Appennino reggiano. Come promuovere la cooperazione, i beni comuni e il territorio

La terza edizione della Scuola delle Cooperative di Comunità ha quest’anno per teatro due piccoli paesi dell’alto Appennino reggiano. Gli appuntamenti sono rispettivamente l’11 e il 12 novembre a Succiso e il 25 e 26 novembre a Cerreto Alpi. Il progetto denominato “Cooperative di Comunità: promuovere la cooperazione, i beni comuni, e il territorio” è una iniziativa di Confcooperative e Legacoop, realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna. Il Comitato scientifico del progetto è composto da Gianluca Mingozzi, Carlo Possa, Andrea Rapisardi, Giovanni Teneggi, Roberta Trovarelli, Paolo Venturi, Flaviano Zandonai. Segreteria organizzativa e iscrizioni: Erika Farina, 347 1639146, erika.farina@ibrigantidicerreto.com; Marilena Raule 377 1255713, m.raule@innovacoop.eu. Link su pagina FB Scuola delle Cooperative di Comunità. In questo comunicato, che riceviamo e volentieri pubblichiamo, i particolari di questa importante esperienza.

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Una riunione presso i Briganti di Cerreto. Nella foto sopra il titolo una veduta di Succiso.

Alla scuola delle Cooperative di Comunità

Dopo il successo delle prime due edizioni, ritorna la Scuola delle Cooperative di Comunità, organizzata da Confcooperative e Legacoop Emilia-Romagna con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto “Cooperative di Comunità: promuovere la cooperazione, i beni comuni, e il territorio”. La cooperativa di comunità è una forma di impresa che negli ultimi anni sta sempre più interessando le comunità delle aree interne ma anche delle aree urbane. La cooperativa di comunità è una impresa che nasce per sviluppare occupazione e coesione sociale, favorire il mantenimento e la crescita dei servizi per le persone e per valorizzare i territorio. E’ una impresa che può produrre vantaggi reali per la vita sociale ed economica della comunità in cui opera. Le “comunità intraprendenti” sono alla base di questa esperienza. L’obiettivo del progetto è quello di stimolare la promozione di start up cooperativi, sensibilizzando i territori e raffinando gli strumenti di supporto, e di trasmettere esperienze, acquisire conoscenze, individuare e mettere a confronto nuove “comunità intraprendenti”.

Diverse le sessioni della Scuola, che si tiene a Succiso (RE) l’11 e 12 novembre 2016 e a Cerreto Alpi (RE), il 25 e 26 novembre 2016 presso le cooperative di comunità Valle dei Cavalieri e I Briganti di Cerreto. A Succiso e Cerreto Alpi, piccoli paesi dell’alto Appennino reggiano, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, sono da anni attive due esperienze significative e di successo di cooperative di comunità, studiate in tutto il mondo e visitate ogni anno da ricercatori di tanti paesi, dal Giappone alla Coorea, dall’Africa all’Europa. Anche il Ministero dello Sviluppo Economico valuta queste esperienze fondamentali per la riqualificazione sociale ed economica delle aree interne, in particolare dei paesi montani.

Dopo la presentazione dell’iniziativa, l’11 novembre alle 11, con i presidenti regionali di Legacoop e Confcooperative Giovanni Monti e Francesco Milza, le due giornate di Succiso si apriranno con “In ascolto delle comunità cooperative. Facciamo il punto della situazione”: si parlerà di significative esperienze di comunità con i protagonisti. Interverranno Emanuele Ferrari, insegnante e scrittore, e Marco Dotti di “Vita Magazine”. “La dove c’era uno spazio oggi c’è un luogo”: nel pomeriggio ne parleranno Paolo Venturi (Aiccon), Massimo Castelli (Anci), Andrea Vecchia, esperto di politiche di sviluppo, Giorgio Osti, sociologo; la cooperativa Camelot e Francesca Battistoni di SocialSeed illustreranno l’esperienza del quartiere Il Pilastro di Bologna. Sabato 12 novembre interverranno Flaviano Zandonai (Euricse), Ricardo Stocco, archeologo, Alessandro Pirani, consulente manageriale, e Daniele Rossi, senior advisor della Fondazione Accenture. Il tema della sessione sarà: “A cavallo del drone, tecnologie per comunità intraprendenti”.

Venerdì 25 novembre la Scuola si sposta a Cerreto Alpi. Su “Hub di economie e sviluppi per nuove catene di valori”, intervengono Elena Casolari (Fondazione Acra), Vincenzo Marino (ICN), Andrea Rapisardi (cooperativa Lama), Lodovico Patelli (cooperativa L’Innesto). Nel pomeriggio il tema sarà “Mettiamoci alla prova e condividiamo attrezzi per cooperare nelle comunità. Al lavoro sugli statuti delle cooperative di comunità passate presenti e future”, con interventi di Mauro Iengo (Legacoop) e Tony Dalla Vecchia (Confcooperative). La Scuola si conclude il 26 novembre parlando di “Welfare dalle comunità intraprendenti”, con Giovanni Fosti (Cergas Bocconi) Gino Mazzoli (studio Praxis), Giovanni Devastato (Università La Sapienza Roma), Francesca Paini (cooperativa AltraEconomia). In programma anche lavori di gruppo, conversazioni al caminetto, incontri con le comunità di Succiso e Cerreto Alpi.

“Era il 9 gennaio 1991, nevicava, quando con otto amici ho costituito la cooperativa Valle dei Cavalieri”, racconta Dario Torri, che ne è presidente. “A Succiso l’anno prima aveva chiuso l’ultimo bar, con la bottega e la tabaccheria. Il segnale era chiaro: se non si fosse fatto qualche cosa sarebbe stata la fine, come purtroppo è accaduto in altri paesi, era solo questione di tempo. Ci siamo detti: proviamo, male che vada chiudiamo tutto. Dopo pochi mesi arrivano i camion con l’arredamento del bar e del negozio. Mai avrei immaginato il successo che la cooperativa avrebbe avuto nel corso di questi lunghi anni. Tra gli altri motivi che animavano il gruppo c’erano quelli di creare occupazione, salvare il paese, tutelare il territorio”.

“La nostra cooperativa”, spiega Erika Farina dei Briganti di Cerreto, “è stata premiata per la capacità di coniugare educazione ambientale, sensibilizzazione territoriale attraverso la produzione di castagne e di farina di castagne. È stata riconosciuta la straordinaria esperienza di rivitalizzazione di un territorio grazie alla valorizzazione della gestione forestale e dei suoi prodotti, che ha riportato economia sostenibile e incremento della popolazione in una zona montana ormai abbandonata. In particolare, con il progetto della filiera della castagna abbiamo riscoperto alcuni dei valori culturali e identitari della comunità di Cerreto Alpi”.

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