Quell’orchestra “bislacca” nell’incanto dell’alpe Voma

Nelle pagine di ’”Ossola bella buona” descritta con questo accattivante titolo da Livia Olivelli e Alberto Paleari (Monterosa edizioni), l’Alpe Voma (1350 m) fa soltanto una timida comparsa ma forse meriterebbe qualche riga in più. La si raggiunge a piedi da Foppiano, come precisano i due autorevoli autori, superando tre allegri torrentelli, uno solo dei quali purtroppo ancora gorgoglia timidamente in questo dilagante global warming. Si raggiungono così i “meravigliosi e ampi pascoli dell’alpe”, per dirla con Livia e Alberto. Con quanto scrivono si può concordare senza riserve: delle balconate naturali che impreziosiscono la valle Antigorio, quella su cui si adagia il pianoro di Voma è una delle più belle. Il percorso, da gustare senza fretta, attraversa gli alpeggi di Lönsc, al Mot, Paù e Aulüsc. Ma il territorio, ben “servito” da sentieri, mulattiere e piste, riserva, per chi voglia gustarle, anche altre meraviglie: la vetta del Cistella con la capanna Leoni se si ha la costanza di camminare per altre tre ore abbondanti, gli alpeggi di Prepiana alta e bassa, Deccia da cui lo sguardo si perde nell’immensità del Devero…

Se non si ha la fortuna di assistere, come è capitato a Livia e Alberto, allo sfalcio con la ranza, la grande falce a mezzaluna, che richiede un’abilità ormai sovente perduta, è pur sempre possibile incontrare cervi e caprioli tranquillamente al pascolo. Più fortunati di tutti però sono stati il 24 luglio gli escursionisti saliti quassù per assistere a un concerto della Futurarkestra, orchestra “bislacca” con Edoardo Cassaro (flauti, voce, percussioni), Giulio Pedrana (chitarra e cetra) e Gabriele Artuso (contrabbasso, flauti e kazoo). Erano in tanti quel giorno, sparsi nei prati sfalciati di fresco, ad ascoltare, sicuramente a sognare.

Sotto il Cistella che distende le ali su questo mondo incantato, cinto da foreste in cui il verde assume una serie infinita di gradazioni, dicono che la musica dell’orchestra in quell’indimenticabile 24 luglio abbia fluttuato nell’aria in un mix di lunghe composizioni strumentali, in parte costituite da brani originali, in parte riarrangiate “unendo oscure colonne sonore con ironia e buon umore” come si può leggere in un blog. Si può comprendere la soddisfazione per la riuscita di questa iniziativa nell’auditorium naturale del’Alpe Voma di Graziano Biancossi,  animatore di queste rassegne musicali in quota, infaticabile druido del Cistella che in queste foreste ha aperto, ripulendo decine di massi a colpi di spazzola, nuove linee destinate ai ragazzi del bouldering qui praticato con particolare fervore. E sempre in silenzio, con quella tenacia ammantata di discrezione che da queste parti rappresenta una nota dominante. (Ser)

Concerto a Voma
Qui e nella foto sopra il titolo due aspetti del concerto del 24 luglio all’Alpe Voma (1350 m) in Valle Antigorio.

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