Funivia Vallée Blanche, le responsabilità italiane

Di chi è la responsabilità dell’incidente alla funivia della Vallée Blanche? Sull’argomento riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta del 14 settembre 2016 rivolta alla Regione Autonoma Valle d’Aosta da Mountain Wilderness Italia che già sulla sicurezza dell’impianto e sui criteri con cui viene applicata ha espresso riserve in un comunicato stampa, come ha riferito anche mountcity.it

Lettera aperta di Mountain Wilderness Italia

La risposta della Regione Autonoma Valle d’Aosta al comunicato stampa di Mountain Wilderness Italia, relativo all’incidente occorso ai cavi dell’impianto della funivia della Vallée Blanche, rende obbligatorie alcune precisazioni e spalanca la porta a nuove ed inquietanti domande. L’Amministrazione della Valle d’Aosta, anche per conto della società italiana che gestisce la cosiddetta “Skyway”, sostiene innanzitutto che l’impianto della Vallée Blanche è interamente situato in territorio francese e pertanto la responsabilità per quel che concerne la sicurezza dipende esclusivamente dalla società “Compagnie du Mont Blanc”. La funivia, prosegue la risposta, non ha nulla a vedere con la Regione Valle d’Aosta e la sua Amministrazione. A questo si può obiettare che la stazione di partenza di detta funivia è stata organicamente inglobata in quel mostro architettonico che ha definitivamente distrutto la vetta della punta Helbronner e che costituisce la stazione di arrivo della “Skyway”.

Per giustificare l’operazione, l’Amministrazione della Valle d’Aosta anche recentemente ha affermato che l’intera vetta della Punta Helbronner appartiene all’Italia (cosa per altro smentita dalla cartografia ufficiale). Se così fosse la funivia della Vallée Blanche inizierebbe il suo percorso da un territorio italiano. Con conseguenti responsabilità anche italiane sul suo funzionamento. L’Amministrazione della Valle d’Aosta è cortesemente invitata a scegliere tra le due contrastanti versioni. Per decenni presso le stazioni di partenza della funivia (vecchia e nuova) che dalla valle di Courmayeur sale al Colle del Gigante, enormi cartelloni hanno invitato i turisti ad acquistare i biglietti per compiere il percorso della Vallée Blanche, definito l’ottava meraviglia del mondo. Biglietti regolarmente in vendita presso le biglietterie italiane, in un unico pacchetto.

E’ possibile che la Società Funivie del Monte Bianco abbia costantemente spinto i turisti a tale acquisto, ritenendo non necessario un puntuale controllo sui sistemi di sicurezza e l’affidabilità dei cavi dell’impianto francese su cui dirottava i propri ignari clienti? Inoltre quali accordi intercorrono tra le due società per dividersi i guadagni? Così stando le cose fino a che punto è “depistante” riassumere la situazione parlando di fatto di una società italo-francese? Quello che diciamo non ha nulla a che vedere con questioni commerciali o mercantili: è semplicemente una presa d’atto di quanto l’intreccio tra immagine e profitto passi sopra a qualunque altra considerazione etica anche da parte di istituzioni che dovrebbero essere preposte alla sicurezza del pubblico.

Carlo Alberto Pinelli, presidente di Mountain Wilderness Italia

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