Storiche pedalate sul “tracciolino”

Sul “tracciolino”, l’aereo sentiero che percorre l’Alta Val Chiavenna ora adattato per farvi pedalare gli appassionati di mountain bike (vedere mountcity.it), esistono ancora i binari dove un tempo passava il locomotore di servizio degli impianti idroelettrici. E nei pressi della diga di Moledana è  possibile imbattersi in un curioso cimelio: il carrello a pedali, tuttora funzionante, che gli addetti all’impianto usavano nei loro spostamenti. Ecco come ricorda le sue estemporanee pedalate sul carrello del “tracciolino” Emilio Magni, scrittore brianzolo e leggendario cronista del quotidiano Il Giorno.

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Il “tracciolino” percorso dal carrello a pedali usato dai custodi della diga. Nella foto sopra il titolo Emilio Magni in sella negli anni Sessanta accanto al collega Giorgio Achermann, appassionato naturalista (archivio. E. Magni, per gentile concessione).

In sella al carrello lungo i binari

A proposito del tracciolino, ho ritrovato alcune vecchie foto. Risalgono alla fine degli anni 60. Accanto a me che ero issato sulla sella, c’è Giorgio Achermann, giornalista svizzero trapiantato a Canzo dopo aver fatto l’inviato di guerra per giornali e agenzie elvetiche. Si piazzò a Canzo perché nel piccolo centro sposò la farmacista. Era un appassionato naturalista e fondò il Gruppo Naturalistico della Brianza, ancora esistente. Fece molte belle cose, si adoperò per la natura, cercò di difendere il lago del Segrino dagli inquinamenti, fece approvare dalla Amministrazione Provinciale l’elenco dei fiori montani da proteggere, combatté l’uccellagione e fece il “Sentiero geologico” lungo il torrente Ravella che scende dai Corni di Canzo: percorso ancora oggi assai ben segnalato, con massi erratici, fenomeni geologici come le “marmitte dei giganti”, vari tipi di rocce, ammoniti e altri reperti.

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Il carrello fu adibito negli anni 60 a… scuola bus.

Achermann, appassionato di alpinismo, aveva ripetuto impegnative vie sul Sasso Manduino, lo spigolo Nord del Badile, aveva assiduamente frequentato le Grigne e il Resegone. Ed era innamorato della Val Codera e del Tracciolino. Mi ricordo quindi un’escursione stupenda con lui e mio padre, prima a San Giorgio dove la sera mangiammo polenta taragna cucinata da una vecchia pastora, poi lungo il “Tracciolino” fino in Valle dei Ratti. Mi aveva detto che c’era un trenino a pedali, ma io pensavo che mi prendesse in giro. Invece eccolo il trenino spinto dai pedali. Ebbi la fortuna di incontrare e fotografare la mamma del bambino che tutti i giorni prendeva il trenino e poi saliva sul piano inclinato per scendere a Novate Mezzola e andare a scuola. La fotografai mentre tornava a casa, nella cantoniera della diga dove abitava. Alla diga poi facemmo le foto che scattò mio padre. Venne fuori un bel servizio nelle pagine del Giorno, peccato non averlo conservato…

Emilio Magni

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