Un premio a chi s’impegna per la montagna

Grazie all’ospitalità concessa dal Comune di Milano a Palazzo Marino, nella bellissima Sala Alessi, e all’organizzazione della Società Escursionisti Milanesi, il Premio Meroni torna alla ribalta cercando di far conoscere persone/gruppi che hanno fatto per amore della montagna qualcosa di buono per l’ambiente, la cultura, la solidarietà o che si siano distinte nel praticare l’alpinismo per qualche contributo originale o per il complesso dell’attività. “Persone che non sono né eroine né supermen”, è spiegato nella newsletter della SEM, “e forse vi stanno più vicine di quanto pensiate”. Gli interessati possono avere informazioni o proporre candidature, ritenute coerenti con il profilo richiesto, scaricando il “bando”,  il “modulo” e la “scheda del candidato” dal sito www.caisem.org/premiomeroni/ e inviando il tutto, opportunamente compilato, all’indirizzo e-mail: premiomarcellomeroni@caisem.org entro il 2 ottobre 2016. Intitolato alla memoria di Marcello Meroni, il premio è promosso dalla Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio” della Sezione SEM del CAI con il consenso e il sostegno della famiglia di Marcello che fu un abile alpinista e istruttore e con il patrocinio della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo, del CRUSM dell’Università Statale di Milano, del Comune di Milano e del Consiglio di Zona 1 del Comune di Milano. La consegna dei premi avverrà in novembre (data in via di definizione), la cerimonia sarà condotta da Marco Albino Ferrari.

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Marcello Meroni, indimenticabile istruttore e amico della montagna, al quale è dedicato il premio. Nella foto sopra il titolo un particolare della Sala Alessi a Palazzo Marino dove il riconoscimento verrà consegnato in novembre.

Come si realizza la selezione dei candidati? Alla luce dei premiati succedutisi in questi anni sul palco, va riconosciuto che forse quella degli alpinisti è la categoria in cui è più difficile trovare personalità in sintonia con il bando, presentandosi questa categoria con molte facce: da quella di chi sale per diletto le vette più facili a quella di chi, tecnicamente all’altezza, cerca la via difficile e sconosciuta alla ricerca di emozioni personali come è il caso del “creativo” Ivo Ferrari premiato nell’edizione 2015. Ma può anche venire premiato l’alpinismo solidale di personalità come quella, sempre nel 2015, di Annalisa Fioretti, intrepida scalatrice di ottomila che dedica parte della sua attività all’assistenza delle popolazioni bisognose del Nepal. O come Elio Guastalli che nella sua veste d’istruttore di alpinismo e tecnico del Soccorso alpino si adopera per una frequentazione consapevole della montagna. O come il compianto Oliviero Bellinzani che affrontava con tenacia vie classiche di roccia pur essendo amputato di una gamba.

A chi toccherà questa volta? Al veterano che ha portato a termine un suo vecchio sogno aprendo una via su una parete strapiombante senza volutamente cercare linee naturali? O al giovane che onora un famoso club alpinistico con la sua tenacia e creatività? O a un cacciatore di ottomila che non dimentica di diffondere tra i giovani l’amore per la montagna? Il campo è vasto e tutto da sondare. Perché sono tanti gli alpinisti che fanno, in silenzio, a volte molto più di altri che occupano pagine di giornali e blog su internet. Persone che non fanno gli alpinisti. Lo sono. Della giuria del Premio Meroni fanno parte Tiziano Bresciani, Laura Posani, Dolores De Felice, Nicla Diomede, Franco Meroni, Roberto Serafin, Alessandro Gogna, Giacomo Galli e Antonio Colombo. La giuria ha a disposizione quattro premi per le categorie alpinismo, solidarietà e impegno sociale, cultura, ambiente, oltre a una menzione speciale facoltativa.

Le candidature al Premio Meroni devono pervenire entro il 2 ottobre 2016

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