La montagna che cura, convegno a Pordenone

Per approfondire le conoscenze sulla montagnaterapia, segnaliamo il quinto convegno nazionale “Lo sguardo oltre” che si tiene a Pordenone dal 16 al 29 novembre 2016, il cui programma è consultabile sul sito www.sollevamenti.org. Chi desidera può anche visitare la pagina Facebook Montagnaterapiainrete, dove sono disponibili ulteriori informazioni sull’argomento. Ecco sull’importante evento quanto riferisce Massimo Galiazzo dell’Associazione Equilibero (www.equilibero.org) nata nel 2008 a Padova, che si prefigge “di promuovere l’esperienza della montagna – in ogni sua forma e disciplina ad essa collegata – come percorso educativo, di animazione sociale, terapeutico-riabilitativo, anche integrativo alle terapie tradizionali”.

1395754397Rispondere a domande di utenza diversa

All’Auditorium Concordia di Pordenone si tiene dal 16 al 19 novembre il 5° Convegno nazionale di montagnaterapia intitolato “Sentieri di Salute: lo sguardo oltre”. Il filone nel quale si inserisce è quello della rete nazionale di montagnaterapia. L’edizione di quest’anno riceve un testimone, una storia e una rete che troverà seguito all’edizione del 2018 che si svolgerà in Sardegna.  La rete già dal 2005 ha diviso l’Italia in macrozone e Pordenone è il luogo designato dalla macrozona Veneto/Friuli Venezia Giulia per ospitare il Convegno. Questa macrozona già dal 2013 si è data un nome (Sollevamenti) e un sito (www.sollevamenti.org 2014) e alterna ogni quattro anni un referente. “Sollevamenti” ha contribuito alla costruzione del precedente convegno di Cuneo, partecipando alle riunioni organizzative e contribuendo alla sua struttura. In questo senso “Lo sguardo oltre” è in continuità di senso. Il problema è che il “come fare” montagnaterapia è l’unico elemento valutabile in termine di efficacia scientifica. Un termine generale di montagnaterapia probabilmente vedrebbe il rispecchiamento di tutte le esperienze ma sarebbe difficilmente falsificabile scientificamente per la sua genericità. Ecco che lo “sguardo oltre” parte da qui: nel riconoscere che rispondere a domande di utenza diversa, genera esperienze di montagnaterapia diverse con dispositivi pedagogici e terapeutici diversi, fino a diventare lontani tra loro. Ecco il perché, sulla scia di Cuneo, delle sessioni parallele di Salute Mentale, Disabilità fisica e psichica, Dipendenze e Minori, Organizzazioni e Riabilitazioni Medica: in ognuna di queste sessioni ci sarà occasioni di confronto sulle prassi del fare montagnaterapia.

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Esperienze di green mindfulness. Nella foto sopra il titolo un percorso per non vedenti ai Bagni del Masino (So). Ph. Serafin/MountCity

Uno dei due punti del convegno è il seguente: “Non il perché della montagnaterapia ma il come della montagnaterapia?”. Questo rende cittadine di questa grande rete anche delle esperienze antecedenti a questa definizione come già coerenti con le sue modalità, veri epigoni o strade parallele a questa sia in Italia che all’estero (guardare oltre è anche guardarsi di fianco). La domanda è come una esperienza di montagna o di wilderness può essere utile, di cambiamento, di cura o di riabilitazione ai soggetti a cui ti rivolgi; pazienti con disagio mentale, disabili, con dipendenze patologiche, minori, con malattie internistiche e oncologiche, organizzazioni. Pordenone ospiterà 62 interventi provenienti da circa 30 citta diverse di 9 Macrozone (Veneto/Friuli Venezia Giulia, Toscana, Emilia Romagna, Sud, Lazio e Centro Italia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Liguria/Piemonte/Valle d’Aosta, Sardegna). Di cui 10 poster ospitati nella sessione mostra, 11 video proiettati sugli schermi del convegno che parteciperanno al festival dei corti della montagnaterapia, premiati in chiusura del convegno. I restanti 41 sono gli interventi orali che si confronteranno nelle sessioni parallele di giovedì e venerdì mattina. I 62 interventi sono vari anche nelle loro collocazioni : Dipendenze (12), Minori (6), Disabilità sica e psichica (15), Salute Mentale (18), Organizzazione (9), Riabilitazione medica (2). Alla sessione organizzazione viene dato una funzione molteplice: non solo le esperienze di outdoor training dedicate alle organizzazioni ma anche le buone prassi organizzative/economiche/ammninistrative dei progetti di montagnaterapia stessi.

schermata-2016-10-16-alle-19-03-11La seconda domanda del convegno è “Quali indicatori di valutazione utilizzi per misurare l’efficacia del tuo intervento di montagnaterapia?”. La speranza di fondo è che la comunità nazionale della montagnaterapia dal confronto selezioni le buone prassi delle montagnaterapie almeno attorno a due temi che si è scelta e sono sorti da Cuneo e dal confronto tra le Macrozone. Lo sguardo oltre in tal senso approfondisce la sua visione sul come e sul come misurarne l’efficacia. Nella sessione plenaria viene lasciato uno spazio per ogni macrozona e per quella del Veneto/Friuli Venezia Giulia per ogni provincia: mantenendo vivo anche il confronto territoriale. Sempre per curiosare oltre, apre inoltre spazi paralleli di riflessioni provenienti dall’econarrazione (Duccio Demetrio), dall’ecopsicologia, green mindfullness e la psicosintesi (Marcella Danon), dall’outdoor management training (Marco Rotondi), dalla psicologia analitica, la spiritualità-filosofia e l’alpinismo (Tavolo dell’associazione Temenos), della valutazione (Bruno Genetti, Paolo Piergentili e Luciano Pasqualotto). Lo sguardo oltre sconfina anche l’Italia con l’esperienza francese di Seuil (Parigi), ampliando anche nel contesto italiano e oltr’alpe a proposte dedicate al Ministero di Grazia e Giustizia.

Sì perché esistono anche proposte di montagnaterapia dedicate all’Ufficio Esecuzione Penale Esterna. Guardare oltre è anche guardarsi in modo diverso: la rete e le sue esperienze è anche incontro e relazione. Ecco che l’ospitalità di Pordenone fa del convegno un momento conviviale, un momento ludico e di divertimento fatto di musica e voce (I ragazzi della Panchina e Marco Anzovino), l’occasione di una riunione interna delle macrozone che vedrà la nascita di due nuove (Sud ed Emilia Romagna), vivere insieme un’esperienza di trekking e di grotta con il Cai di Sacile e Pordenone. Nonché una libreria del convegno. Il tutto nella cornice delle montagne di queste regioni (Dolomiti, Alpi Giulie e Carniche) fatte di trekking, arrampicata e alpinismo, speleologia. Per poi sciogliere il comitato di scopo nato per il convegno e lasciare lo sguardo ad altri Sentieri di Salute che lo porteranno in Sardegna. Ovviamente si cercherà di pubblicare gli atti del convegno.

Massimo Galiazzo

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