita dei più poveri. Vi è l’esigenza di un equilibrio nella cura del territorio, segnalando l’eccesso di veicoli sui passi dolomitici e il consumo di acqua e energia per l’innevamento delle piste da sci. E’ vera emergenza e priorità la cura di prati e pascoli, da affrontare cercando di conciliare, senza compromessi al ribasso, i valori naturalistici con le comprensibili esigenze di garantire a chi lavora in montagna un dignitoso livello di vita…”. Questo si sono detti i vescovi. “Non mi sembra un passaggio trascurabile, penso sia dovere di un ambientalismo concreto affiancare questi percorsi, al di là delle nostre opinioni in merito di religioni”, è il giudizio di Luigi Casanova, vice presidente di Cipra Italia.

One thought on “Il Creato: custodirlo, non sfruttarlo

  • 03/09/2016 at 17:48
    Permalink

    Tutto questo si è sforzato di comunicarlo per farlo rispettare da PAPA FRANCESCO NELLA SUA ENCICLICA “LAUDATO SI”.

    Reply

Commenta la notizia.