Courmayeur, quel referendum ignorato

“Proiettare Courmayeur in una dimensione sempre più internazionale, capace di confrontarsi con le destinazioni leader del mercato turistico mondiale” è lo scopo delle campagne promozionali e del più ampio progetto di rebranding della località alpina portato avanti dal Comune di Courmayeur e dal Centro Servizi Courmayeur, società incaricata della promozione, della comunicazione e dell’organizzazione di eventi per conto del Comune. Rimane aperto un interrogativo: è giusto che si adotti il toponimo Courmayeur Mont Blanc mentre un referendum tra gli abitanti ha bocciato due anni fa questa innovazione? Ecco quanto ha scritto di recente in proposito Luciano Ratto, alpinista torinese di origini valdostane, sul quotidiano La Stampa, nella rubrica “La posta dei lettori”

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La pubblicità “sancisce” ciò che le urne hanno negato: “Courmayeur Mont Blanc” è la dizione adottata nelle campagne pubblicitarie della località valdostana. Sopra il titolo un cartellone della recente campagna “You miss it, dont you?”.

Una puerile imitazione di Chamonix?

Il 13 agosto La Stampa Vda ha pubblicato una bellissima foto di alta  montagna su due pagine intere, con sovraimpressa la scritta “ “You miss it, dont you?” e firmata COURMAYEURMONTBLANC.IT Non ho capito quale messaggio si è voluto trasmettere con questa paginata, e quali possono essere state le percezioni di chi l’ha ammirata. Da parte mia ho provato una grandissima indignazione perché si insiste in una iniziativa stravagante, e spiego il perché:

  • Nell’aprile  del 2012, appena appresi la notizia che la sindachessa di Courmayeur Fabrizia Derriard intendeva, con l’approvazione (il 29.3.2013)  del Presidente Rollandin, cambiare il nome  del “suo” Comune  da Courmayeur in “Courmayeur-Mont Blanc” (forse per scimmiottare “Chamonix- Mont Blanc”), ho scritto una lettera a La Stampa che l’ha pubblicata con un seguito di pareri contrastanti tra loro.
  • Questa proposta, avrebbe dovuto passare all’esame del Consiglio Regionale, e quindi sarebbero stati gli abitanti di Courmayeur a decidere in merito con un referendum,
  • Nel 2014, in effetti, si è tenuto un costoso referendum tra la popolazione di Courmayeur e gli intelligenti residenti hanno bocciato questa insensata proposta.
  • La cosa sembrava finita lì ma così non è stato perché, dal 2015, compare ripetutamente, in varie occasioni e su diversi media, la scritta “Courmayeur-Mont Blanc”, a volte accompagnata dal bizzarro slogan “The sunny side”.

Considero un vero e proprio scandalo che, in spregio a quanto voluto dai cittadini, non sia stato tenuto in alcun conto il loro parere e che, con un atto di arroganza inaccettabile,  si sia proceduto pervicacemente in questa iniziativa. Peraltro mi chiedo se sia il caso di perdere tempo e sprecare soldi per un progetto del genere. Mi sorprende che nessuno dei cittadini di Courmayeur e nessuno degli importanti personaggi che frequentano questa località abbia saputo protestare di fronte a un vero e proprio sopruso.

Sono valdostano di origine e ritengo che, fino a prova contraria, Courmayeur è in Italia, e che in Italia la vetta più alta delle Alpi si chiama Monte Bianco, per cui, semmai, sarebbe più corretta la dizione “Courmayeur Monte Bianco”. Inoltre, io nutro seri dubbi che il nome di un paese possa essere modificato così facilmente con decisione a livello comunale e regionale senza approvazione a livello nazionale. Mi piacerebbe sapere quale è il motivo  di questa decisione,  quali vantaggi si pensa di conseguire sul piano dell’immagine di Courmayeur e quali riscontri positivi si crede di ricavare sul piano economico. Courmayeur, come Cortina, Portofino o Venezia, ecc. è  conosciutissimo sul piano internazionale e non ha alcuna necessità e convenienza a imitare puerilmente Chamonix: le due realtà sono completamente differenti e non confrontabili tra loro. Courmayeur deve soltanto preoccuparsi di consolidare e valorizzare quelle che sono le sue notevoli peculiarità, da tutti apprezzate.

Luciano Ratto

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