Parchi, una riforma sbagliata

Continua la protesta di 17 associazioni ambientaliste contro il disegno di legge sui Parchi approvato dal Senato, più che mai convinte che i partiti e gli interessi locali si spartiranno poltrone e non sapranno arginare le brame di industriali, petrolieri e cacciatori. Mountcity ha pubblicato il 25 ottobre 2016 un comunicato intitolato “L’Ambientalismo italiano, senza eccezioni, respinge con indignazione le modifiche alla legge quadro sui Parchi Nazionali proposte dalla Commissione Ambiente del Senato” diramato da Mountain Wilderness Italia l’indomani del voto con cui Palazzo Madama ha approvato, in prima lettura, il disegno di modifica della legge 394/91.  Non può evidentemente sfuggire la divaricazione che emerge tra chi ha votato la legge al Senato e ben 17 associazioni e delle  poche proposte accolte dalle stesse. “Né il Senato, né il Governo”, sostengono le Associazioni in un comunicato del 10 novembre 2016 diramato dall’Ufficio stampa del WWF, “hanno accolto le osservazioni e le proposte delle associazioni ambientaliste e di centinaia di esperti e uomini di cultura, che hanno criticato in modo fermo ed elaborato proposte migliorative. Risultato: una riforma sbagliata che chiediamo con forza venga modificata alla Camera”.

“Non volendo cogliere il senso costituzionale che vede la tutela della natura in capo allo Stato”, prosegue il comunicato, “la riforma non valorizza il ruolo delle aree protette come strumento efficace per la difesa della biodiversità e non chiarisce il ruolo che devono svolgere la Comunità del Parco. Un testo che doveva rafforzare il ruolo e le competenze dello Stato centrale nella gestione delle aree marine protette, ma che in realtà continua a lasciare questo settore nell’incertezza e senza risorse adeguate. Perché non possiamo non sottolineare che questa riforma viene fatta senza risorse, che la legge approvata non riesce a delineare un orizzonte nuovo per il sistema delle aree protette e senza migliorare una normativa che, dopo 25 anni di onorato servizio, non individua una prospettiva moderna per la conservazione della natura nel nostro Paese”.

Numerosi e molto preoccupanti secondo le associazioni ambientaliste sono i punti più critici del disegno di legge approvato al Senato:

• Una modifica della governance delle aree protette che peggiora la qualità delle nomine e non razionalizza sufficientemente la composizione del Consiglio direttivo, in cui viene prevista la presenza di portatori di interessi specifici e non generali come deve essere. Non vengono definiti strumenti di partecipazione dei cittadini né la previsione di comitati scientifici;

• Una governance delle Aree marine Protette che non prevede alcuna partecipazione delle competenze statali e individua Consorzi di gestione gli uni diversi dagli altri;

• L’assenza di competenze specifiche in tema di conservazione della natura di Presidente e Direttore degli Enti Parco;

• Un sistema di “royalties” che, pur legato a infrastrutture ad alto impatto già esistenti, deve essere modificato per evitare di condizionare e mettere sotto ricatto i futuri pareri che gli enti parco su queste dovranno rilasciare;

• Una norma che attraverso la “gestione faunistica”, con la governance prevista, acuirà le pressioni del mondo venatorio;

• L’istituzione di un fantomatico Parco del Delta del Po senza che venga definito se si tratti o meno di un parco nazionale, quando peraltro la costituzione di questo, come Parco Nazionale, è già oggi obbligatoria ai sensi dalla legge vigente;

• Non si vietano le esercitazioni militari nei parchi e nei siti natura 2000;

• Non si garantisce il passaggio delle Riserve naturali dello Stato, del personale e delle risorse impegnato, ai parchi.

 

Queste le associazioni che hanno chiesto modifiche al Senato: Ambiente e Lavoro, AIIG – Associazione Insegnanti di Geografia, Club Alpino Italiano, Centro Turistico Studentesco, Ente Nazionale Protezione Animali, FAI – Fondo Ambiente Italiano, Greenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra, LAV – Lega Antivivisezione, Legambiente, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, SIGEA, WWF Italia

Leggi l’articolo di Vittorio Emiliani sull’Huffington Post a proposito della legge-sfasciaparchi

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