L’alpinista che buca gli schermi. Non solo col Go Pro

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Hervé Barmasse intervistato da Camilla Raznovich e, nella foto sopra il titolo, mentre segue il video da lui stesso realizzato durante la traversata del Cervino.

“Paganini non ripete” fu il messaggio che Nicolò fece recapitare allo stizzito Carlo Felice quando il sovrano lo pregò di rifare un suo brano. Hervé Barmasse non ha evidentemente la tempra del grande violinista e al suo esordio a “Kilimanjaro” domenica 2 ottobre 2016 su Raitre ha riproposto a grande richiesta un suo cavallo di battaglia: la temeraria traversata della vertiginosa cresta del Cervino ripresa in soggettiva con la Go Pro sul casco. Lo stesso brano da brividi con cui mandò in visibilio il 3 giugno 2016 il direttore de La Repubblica Mario Calabresi che lo intervistò al Maxxi di Roma sul palco di Repubblica delle Idee (l’intervista andò poi in onda in differita). Questa volta la pur spigliata conduttrice Camila Raznovich ha confessato pubblicamente che quelle immagini adrenaliniche le davano il voltastomaco, sensazione probabilmente condivisa da molti spettatori. Camilla ha divagato chiedendo a Hervé, non si sa mai, quanto è larga quella cresta. Hervé ha replicato pignolescamente, come fa un artigiano parlando di una sua creazione, che si andava dai quaranta ai sessanta centimetri facendo vedere con le mani quanto era larga, pardon, stretta quella cresta. Quanto basta, ha fatto capire, per una passeggiata in “free solo”, un’esperienza che a suo dire per un bravo alpinista può essere considerata un fatto normale (e qui non sono mancate le solite considerazioni su che cos’è la paura per un alpinista, se è giusto ignorarla e come viene messa a frutto scalando per salvarsi le penne, e così via). E’ sicuramente una legge dei media quella di costringere l’eroe di turno a interpretare ciò che la gente si aspetta che sia, si chiami Barmasse o Bonatti, a costo di stritolarlo nel cliché in cui lo si è rinchiuso. Anche Hervé deve averlo capito da quella persona intelligente che è, ma i media sono fatti così, prendere o lasciare. E’ però un bene  che la trasmissione “Kilimanjaro” si sia assicurata la sua presenza una volta al mese e gli argomenti non mancheranno. La montagna con tutte le sue attrattive e tutti i suoi problemi ha bisogno di un testimonial serio e preparato come Hervé, l’unico fra gli alpinisti in grado di bucare gli schermi. Ma ora, carissimo Barmasse, basta Go Pro, basta funambolismi: per favore parliamo delle nostre, delle tue amate montagne nel bene e, all’occorrenza, anche nel male. (Ser)

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