Il Museomontagna per l’alpinismo patrimonio dell’umanità

L’alpinismo, bene immateriale per eccellenza, può essere riconosciuto patrimonio dell’umanità? L’idea, che oggi torna a circolare nelle stanze del Museo Nazionale della Montagna e che a suo tempo aveva suscitato qualche perplessità, era stata lanciata nel 2011 ai Piolets d’Or, i prestigiosi premi alpinistici consegnati a Chamonix e Courmayeur. L’intenzione era ed è quella d’inserire l’alpinismo nella lista dei beni immateriali “per l’apporto eccezionale all’arricchimento della cultura e della società”. Prima che a Chamonix, l’ipotesi era stata già prospettata nel corso di una riunione del gruppo di lavoro, denominato “Patrimonio mondiale Unesco”, della Convenzione delle Alpi. Ora se ne torna a parlare ed è ormai certo che l’alpinismo “bello come un’arte e nobile come un lavoro” secondo le parole di Guido Rey, sia in procinto di ricevere una meritata consacrazione ufficiale per le tante sue benemerenze etiche e culturali. L’alpinismo è infatti da alcuni mesi inserito nella lista nazionale francese dei valori che possono essere candidati per l’iscrizione nella lista Unesco, tra le pratiche del Patrimonio Immateriale. In questo contesto il Museo Nazionale della Montagna di Torino del Club Alpino Italiano è stato inserito nel gruppo di lavoro quale referente della rete culturale che dovrà prendere in carico il patrimonio storico e documentale legato all’alpinismo. Come precisa un comunicato diramato il 2 novembre 2016 dal Museo, si tratta di un importante riconoscimento del ruolo che l’importante struttura torinese ha svolto sin dalla sua fondazione e che sta proseguendo con accresciuto impegno nel preservare e valorizzare – anche attraverso forme innovative – il patrimonio culturale legato alle pratiche della montagna, “con una visione ampia e attenta alle molteplici sensibilità che contraddistinguono un mondo caratterizzato dall’incessante confronto tra uomo e natura”.

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La riunione a Chamonix del gruppo di lavoro per l’iscrizione dell’alpinismo nella lista Unesco tra le pratiche del Patrimonio Immateriale. Nella storica immagine sopra il titolo un alpinista impegnato sulla cresta Biancograt al Bernina (arch. Cai Milano, per gentile concessione)

A quanto si apprende, il Museomontagna apporterà al gruppo di lavoro anche il suo ruolo di coordinatore dell’International Mountain Museums Alliance – IMMA, la rete internazionale di musei della montagna – di recente costituzione, nata nel 2015 –, che spazia dall’Italia, alla Francia, Spagna, Polonia e Canada e che ha sede a Torino al Monte dei Cappuccini, presso il Museo. Un incontro dei promotori dell’iniziativa si è intanto svolto a Chamonix il 28 ottobre. Insieme con i sindaci dei Comuni di Chamonix-Mont-Blanc, Eric Fournier, e di Courmayeur, Fabrizia Derriard e alla rappresentante del Ministero della Cultura francese, Sylvie Grenet, era presente per il Museo Nazionale della Montagna il direttore Aldo Audisio e l’assistente di direzione Laura Gallo. Inoltre hanno partecipato alla riunione Claude Marin, incaricato del Comune di Chamonix per il dossier “Alpinismo UNESCO” e Luigi Cortese, iniziatore del progetto stesso, Bernard Debarbieux dell’Università di Ginevra, Claude Eckhardt, delegato del Club Alpino francese, Jean Corneloup dell’Università di Clermond-Ferrand, Olivier Hoibian dell’Università di Tolosa, Yann Decorzant Direttore del CREPA (Centre Régional d’Etudes des Populations Alpines), Georges Boulaz, presidente della Commissione Cultura del Club Alpino Svizzero. I partecipanti hanno concordato i passaggi per procedere in questa operazione di valorizzazione e riconoscimento mondiale della pratica alpinistica. E’ innegabile, per concludere, che l’alpinismo meriti una tutela in tempi di eccessiva ‘ludicizzazione’ o ‘sportivizzazione’ che comporta la trasformazione delle montagne in accessori tecnici, in protesi, dove l’elemento dominante diventa il gesto atletico, la performance, qualcosa di altro dall’alpinismo. Ma non è da escludere che nella ripresa del progetto conti anche un’accorta promozione delle nostre vallate alpine. Un avviso lanciato agli operatori turistici in questi tempi di magra.

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