Valmalenco, un inverno da Apocalypse Now

Neanche il tempo d’archiviare l’estate che un’overdose di proposte sciistiche invernali elitrasportate invade il web con un fitto calendario in Valmalenco (Sondrio). A questo punto manca solo il tenente colonnello William “Bill” Kilgore, il comandante della “cavalleria dell’aria” di Apocalypse Now e la celeberrima Cavalcata delle Valchirie di Wagner per galvanizzare il morale dei freerider, svendere ancor di più questi residui brandelli di montagna autentica, affossare ogni pratica turistica consapevole e prenotare la prossima bandiera nera di Legambiente!

Heliguides Group

12.-15.01.2017

26.-29.01.2017

09.-12.02.2017

24.-27.02.2017

02.-05.03.2017

09.-12.03.2017

23.-26.03.2017

Flory Kern 

Lombaheli 1: 24.02. – 28.02.2017

Lombaheli 2: 28.02. – 04.03.2017

Lombaheli 3: 03.03. – 08.03.2017

Senza dimenticare gli austriaci di Yellowtravel che hanno tolto il riferimento esplicito alla Valmalenco ma non la foto di presentazione.

Michele Comi

(da Facebok)

One thought on “Valmalenco, un inverno da Apocalypse Now

  • 18/09/2016 at 18:40
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    Il baratto ineguale dell’heliski.
    Ogni giorno nel mondo milioni di escursionisti lasciano le città in cerca di pace, per ritrovare un contatto meno urticante con il mondo in cui vivono e lasciarsi alle spalle il rumore per ritrovare tranquillità.
    Il silenzio è merce preziosa, ormai accerchiato da ogni parte, diventa sempre più una rarità e acquista valore commerciale all’interno delle politiche di promozione turistica.
    Aziende e agenzie di pubblicità colgono l’utilità della valorizzazione del silenzio dentro una vita quotidiana fatta di rumore.
    Il prezzo del silenzio sale ogni giorno e attiva atteggiamenti volti a preservarlo.
    Nell’accettare la proliferazione dell’heliski nei luoghi alti e sacrificare la propria riserva di silenzio per scarsi benefici economici, tutti da dimostrare e di brevissimo respiro, i malenchi si mostrano come i “selvaggi” nativi americani, truffati dal baratto ineguale dei furbi avventurieri sbarcati nel Nuovo mondo, che cominciarono a scambiare con gli “indigeni” oggetti di scarsissimo valore con pregiate pelli di lontra e i propri vestiti rabberciati destinati alla pattumiera con le stupende pelli di castoro faticosamente procurate dagli “indiani”….

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