Filo spinato? Mountain Wilderness fa pulizia

schermata-2016-09-15-alle-11-47-04Il 3 e 4 settembre 2016 Mountain Wilderness Italia ha partecipato al cantiere di smantellamento di installazioni militari obsolete organizzato da Mountain Wilderness France nella zona del Col de Granon, nel massiccio dei Cerces, nei pressi della frontiera italo-francese. I 70 volontari, di tutte le età, hanno raccolto e trasportato più di 15 tonnellate di filo spinato e altri residuati bellici risalenti alla seconda guerra mondiale; la rimozione delle ferraglie arrugginite, pericolose per la fauna selvatica, favorisce migliori condizioni del pascolo e migliora l’aspetto naturale del luogo, molto frequentato dagli escursionisti. “Il lavoro nel cantiere è stato molto duro ma si è svolto in un’atmosfera di amicizia, allegria ed entusiasmo”, commenta Maria Chiara Starace, delegata MW per il Lazio, “ed è grande la soddisfazione di vedere che il lavoro è stato produttivo”. Per approfondimenti e documentazione fotografica visitare il sito www.mountainwilderness.fr

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4 thoughts on “Filo spinato? Mountain Wilderness fa pulizia

  • 20/09/2016 at 09:50
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    Mi riesce difficile immaginare uno storico turista in cerca di filo spinato arrugginito… trovo viceversa la rimozione un gesto simbolico importante. Mi chiedo piuttosto se alla rimozione si sia accompagnato anche un rilievo in opera di quanto rinvenuto, operazione utile alla storia e all’archeologia

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  • 19/09/2016 at 13:07
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    Se prima si potevano considerare i grovigli di filo spinato posizionati dai militari sulle nostre montagne come testimonianze di una guerra appartenente a un’epoca che si pensava relegata nelle pagine dei libri si storia, simboli di un malinteso patriottismo, oggi il filo spinato o meglio il nastro spinato è purtroppo tornato d’attualità per chiudere le frontiere e limitare il passaggio dei migranti. Dove non ci sono confini da proteggere, è meglio dunque che gli eccessi di filo spinato siano rimossi. Oltretutto costituiscono un pericolo, specie se nascosti nella vegetazione. O no?

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    • 19/09/2016 at 20:31
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      Forse. Ma chi decide gli “eccessi”? Il pericolo lo costituiscono migliaia di cose, in montagna! Persino le montagne stesse: rimuoviamole! E a chi studia (storici, ad esempio, o semplici appassionati) o a chi va per monti (anche) per vedere quei resti di una folle umanità?
      PS – Se sono talmente ricoperti dalla vegetazione, chi, sinceramente, si avventura in mezzo a rovi rami cespugli? Personalmente, non conosco nessuno… E se invece si “valorizzassero” magari con sentieri ben tracciati accanto e cartelli informativi?

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  • 19/09/2016 at 11:50
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    Ma perché cancellare le tracce della Storia? Va bene piloni o cavi di funivie abbandonate, ma le testimonianze della nostra dolorosa Storia? Propongo a MW di smantellare le casermette, i bunker, le trincee, da Ventimiglia a Trieste… Di riempire i buchi fatti dalla “guerra di mine” nella Prima Guerra Mondiale, di staccare le lapidi ai partigiani morti sulle nostre montagne per liberare l’Italia… Ah, magari di minare e far crollare le gallerie del Pasubio… Ma davvero non capite la differenza tra rifiuti e Storia? Che pena!

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