Vallé Blanche, si apra un’inchiesta!

Mentre ancora circolano sul web le immagini dei soccorritori che si calano da un elicottero appesi a un verricello per recuperare i passeggeri della “télécabine” che attraversa la Vallée Blanche, rimasta bloccata con gli “ovetti” rossi (12 gruppi di tre ciascuno) sospesi a mezz’aria, nuovi inquietanti scenari si aprono su questo impianto voluto negli anni Cinquanta dall’imprenditore Dino Lora Totino e considerato all’epoca avveniristico. Lasciando da parte le lamentele dei passeggeri che se la sono vista brutta bloccati lassù in abiti estivi, ma ai quali non è stata comunque fatta mancare l’assistenza e il comfort di coperte termiche e bevande calde, va registrato ora un comunicato del consiglio direttivo di Mountain Wilderness Italia che questo impianto non ha mai visto di buon occhio, per usare un eufemismo. Tant’è vero che nel 1989 organizzò uno spettacolare blitz per reclamarne la dismissione.

“Riguardo alla sicurezza dell’impianto”, viene specificato nel comunicato di MW che qui è possibile scaricare, “crediamo sia lecito porre precise domande: quali verifiche tecniche hanno sortito le continue proroghe e deroghe offerte dalla società proprietaria sul tema sicurezza (funi che andavano sostituite da anni)? Come è stato possibile un incidente tanto grave, fortunatamente conclusosi senza vittime? Non si ritiene necessaria l’apertura urgente di un’inchiesta delle magistrature italiana e francese per verificare la correttezza delle procedure amministrative e burocratiche tese a garantire la sicurezza di chi lavora sull’impianto e dei passeggeri?”.

“Ufficialmente” è la conclusione del documento, “si è data la colpa dell’incidente a un violento colpo di vento. Cosa perlomeno curiosa, perché quando il vento è forte l’impianto funiviario viene sempre arrestato onde evitare l’oscillazione delle cabine. E allora? Quali sono state le vere cause? Viene infine il sospetto che la società proprietaria della funivia approfitti dell’occasione per ottenere nuovi finanziamenti volti a un aumento della capienza dell’intero sistema nonché al tanto atteso rinnovo dei cavi, ovviamente a carico degli Stati interessati”.

cavi-attorcigliati
In questo fermo-immagine da Repubblica Tv i cavi attorcigliati che hanno provocato il blocco dell’impianto.

“Una combinazione di rari incidenti”

“Il blocco di una funivia al Monte Bianco per più di 17 ore con 33 persone a bordo è un evento eccezionale, ma non pericoloso, causato da una combinazione di rari incidenti”, ha detto il direttore del dipartimento tecnico impianti di risalita e trasporti guidati (STRMTG). “Non si è mai verificato questo tipo di problemi su questi impianti, che hanno 60 anni”, secondo Daniel Pfeiffer, direttore del STRMTG sotto il ministero dell’Ecologia. “Nessuno era in pericolo” ha sottolineato Pfeiffer, riconoscendo tuttavia che l’incidente è stato “sgradevole” per le persone bloccate. L’incidente è stato causato da un triplo accavallamento dei cavi e non dal vento, senza dubbio dalle “condizioni di accelerazione e frenata” della gondola, ha detto il dirigente, confermando un rapporto redatto nel Delfinato. A questo si è aggiunto un “guasto meccanico” del motore di emergenza posto sul lato italiano. “Per disincrociare i fili abbiamo bisogno di avvicinarci il più possibile, cosa che è potuto avvenire il venerdì mattina quando il motore è stato riparato”, ha detto Pfeiffer. “Questa è una rara combinazione di eventi. Analizzeremo le cause e metteremo in atto un piano d’azione per evitare che accada di nuovo”, ha aggiunto. Il funzionamento dell’impianto è stato sospeso d’intesa con la Compagnie du Mont-Blanc, che dovrà anche “verificare le modalità per informare le persone a distanza in caso di guasto”, come ad esempio l’installazione di radio a bordo, secondo il suo CEO Mathieu Dechavanne. Diversi “naufraghi” si sono infatti lamentati di una totale mancanza di informazioni durante il blocco. Inoltre i kit di sopravvivenza, tra cui coperte, bottiglie d’acqua e barrette energetiche, dovranno essere meglio controllati in quanto alcuni di essi si sono dimostrati incompleti durante l’interruzione del servizio, anche questo ha detto Mr. Dechavanne. Secondo il dirigente, che ha promesso un risarcimento ai passeggeri intrappolati, il motore guasto è stato riparato alle 2 di venerdì notte, ma la società non ha voluto riavviare l’unità prima dell’alba “per non disturbare la gente” e beneficiare di una migliore visibilità. 

da una nota dell’agenzia France Press

 

Scarica qui il comunicato-sullincidente-funiva-settembre-2016 di Mountain Wilderness Italia

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