Dolomiti “Green day”, una decisione inadeguata e irresponsabile

Si chiameranno Dolomiti Green Days e partiranno la prossima estate. Una sperimentazione che per il 2017 riguarderà però solo 10 giorni ed esclusivamente il passo Sella. Stop ai mezzi mossi da motore a scoppio, sì alla mobilità alternativa: auto, bus e pure moto elettriche, bici tradizionali e a pedalata assistita, pedoni trasportati in alta quota dagli impianti di risalita “inglobati” nel sistema di trasporto pubblico. Lo hanno annunciato il 10 settembre 2016 a passo Sella tre assessori provinciali, il trentino Mauro Gilmozzi (Infrastrutture e ambiente) e gli altoatesini Florian Mussner (Mobilità) e Richard Theiner (Ambiente), con il sostegno dei Comuni di Canazei di Fassa e Selva di Val Gardena. Il tutto in collaborazione con le associazioni turistiche locali, alle quali spetterà la funzione trainante del marketing e dell’informazione, e infine il supporto della Fondazione Unesco che patrocina il progetto. Una decisione sensata? Inadeguata e irresponsabile la definisce Mountain Wilderness Italia. Sull’argomento pubblichiamo un comunicato diramato l’11 settembre dal Consiglio direttivo.

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Per 10 giorni saranno bloccati i mezzi con motori a scoppio.

Stop traffico per 10 giorni a Passo Sella, “un compromesso di basso profilo”

Dopo anni di proposte del mondo ambientalista riguardo la necessità di avviare una severa regolamentazione del traffico a motore sui passi dolomitici la politica delle due province autonome ha emesso un soffio, rauco: la chiusura al traffico a motore del solo passo Sella per 10 giorni all’anno e un certo potenziamento del trasporto pubblico nel versante trentino. La risposta offerta a migliaia di cittadini che chiedevano l’abbattimento dei rumori, la chiusura dei passi del giro del Sella, tutti, per sei ore al giorno è totalmente inadeguata, una presa in giro del lavoro di formazione e di proposta svolto in tutti questi anni dal mondo ambientalista e alpinistico delle Dolomiti. Con questa prima presa di posizione poniamo l’attenzione sulle carenze più vistose emerse dalla debole conferenza stampa offertaci dagli assessori provinciali di Trento e Bolzano e dai sindaci di Selva di Val Gardena e Canazei. Preoccupante è stato il diniego al confronto pervenuto dalla Regione Veneto e dai sindaci del versante bellunese, Arabba e Livinallongo. Questa assenza impedisce di fatto la soluzione dei problemi legati al traffico tanto evidenti anche nel territorio bellunese.

La decisione di impedire il transito dei veicoli a motore per 10 giorni è insufficiente. Ci saremmo attesi più coraggio, almeno una sperimentazione di poche ore diffusa su tutto il periodo estivo. Non si fa menzione alla necessità di impedire il transito a tutti i veicoli inquinanti e obsoleti come del resto non ci si preoccupa di controllare e intervenire per diminuire drasticamente la rumorosità delle motociclette. Non si è preso in considerazione il problema del traffico delle principali vallate dolomitiche. In tutte le vallate, per oltre 20 giorni come del resto a Cortina e attorno al lago di Misurina, si procedeva l’estate scorsa a passo d’uomo. In molte giornate si rimaneva fermi. Dal mondo politico ci aspettavamo l’avvio di un ragionamento e di decisioni che dovrebbero portare al drastico ridimensionamento della mobilità privata in tutte le Dolomiti.

Gli impianti di collegamento fra aree sciabili e dai paesi ai passi realizzati ovunque da anni dimostrano l’inefficacia nel rispondere alla diminuzione del traffico nei fondovalle: non sono un servizio pubblico e i costi del trasporto sono insostenibili per la maggioranza delle famiglie residenti nelle valli. Questi impianti non rappresentano mobilità alternativa. Le amministrazioni pubbliche avevano promesso che sul tema si sarebbe aperto un confronto partecipato diffuso, aperto a tutte le componenti economiche sociali attive sui territori. La decisione che è stata presa è invece frutto di un compromesso di basso profilo costruito da alcuni sindaci e dalle amministrazioni provinciali di Trento e Bolzano.

Mountain Wilderness esprime una piena delusione su quanto è stato prodotto con la decisione resa pubblica nella conferenza stampa del 10 settembre a Passo Sella. E’ una decisione che non offre alcuna garanzia alla maturità del confronto diffuso in questi mesi, che offende la certificazione UNESCO offerta alle Dolomiti e che in pratica maschera una incapacità della riflessione politica tesa a cambiare marcia e fare delle Dolomiti un vero e proprio laboratorio internazionale di sperimentazioni coraggiose ed efficaci in tema di riduzione del traffico automobilistico e dell’inquinamento nelle alte quote. Questa ultima riflessione è quella che più ci preoccupa e ci scoraggia.

 Il Consiglio Direttivo di Mountain Wilderness Italia

One thought on “Dolomiti “Green day”, una decisione inadeguata e irresponsabile

  • 18/09/2016 at 20:06
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    Va segnalato un documento redatto congiuntamente dal SAT, CAI Regionale Veneto, CAI Alto Adige, CAI Friuli Venezia Giulia e Alpeverein Sudtirol, in merito alla sperimentazione della regolamentazione del traffico veicolare proposta a passo Sella,dalle Province Autonome di Trento e Bolzano. “La sperimentazione presentata”, è scritto nel documento diramato alla metà di settembre, “nasce debole e rischia di restituire risultati poco incoraggianti su chi privilegia il mezzo privato (ci vado un altro giorno) e soprattutto effetti controproducenti sugli altri passi, sottoposti a pressioni ancora maggiori; fosse così sarebbe un assist per chi si batte per una circolazione senza limiti in una delle aree più affascinanti del Mondo. Preme sottolineare come ad avviso del club alpinistici sia ormai il momento di scelte strategiche complessive, che riguardano anche la mobilità sui fondivalle, con particolare attenzione ai servizi pubblici ed alla promozione dell’uso degli impianti attraverso misure che ne abbassino i costi per i fruitori. Occorre far crescere in tutti la consapevolezza della delicatezza del bene comune Dolomiti e della responsabilità che sta in carico ad ognuno di noi”.

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