L’incredibile Ghiglione, alpinista per scommessa

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Il bivacco donato da Ghiglione alla Sezione di Torino del Cai.

Alla figura leggendaria di Piero Ghiglione (1883-1960), ingegnere di Borgomanero (Novara) considerato un padre dello sci in Italia, inventore del Trofeo Mezzalama, instancabile alpinista e inviato speciale di prestigiose testate giornalistiche come La Gazzetta del Popolo e il Corriere della Sera, il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” del CAI Torino dedica dal 29 ottobre al 15 gennaio 2017 la mostra “Piero Ghiglione. Giornalista dell’avventura” a cura di Danilo Fullin e Roberto Serafin, con il coordinamento di Veronica Lisino. Si tratta di un tentativo, come si legge in un comunicato del Museo, di ricostruire la complessità e la fascinazione di questo personaggio. Ghiglione comincia a scalare per scommessa a trent’anni quando è rappresentante della Lancia in Germania, poi sale moltissime montagne tra i 5000 e i 7000 metri e diventa un protagonista dell’alpinismo extraeuropeo. A partire dalle proprie collezioni, molte delle quali donate dallo stesso Ghiglione nel 1942, il Museo con la Regione Piemonte e la collaborazione di Città di Torino e del Club Alpino Italiano, propone un’articolata esposizione che mette insieme materiale diverso: dalle stampe fotografiche alle copertine di diffuse riviste, dall’attrezzatura alpinistica ai libri e ai documenti.

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Ogni mezzo era buono per andare “a zonzo per il mondo”…

Dalla Fototeca Museomontagna proviene una serie di immagini pubblicate dal 1938 al 1940 sulla “Gazzetta del Popolo”, di cui Ghiglione fu corrispondente; tra queste una galleria di suoi ritratti che lo mostrano come un vero trasformista, capace di adattarsi ai luoghi in cui si trova, dall’Albania alla Lapponia, dal Giappone al Sudafrica, dalle Ande all’Himalaya, fino alle Hawaii e al Borneo, oltre a una serie di reportage fotografici realizzati a corredo degli articoli scritti per il quotidiano torinese. Numerose le stampe originali, di grande formato, pubblicate sui molti libri di viaggio scritti dall’autore, che riproducono cime innevate, paesaggi sconfinati, pareti rocciose, vita da campo, e ancora genti e popolazioni locali. Tra le collezioni anche una selezione di materiali utilizzati in spedizione o nei viaggi intorno al mondo, come i famosi sci corti di sua invenzione, usati nella spedizione del 1930 al Kibo. Formidabile sci alpinista, Ghiglione stabilì nel 1934 un record assoluto salendo in Himalaya il Balthoro Kangri (m 7260) e raggiungendo la quota mai toccata di 7000 metri con gli sci. Particolare curioso. Tra i documenti in mostra figura la copia del testamento olografo con cui lasciò alla sezione di Torino del CAI la somma di 20 milioni di lire per la costruzione di un bivacco in zona Monte Bianco, versante Brenva.

Un particolare del testamento.

In mostra anche numerosi libri, come A zonzo per il mondo (Torino 1951), Dalle Ande all’Himalaya (Torino 1936), Le mie scalate nei cinque continenti (Milano 1942), Dall’Artico all’Antartico (Milano 1953) conservati dalla Biblioteca Nazionale CAI, parte dell’Area Documentazione del Museomontagna. Per l’occasione il Museo inaugura una nuova esperienza editoriale, proponendo un “giornale di mostra” – nel formato di un piccolo quotidiano – che viene offerto gratuitamente al pubblico. Al suo interno si possono trovare immagini e testi dei curatori, utili ad approfondire l’argomento.

www.museomontagna.org

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