Peroni porta a BookCity la Groenlandia che scompare

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Robert Peroni

Gian Paolo Visetti incontra Robert Peroni su La Repubblica di domenica 12 novembre 2016 ed è un’occasione importante per presentare il nuovo libro dell’avventuroso altoatesino che 36 anni fa ha scelto di vivere in Groenlandia tra gli inuit e di condividerne le sorti. Il libro s’intitola “In quei giorni di tempesta” (Sperling&Kupfer, 204 pagine, 16,90 euro) e, salvo errori, è il terzo scritto dal settantaduenne Peroni. “Perché è lei, un esploratore bianco, a scrivere la storia del popolo groenlandese?”, gli ha chiesto Visetti. Ed ecco la risposta di Peroni che nel libro si dice convinto che gli inuit rischino l’estinzione.  “Loro non hanno ancora il coraggio di farlo”, spiega Peroni. “Una civiltà secolare, fondata sulla libertà, è stata annientata in pochi decenni. Vedono gli iceberg che si sciolgono, i fiordi senza narvali, il pack senza orsi bianchi. Non hanno più pesce per i cani da slitta. Sono schiavi, mantenuti da chi li distrugge per morire senza fare nulla. Io mi limito a raccontare la tragedia inuit restituendo a loro la parola, perché ci spieghino ciò che tutti stiamo diventando”.

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Il suo nuovo libro presentato a BookCity.

A Tasiilaq Peroni ha aperto la Casa Rossa, ospitando gli inuit esclusi dallo stile di vita contemporaneo. Ora lavora a una cucina riservata ai vecchi cacciatori eschimesi: senza prede, privati di un ruolo sulla terra, rischiano letteralmente di morire di fame. Sabato 19 novembre, nel Museo di Scienze Naturali di Milano, il suo libro viene presentato alle ore 15 nell’ambito di BookCity (vedere gli eventi legati alla montagna in mountcity). Si tratta di un evento da non perdere, battezzato “La Groenlandia degli sciamani”, in cui Peroni dialoga con Francesco Casolo, milanese, appassionato di viaggi e di natura, che ha collaborato con lui anche nella stesura dei precedenti libri “Dove il vento grida più forte” (2014) e “I colori del ghiaccio” (2015) sempre per Sperling&Kupfer.

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