Mai arrendersi. Ecco quelli che il trapianto non li ferma

calvi-2000
Questa immagine risale al 22 luglio 2011 quando a Bergamo un gruppo di amici ha festeggiato Silvio Calvi a 2000 giorni dal trapianto di fegato. Nella foto sopra il titolo Adriano Cappelletti il 18 settembre 2016 in vetta al Cervino: nel 2008 subì due trapianti di reni.

Il trapiantato è una persona normale, che può riprendere la vita in pieno con le sue paure e i suoi rischi e le sue gioie: basta mettersi in gioco e non nascondersi. Ne è più che mai convinto Silvio Calvi, ingegnere bergamasco, che nel 2006 si è sottoposto a un trapianto di fegato. E che ora nelle pagine dell’Annuario del Cai di Bergamo (di cui è stato presidente) racconta una delle sue più belle esperienze: il progetto “A spasso con Luisa”, una serie di escursioni nelle Orobie con un gruppo selezionato di pazienti o ex tali che hanno avuto un trapianto d’organo.

trapiantati-in-marcia
Un gruppo di trapiantati durante un’escursione nelle Orobie (ph. S. Calvi dall’Annuario 2015 del Cai Bergamo, per gentile concessione).

“Il sistema migliore per misurare le proprie capacità è mettersi alla prova”, ripete Calvi che sei mesi dopo l’intervento, nel 2006, volò in Caucaso, sia pure con le limitazioni imposte dai medici curanti e con il fardello dei farmaci anti-rigetto, per pendersi cura delle torri della Svanezia e di un suo progetto per restaurarle e proporne il riuso per scopi turistici. Di anni da quel 2006 ne sono passati dieci. E mentre ogni 15 giorni con la buona stagione Calvi accompagna, con la collaborazione dei medici dell’Ospedale Papa Giovanni XXII, gli amici trapiantati in escursioni anche impegnative con 400-500 metri di dislivello, da Cremona si ha notizia che il 18 settembre 2016 il 62enne Adriano Cappelletti, due volte trapiantato, ha coronato il suo sogno di scalare il monte Cervino. La passione per la montagna anche per Adriano come per Silvio ha funzionato alla perfezione restituendo a entrambi entusiasmo e voglia di non arrendersi. Muratore in pensione, Cappelletti ha subito i trapianti di reni dopo sette anni di dialisi. Un mese dopo il secondo trapianto, avvenuto nel 2008, ha iniziato ad andare in montagna e non si è più fermato.

Fonti:

Annuario 2015 Cai di Bergamo

http://www.laprovinciacr.it/news/le-storie/150141/sulla-vetta-del-cervino-dopo-due-trapianti.html

Commenta la notizia.