Bimbi nei crepacci, couloir della morte: il Monte Bianco dà spettacolo

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Il Grand Couloir sul versante francese esposto a scariche di pietre. Nella foto sopra il titolo le spericolate escursioni tra i crepacci di un gruppo di turisti sbarcato dalla funivia Sky Way.

Nessuno per sua fortuna si ricorda più, a un anno di distanza, del famigerato reality show della Rai “Monte Bianco”, con le gare a chi arriva prima in cima e il pavoneggiarsi in presenza delle telecamere di “grandi” alpinisti e velleitari apprendisti tali. Ebbene, in questa estate 2016 il Monte Bianco continua a dare spettacolo. E anche questa volta c’è poco da rallegrarsi. Diffuse nei social network, fanno rabbrividire e indignare le immagini dei turisti scaricati alle alte quote dalla Sky Way che sale da Courmayeur e sorpresi a vagabondare con i bimbi tra i crepacci correndo rischi mortali. Ma peggio ancora starebbero le cose sul versante francese dove la salita per il famigerato Grand Couloir du Gouter, passaggio obbligato sulla normale francese, è spazzata dalle frane scatenate dalle alte temperature. Un dossier sull’argomento a cura di Luciano Ratto pubblicato da MountCity e da altri blog nella sua integrità, ha fatto l’anno scorso il giro del mondo alpinistico nella speranza di mettere un argine a quei 12 incidenti all’anno in media, con 4 morti e 8 feriti. Che evidentemente non sono giudicati degni di attenzione in Francia dove si trova questa via di salita per raggiungere il nuovissimo e ipertecnologico rifugio Gouter. “Per porre fine al massacro”, spiegò nel 2015 Ratto, “occorrerebbe attrezzare una via ferrata sulla destra orografica del canalone verso la cresta Payot, impedendo drasticamente l’attraversamento del couloir. Soltanto così dalla prossima stagione alpinistica estiva la salita potrebbe avvenire senza inconvenienti e sarebbe un risultato grandemente soddisfacente e meritorio per tutti noi, francesi e italiani”. Si tratterebbe insomma di addomesticare con una nuova via ferrata il Monte Bianco, una proposta che suscita giustificate perplessità. Ecco in ogni modo come stanno andando le cose secondo la comunicazione che Ratto, presidente onorario del Club4000, ci ha gentilmente recapitato.

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La traversata del Grand Couloir, una roulette russa.

“Sicurezza in montagna? Soltanto a parole”

Nell’agosto del 2015 ho redatto e diffuso, sia in Italia che in Francia, il mio dossier intitolato “Lo scandalo del canalone del Gouter” presso numerose riviste, giornali, siti alpinistici, club alpini, associazioni alpinistiche ed enti vari. Sono evidentemente uno degli ultimi Don Chisciotte perché speravo ardentemente che, almeno quest’anno, si sarebbe fatto qualcosa per porre fine all’ecatombe del Gouter e a questo insopportabile scandalo. Purtroppo non è così; ecco cosa ho letto in questi giorni, nel periodico “La Vallée Notizie” nell’articolo “Una settimana tragica in montagna” capitolo “Monte Bianco pericoloso”: “Le alte temperature stanno provocando IMPORTANTI CADUTE DI PIETRE sempre più frequenti lungo il Couloir del Gouter e così le autorità francesi in una nota raccomandano MASSIMA PRUDENZA. Il Prefetto dell’Alta Savoia e il Sindaco di Saint Gervais chiedono agli alpinisti di PARTIRE IL PIU’PRESTO POSSIBILE AL MATTINO, QUANDO LE TEMPERATURE SONO PIU’ BASSE, sia per raggiungere il rifugio del Gouter sia per arrivare alla cima…” . Cose da non credere: questa è una farsa, una presa in giro, una dimostrazione di menefreghismo; ma non è finita qui. Leggiamo ancora:  “I gendarmi presenti a Tete Rousse, a tremiladuecento metri di quota, nell’ambito del DISPOSITIVO DI REGOLAZIONE DELLA FREQUENTAZIONE DELL’ACCESSO ALLA VIA NORMALE (!?!) avranno il compito di informare gli alpinisti di questa situazione e di ricordare le regole di sicurezza”. E in chiusura dell’articolo il ricordo che “nell’estate 2015 l’itinerario era stato dichiarato ‘fortemente sconsigliato’ per quasi un mese”. E perciò, perché preoccuparsi tanto per il 2016 e gli anni futuri? Ma che bravi gli amici francesi! Quanto hanno tenuto in conto il mio dossier con le numerose reazioni che ha suscitato! E intanto continuamente nel mondo alpinistico ci si riempie bocca, penna, tastiera, conferenze, convegni sulla “sicurezza in montagna”. E’ mai possibile che nessuno “con voce in capitolo” denunci per omicidio colposo i responsabili di questa annosa situazione?

Luciano Ratto

Scarica qui il dossier LO SCANDALO DEL CANALONE DEL GOUTER

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