Montagnaterapia, da Pordenone un invito a guardare oltre

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La locandina del convegno e, sopra il titolo, una curiosa felpa ispirata alla Montagnaterapia. E’ in vendita in rete.

Dal 16 al 19 novembre 2016 si tiene a Pordenone presso l’Auditorium Concordia il 5° Convegno nazionale di Montagnaterapia “Sentieri di Salute: lo sguardo oltre”. Il filone nel quale si inserisce è quello della rete nazionale di montagnaterapia che dal 2005 ha una cadenza biennale. Riceve un testimone, una storia e una rete che riconsegnerà al termine alla Sardegna che continuerà nel 2018 il discorso. La rete  dal 2005 ha diviso l’Italia in macrozone e Pordenone è il luogo designato dalla macrozona Veneto/Friuli Venezia Giulia per ospitarlo. Questa macrozona già dal 2013 si è data un nome (Sollevamenti) e un sito (www.sollevamenti.org 2014) e alterna ogni quattro anni un referente. Pordenone ospita 62 interventi provenienti da circa 30 citta diverse di 9 Macrozone (Veneto/Friuli Venezia Giulia, Toscana, Emilia Romagna, Sud, Lazio e Centro Italia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Liguria/Piemonte/Valle d’Aosta, Sardegna). Di cui 10 poster ospitati nella sessione mostra, 11 video proiettati sugli schermi del convegno che parteciperanno al festival dei corti della montagnaterapia, premiati in chiusura del convegno. I restanti 41 sono gli interventi orali che si confronteranno nelle sessioni parallele di giovedì e venerdì mattina. I 62 interventi sono vari anche nelle loro collocazioni : Dipendenze (12), Minori (6), Disabilità sica e psichica (15), Salute Mentale (18), Organizzazione (9), Riabilitazione medica (2). Alla sessione organizzazione viene dato una funzione molteplice: non solo le esperienze di outdoor training dedicate alle organizzazioni ma anche le buone prassi organizzative/economiche/ammninistrative dei progetti di montagnaterapia stessi.

In particolare, quest’anno il convegno si ispira all’arrampicata, di cui vuole essere una metafora, e pensando all’arrampicata il programma si articola sulle seguenti aree:

  • Linee possibili: interventi in plenaria di relatori esterni alla Montagnaterapia che possono generare spunti per tutti
  • Cordate: le sessioni parallele di discussione dei 4 ambiti (Dipendenze e minori, Organizzazioni e ria bilitazione medica, Salute mentale, Disabilità psichica e fisica) con relazione in plenaria dei moderatori nazionali e della macrozona
  • Ancoraggi: interventi in plenaria di figure rilevanti per la Montagnaterapia
  • Pie’ di parete: spazi espositivi per locandine e video attorno al convegno
  • Esperienze: trekking, arrampicata, speleologia, canyoning-rafting
  • Divertimento: momenti di spettacolo teatrale, musicale e di vision.

Va ricordato che le attività di Montagnaterapia rappresentano un originale approccio metodologico terapeutico-riabilitativo e socio-educativo, finalizzato alla promozione alla salute e alla cura e riabilitazione di persone con differenti problematiche, patologie o disabilità. Il termine Montagnaterapia fu utilizzato per la prima volta in un articolo in “Famiglia Cristiana” a commento del Convegno nazionale del CAI “Montagna e solidarietà: esperienze a confronto”, nel settembre 1999 a Pinzolo. Ne è nato un movimento nazionale di ricerca e di attività clinico assistenziale, che il CAI ha fatto suo. Dapprima in psichiatria, ma poi anche nelle dipendenze e nella disabilità, il progetto esplora come esperienze con la montagna e la verticalità possono essere cura e prevenzione. Le attività di Montagnaterapia vengono progettate ed attuate nell’ambito del SSN, nel privato sociale o in contesti socio-sanitari accreditati, con la fondamentale collaborazione del CAI, delle Guide Alpine e di altri Enti o Associazioni (accreditate) del settore come tecnici delle uscite.

Comitato organizzatore: Massimo Galiazzo, Ada Moznich,  Paolo Piergentili, Bruno Scortegagna

Segreteria scientifica: Angelo Brega, Luca Fellin, Massimo Galiazzo, Emanuele Perrelli, Giulia Rigo, Roberta Sabbion

www.sollevamenti.org

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