Alla festa dei premi “Meroni” il figlio del cavatore che si batte per le Apuane

Amici della montagna davvero speciali anche quest’anno sono i vincitori del Premio “Marcello Meroni” che si assegna il 2 dicembre 2016 a Milano: persone o gruppi di persone che si sono prodigate con discrezione e dedizione per la difesa e la promozione della montagna nel campo dell’ambiente, della cultura, dell’alpinismo e della solidarietà. Uno di questi, un uomo che ha speso la vita per la difesa della Apuane, è Elia Pegollo, nato a Massa nel 1938, vincitore per la categoria “ambiente”. Figlio e nipote di cavatori, ha vissuto la trasformazione dell’attività estrattiva dagli effetti oggi devastanti. Ma l’opera svolta da Pegollo in difesa delle Apuane non si è limitata alle montagne di casa. Nel 1990 ha fondato il centro culturale “La pietra vivente” che nel tempo ha allargato la sua azione con scopi solidaristici per aiutare popolazioni dell’Africa centrale (in particolare in Congo a favore dei bimbi) e dell’America latina dove ha prestato la sua opera direttamente con diverse campagne nel corso degli anni per le popolazioni indigene.

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Elia Pegollo (ph. barganews.com, per gentile concessione). Nella foto sopra il titolo un fermo-immagine del film “Aut Out” realizzato da Pegollo con Alberto Grossi e Franca Leverotti.

Le prime lotte di Pegollo per le Apuane risalgono agli anni ’70 del secolo scorso come attivista del WWF e di Legambiente.  Particolare significativo. Abile fotografo, nel 1991 Pegollo ha presentato alla Filanda di Forno la sua prima mostra dedicata ai fiori delle “sue” montagne per la cui difesa ha subito anche alcuni processi. Ha infatti denunciato la barbara distruzione in corso sia alla magistratura sia nelle sedi istituzionali (è stato consigliere comunale dal ‘94 al ‘98). Nel 2003 ha pubblicato il libro “Emozioni apuane, non solo marmo”. E ogni anno, a partire dal 1991, ha presentato mostre sia alla ex Filanda di Forno sia a Palazzo Ducale di Massa, a Lucca, sempre a Palazzo Ducale, al Palazzo Mediceo di Seravezza, alla Limonaia di Pisa, a Strasburgo. Tramite il Centro La Pietra Vivente, nella Repubblica Democratica del Congo ha adottato un villaggio nel cuore della Foresta pluviale (Muhanga) curandosi soprattutto dei bambini in età scolare e prescolare ai quali insegna durante i suoi soggiorni laggiù italiano e inglese. Ha inoltre partecipato a numerose campagne in America Latina (Colombia, Ecuador e Bolivia dove ho avuto la cittadinanza onoraria ad Achakachi) a sostegno delle popolazioni indigene. Pegollo è intervenuto in numerosissime conferenze nelle scuole e in televisione, in sedi di organizzazioni umanitarie come Mani Tese e la Dante Alighieri di Vienna. L’11 gennaio 2008, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, ha ricevuto il riconoscimento “Un bosco per Kyoto” per il suo impegno nella difesa delle ultime foreste del pianeta. Più di recente, il 24 settembre 2016 ha ricevuto il X premio letterario europeo “Massa Città fiabesca di mare e di marmo” con la seguente motivazione: “All’esimio prof. Elia Pegollo massese, cittadino del mondo, guerriero impavido nella difesa delle Alpi Apuane”. Sulla situazione delle sue montagne, Pegollo ha realizzato infine nel 2014 con Alberto Grossi e Franca Leverotti il cortometraggio “Aut Out, la distruzione delle Alpi Apuane il più grosso disastro ambientale d’Europa”. Il film fu presentato al TrentoFilmfestival dove si mostra come ogni anno vengano asportati 1.500.000 metri cubi di montagna da uno dei più bei complessi montuosi al mondo. Lo si può vedere su Youtube al seguente indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=clYuGVVVLpo&feature=youtu.be

Il nome di Pegollo nel libro d’oro dei premiati al “Meroni” spicca quest’anno accanto a quelli di Benigno “Ben” Balatti che ha scritto pagine di grande alpinismo sul Disgrazia e sulle Grigne, di Iris Gherbesi (solidarietà e impegno civile) che in Val Masino promuove iniziative rivolte ai giovani ma il cui cuore batte anche per i piccoli orfani di una comunità africana dove ogni anno si reca a svolgere la sua opera di volontaria, del gruppo Sassbaloss (cultura), valorosi alpinisti milanesi ma anche intelligenti divulgatori. E infine di Mirella Tenderini, premio speciale della giuria, una vita dedicata a raccontare l’alpinismo e i suoi protagonisti in conferenze e libri molto letti e premiati. Le attività svolte dai premiati e le motivazioni della giuria vengono illustrate venerdì 2 dicembre nel corso della cerimonia condotta al cinema teatro Arca di corso XXII Marzo dal giornalista Marco Albino Ferrari, direttore di Meridiani Montagne. Una targa al merito viene consegnata a ciascun vincitore e, anche quest’anno, il pubblico presente in sala è chiamato a votare, scegliendo tra i vincitori il proprio beniamino. La IX edizione del premio è promossa dalla Scuola di Alpinismo e Scialpinismo “Silvio Saglio” della Sezione SEM del CAI con il sostegno della famiglia di Marcello e con il patrocinio della Scuola Regionale Lombarda di Alpinismo, di ARCUS dell’Università degli Studi di Milano, del Comune di Milano e del Consiglio di Municipio 1 del Comune di Milano.

Vedere anche:

http://www.caisem.org/4s-premiomm.htm

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