Colin Haley, il Cerro Torre a cronometro

Nato a Seattle il 2 settembre 1984, laureato in geologia, l’americano Colin Haley è tra gli scalatori professionisti più conosciuti e seguiti. Questo spiega perché a Lecco, martedì 4 ottobre 2016 alle ore 21, presso il CineTeatro Palladium, ci sia molta attesa per il suo primo incontro con gli appassionati italiani. Una serata imperdibile secondo lo storico Renato Frigerio che così la presenta.

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Nella foto sopra il titolo Colin Haley durante la salita al Mount Alberta (3619m) nel gruppo meridionale dei Canadian Rokies. Ph Mikey Schaefer

Appuntamento a Lecco

Un alpinista fenomenale, tutto proteso alla ricerca del nuovo, e per questo proiettato verso montagne che nascondono ancora suggestive possibilità di scoperta di grande interesse alpinistico, appunto le “salite estreme alle estremità del globo”, dove soltanto i puri come lui osano spingersi senza preoccuparsi delle condizioni climatiche atroci, con dislivelli vertiginosi, affidandosi unicamente alle proprie doti e ad una preparazione sovrumana e al proprio coraggio. Questo è Colin Haley nato e cresciuto all’estremo Nord degli Stati Uniti, vicino alle Cascades, che lui definisce “le uniche vere montagne degli Stati Uniti, eccezion fatta, ovviamente, per l’Alaska”. Su queste montagne, accompagnato dal padre, ha imparato a muoversi con qualsiasi tempo e qualsiasi condizione meteorologica. Dopo aver imparato a muoversi con scarponi, ramponi e piccozza, oppure con gli sci, devono passare ben nove anni prima di calzare le prime scarpette da arrampicata. Colin si è legato in cordata con personaggi del calibro di Kelly Cordes, Alex Honnold e Rolando “Rolo” Garibotti, tanto per citarne alcuni, e attualmente sta continuando una serie di “viaggi di ricerca”, con una certa predilezione per pareti che offrono arrampicare su roccia. Quelle che lui cerca sono le montagne vere, e non semplicemente le enormi pareti strapiombanti, dove esibire le doti straordinarie di climber. Le sue imprese più recenti? Nel 2016 ha effettuato, insieme con Alex Honnold, la grandiosa traversata, sul remoto versante occidentale, della catena del Cerro Torre: in sole 20 ore e 40 minuti dal Colle Standhardt sono saliti su Cerro Standhardt, Punta Herron, Torre Egger e Cerro Torre. In 32 ore totali erano di nuovo al punto di partenza. Si tratta della stessa traversata che, effettuata per la prima volta nel 2008 dallo stesso Haley con “Rolo” Garibotti, aveva richiesto il tempo di quattro giorni.

Sempre nel 2016 ha salito in solitaria il Mount Foraker, chiamato anche Sultana, per la via Infinite Spur, via di Lowe e Kennedy del 1977, percorrendola in sole 12 ore e 29 minuti dal crepaccio terminale alla vetta, con una discesa che ha offerto a Haley “una delle esperienze più intense della sua vita”: un’ascensione che, al confronto, gli ha fatto sembrare la via Cassin al Denali, conosciuto come Mount McKinley …una salutare passeggiata.

Ci bastano queste premesse per essere certi che con lui ne vedremo delle belle e saremo grati ancora una volta all’iniziativa coraggiosa del gruppo Gamma e all’ammirevole fiducia e comprensione dei tre sponsor principali, DF Sport Specialist, Camp e Rock Experience nonché la Vinicola Mauri, Galvanica Brocca Giuseppe, Confcommercio Lecco e alla simpatica vicinanza di Icam e Carozzi, che hanno voluto essere presenti con il dono dei loro gustosi prodotti. La conferenza si svolge con la mediazione di un interprete preciso, deciso e sensibile, il poliglotta Luca Calvi già noto ed apprezzato per le sue qualità professionali.

Renato Frigerio

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