Cercar funghi, un affare da campioni

A Cerreto Laghi (Reggio Emilia) domenica 9 ottobre 2016 si sono sfidati 523 fungaioli provenienti da sette nazioni. Una vera Olimpiade arrivata alla quarta edizione. Il campionissimo, un genovese, ha raccolto due chili di porcini e ha svelato il suo segreto: “Basta studiare i boschi e rispettare l’ambiente”. Non è una novità che la ricerca di questi allettanti frutti del bosco dia luogo ad accese competizioni e che i migliori siano quelli che sanno dove dirigersi a colpo sicuro. Anche a Cerreto Laghi, stando alle cronache, i cercatori hanno sgomitato alla partenza e hanno cercato di ingannarsi a vicenda sulle loro reali intenzioni. Al “IV Campionato mondiale del fungo”, a quanto si è letto, si è visto di tutto, compresa gente che ha rischiato di rompersi l’osso del collo infilandosi in canaloni impervi con la speranza di salire sul podio.

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Il campione del mondo dei cercatori di funghi Giuseppe De Moro (ph. da Repubblica.it per gentile concessione)

Il vincitore ha raccolto, beato lui, 23 porcini per un peso complessivo di 1,950 grammi. A raccontarla questa storia c’è da compiacersi che tutto sia andato per il meglio. E’ un caso emblematico per il Soccorso alpino quello dei cercatori di funghi, tra i cui ranghi si verificano ogni anno molte vittime causate, per lo più, da una banale scivolata. Per non parlare di quelli che si perdono e mobilitano le unità cinofile per esser recuperati quando va bene nel cuore della notte. Negli annali del Soccorso alpino si ricorda l’estate del 2011 come la più famigerata. In 50 giorni, tra il 12 luglio e l’8 settembre, sono morte 43 persone, la grande maggioranza concentrata sull’arco alpino. Nello stesso periodo gli uomini del Cnsas hanno effettuato 130 interventi e in 50 casi si è trattato di persone ferite. “Andar per funghi”, spiega Elio Guastalli in un opuscolo del CNSAS intitolato “Sicuri a cercar funghi”, “significa spesso camminare a lungo in ambienti difficili che sottopongono l’escursionista a straordinarie fatiche; le lunghe camminate vanno affrontate solo con debito allenamento, così come i posti più impervi necessitano di passo fermo e sicuro per essere raggiunti. Ma non basta, a volte, su pendii scoscesi o nell’attraversamento di balze rocciose ed esposte è necessario mantenere la giusta calma e concentrazione”. La ricerca di funghi è dunque un’attività che richiede preparazione anche fisica e conoscenza dell’ambiente, tanto da giustificare un campionato mondiale come quello citato. Come osserva Peter Handke nel suo “Saggio sul cercatore di funghi” (Guanda, 176 pagine, 15 euro) i funghi sono ormai gli ultimi esemplari di flora rimasti sulla terra che non ammettono di essere coltivati, o civilizzati, per non dire addomesticati, gli unici che crescono selvaggi, impassibili di fronte a qualsivoglia intromissione umana.

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