Cime a Torino. Da Nives al Coro Moro, la grande cordata d’autunno

Fino al 19 dicembre 2016 Torino offre agli appassionati la rassegna “In cordata” nata per proporre il capoluogo piemontese come crocevia della cultura legata alle Terre Alte e dare al pubblico la possibilità di vivere un grande patrimonio geografico e sentimentale, parte integrante dell’identità cittadina. Undici serate proposte dall’Associazione CinemAmbiente, dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, dalla Compagnia di San Paolo (nell’ambito del Programma “Torino e le Alpi”), dal Circolo dei lettori e dal Cai Uget di Torino, con la consulenza di Dislivelli, tra proiezioni di film al Cinema Massimo, incontri al Circolo dei lettori e – novità della stagione – tre concerti presso la sede del Parco della Tesoriera del Cai Uget di Torino. Esplorazione a tutto tondo, attraverso immagini, parole e suoni, dei molteplici versanti della montagna contemporanea – dall’alpinismo allo sci, dalla cultura all’ambiente, dalle tradizioni alle emozioni – “In cordata” racconta le storie umane di chi vive le montagne nella quotidianità del proprio lavoro o nella straordinarietà della propria passione.

La rassegna si è aperta lunedì 3 ottobre al Circolo dei lettori con l’incontro Passo dopo passo a tu per tu con Nives Meroi, che alle 10 (ora locale) del 12 maggio 2016 assieme a Romano Benet ha raggiunto la vetta del Makalu, quinta montagna più alta della Terra. Oggi l’alpinista friulana, a partire da Non ti farò aspettare (Rizzoli), racconta di sé, delle esperienze sulle vette e di quelle fra ospedali, trapianti di midollo e lunghe convalescenze del marito, compagno di avventure.

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Nives Meroi ha aperto il 3 ottobre la rassegna “In Cordata”. Qui il suo libro più recente (Rizzoli, 198 pagine, 17 euro9). Sopra il titolo il Coro Moro composto da due italiani e dieci ragazzi africani, rifugiati e richiedenti asilo, che vivono nelle Valli di Lanzo.

Lunedì 10 ottobre alle ore 20.30 al Cinema Massimo va in scena Café Waldluft di Matthias Koßmehl (D, 2015, 79′). Un esempio cinematografico di solidarietà ad alta quota. Nello scenario idilliaco delle Alpi settentrionali salisburghesi, da oltre due anni la proprietaria del Café Waldluft, la gioviale “Mama Flora”, ospita diversi rifugiati mediorientali e africani che qui iniziano a costruire il loro futuro. Al termine, incontro con Maurizio Dematteis (Associazione Dislivelli) e concerto del Coro Moro, composto da due italiani e dieci ragazzi africani, rifugiati e richiedenti asilo, che vivono nelle Valli di Lanzo.

Lunedì 17 alle ore 21.15 presso il Club Alpino Italiano Uget Torino si assiste al concerto di Valerio Chiovarelli, della Torino Jazz Orchestra, e Coro Uget. Fondatore del gruppo D’accordeon Quintet, che riprende le sonorità tipiche delle chansons francesi, Chiarovelli è tubista di un ensemble di giovani musicisti impegnati nella rilettura del repertorio afroamericano del Dixieland e ha suonato con musicisti del panorama nazionale e internazionale.

La montagna è di (per) tutti è l’incontro, in programma martedì 25 ottobre alle ore 21 al Circolo dei lettori, con Nasim Eshqi, per dieci anni campionessa nazionale di kickboxing che ha appeso i guantoni al chiodo e si è dedicata alle montagne. Con all’attivo più di settanta nuove vie su roccia e centinaia di ascensioni sugli strapiombi iraniani ed europei, vuole combattere innanzitutto il peso delle discriminazioni. Nasim dialoga con Enrico Camanni, giornalista e storico dell’alpinismo.

Lunedì 31 ottobre alle ore 20.30 al Cinema Massimo viene proiettato Looking for Exits: Conversations with a Wingsuit Artist di Kristoffer Hegnsvad (DK, 2015, 62′). Racconto in fotogrammi di uno sport estremo come il base jumping con tuta alare. Nella comunità dei base jumper Ellen Brennan è una vera artista della disciplina. Non è, infatti, solamente la più veloce del mondo, è soprattutto una donna che ha scelto di abbracciare una filosofia di vita improntata al contatto diretto con la natura. Al termine, incontro con Ellen Brennan e Giuseppe Saglio, psicologo. Gli appuntamenti proseguono nei mesi di novembre e dicembre. Tra gli ospiti attesi al Circolo dei lettori e presso la sede del Cai Uget di Torino, Danilo Callegari e Hervé Barmasse, il Coro Bajolese, che si dedica alla ricerca e alla raccolta della tradizione orale della Gente Canavesana, i Trouveur valdotèn, con canti in patois, in francese e arie di danza. Il Cinema Massimo ospita Z’Bärg di Julia Tal (CH, D, 2015, 85′) e Sherpa di Jennifer Peedom (AUS, NEP, 2015, 96′).

Le proiezioni al Cinema Massimo, Sala 1 (via Verdi 18, Torino; tel. 011 8138860), sono a ingresso libero, previo il ritiro del biglietto gratuito, a partire da 30 minuti prima dello spettacolo presso la cassa del Cinema. Gli incontri-narrazioni al Circolo dei lettori (via Bogino 9, Torino; tel. 011 4326827) e i concerti al Cai Uget (Parco della Tesoriera – corso Francia 182, Torino) sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. In occasione degli appuntamenti al Circolo dei lettori (3-25 ottobre e 7-28 novembre), Barney’s propone un aperitivo speciale al “sapor di montagna”. Info: CinemAmbiente, via Montebello 15, Torino; tel. 011 8138860; festival@cinemambiente.it – Circolo dei lettori, via Bogino 9, Torino; tel. 0114326827; info@circololettori.it www.cinemambiente.it; www.circololettori.it; www.torinoelealpi.it

IN CORDATA è realizzata dall’Associazione CinemAmbiente, dal

Museo Nazionale del Cinema di Torino, dalla Compagnia di SanPaolo (nell’ambito del programma “Torino e le Alpi”),

dal Circolo dei lettori e dal Cai Uget Torino, in collaborazione con l’Associazione Dislivelli,

Goethe-Institut Torino  e con la media partnership

di eHabitat. Il testo che pubblichiamo è tratto dalla Newsletter “Dislivelli” di ottobre scaricabile dal sito Dislivelli.eu

One thought on “Cime a Torino. Da Nives al Coro Moro, la grande cordata d’autunno

  • 05/10/2016 at 19:47
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    Tra ieri e oggi sono arrivati altri diecimila africani. Che facciamo? Un altro bel coro con tutti loro? Chi paga? Paga chi li prende dentro o paga il disgraziato popolo italiano?
    E quando l’anno prossimo ne arriveranno cinque-dieci-quindici-venti-cinquanta milioni (forse non lo sapete, ma l’Africa è un po’ piú grande dell’Italia), che faremo?
    Impariamo inoltre a usare la lingua italiana: al 99,9% quelli non sono rifugiati, sono clandestini alla ricerca del Bengodi.

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