Due infarti, classe 1958. E lui zitto zitto scala il Manaslu

annovazzi
Annovazzi con la sua tendina. Nella foto sopra il titolo il Manaslu, 8156 meri.

“Sul Manaslu, 8.156 metri, solo e senza ossigeno” annuncia sul quotidiano Il Giorno Federico Magni, impeccabile cronista delle alte quote. Si riferisce all’exploit di Valerio Annovazzi, classe 1958, che definisce “un muratore taciturno”. Annovazzi vive a Introbio, in Valsassina, ed è un volto noto a chi frequenta il Grignone. Grazie al suo allenamento e al fisico che gli consente di trovarsi bene alle altissime quote, Annovazzi era sicuro di farcela. Come ce l’aveva fatta due anni prima scalando zitto zitto il Cho Oyu, 8201 metri. Particolare importante. Quando ha confidato le sue intenzioni, il cardiologo gli ha detto che era matto. E non aveva tutti i torti. Annovazzi ha avuto due infarti, uno tredici e l’altro tre anni fa. Ma era fiducioso: quella boccata di aria sottile non poteva che giovargli alla salute, come è puntualmente avvenuto.

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