Graziano, una città si è legata (affettuosamente) alla sua corda

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Il gruppo dei cittadini illustri insigniti a Erba (Como): da sinistra la guida alpina Graziano Bianchi, lo scenografo Ezio Frigerio, la sindaca Marcella Tili, l’imprenditore Angelo Garofoli. Nella foto sopra il titolo Bianchi riceve le congratulazioni della prima cittadina. (ph. Serafin/MountCity).

Per un giorno, l’11 settembre 2016, Graziano Bianchi, guida alpina e alpinista insigne, ha simbolicamente legato alla sua corda i 16 mila concittadini di Erba, il comune in provincia di Como adagiato alla soglia del Trangolo Lariano. Un evento imperdibile è stato quella domenica, per i tanti amici di Graziano che hanno voluto essere presenti all’ombra dei tigli secolari di Villa Majnoni, la consegna all’alpinista della benemerenza civica “Eufemino” che la città di Erba assegna ogni anno ai propri cittadini benemeriti. Su un pietrone erano esposti i simboli dell’inesauribile passione di Graziano anche oggi che il traguardo degli ottanta si avvicina: le corde da arrampicata, il casco, i vecchi ramponi arrugginiti, chissà quante volte limati la sera in rifugio in vista delle scalate su terreno misto.

Dopo che il Corpo bandistico S. Maria Assunta di Parravicino ha intonato l’Inno di Mameli, è stata la sindaca Marcella Tili la prima ad abbracciare il piccolo grande concittadino dai capelli bianchi e l’aria fiera di chi per una vita ha saputo dominare le sue emozioni a tutte le altezze. Merito di Graziano non è solo quello di avere “regalato” alla sua città negli anni Settanta una cima delle Ande battezzandola “Nevado Città di Erba”, ma soprattutto quello di avere contagiato tanti giovani, a cominciare dal figlio Rudy, con la sua passione per le vette. E sempre “donando agli altri la propria conoscenza e le esperienze di vita” come la stessa sindaca ha voluto puntualizzare nella pergamena che ha accompagnato l’artistico riconoscimento.

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A Villa Majoni, in occasione della premiazione, facevano bella mostra i ferri del mestiere di Graziano… (ph. Serafin/MountCity)

Poche parole di ringraziamento, appena sussurrate, poi Graziano ha lasciato la scena ad altri due erbesi illustri: Angelo Garofoli imprenditore e anima dell’associazione “Amici del Presepe” di Crevenna insignito con un’analoga benemerenza civica, ed Ezio Frigerio, scenografo magistrale, autentico mago di tanti allestimenti alla Scala e al Piccolo teatro, che si è visto conferire alla non più tenera età di 86 anni la cittadinanza onoraria dopo avere ricevuto tanti riconoscimenti. Domenica 11 settembre nel parco di Villa Majnoni, il costume e la maschera di Arlecchino deposti, quasi abbandonati, su una sedia erano la significativa testimonianza che la vita teatrale di Frigerio è stata soprattutto legata a Giorgio Strehler, indimenticabile artefice dello spettacolo goldoniano presentato in tutto il mondo e di altri capolavori del Piccolo Teatro di Milano ai quali lo scenografo ha conferito la magia delle sue scene e dei suoi costumi. (Ser)

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