Accogliamoli, anzi raccogliamoli. L’appello di Mauro Corona

408fb5a7-01f6-40e2-ad5c-88712dafa0cbAccecato da un’avidità insaziabile, il protagonista del nuovo romanzo di Mauro Corona “La via del sole” (Mondadori) abbatte le cime che circondano la sua baita pur di godere, per qualche minuto in più, della vista del suo amato astro, dando così inizio a uno scempio colossale e insensato… In occasione della presentazione di questo volume sugli inganni del desiderio, il sito “Libreriamo” ha rivolto allo scrittore e scultore di Erto alcune domande su un tema bruciante: le migliaia di persone che stanno cercando di salvarsi, a costo di perdere la vita partendo da vari stati dell’Africa, per scappare dalla guerra, dalla povertà, dalla mancanza di lavoro e di possibilità.

“Non è che la mia posizione sia quella giusta”, osserva Corona. “Però secondo me non è che affondando le barche (quelle vuote intendo) si risolve la situazione. Il fatto è che queste persone partono perché non hanno paura di morire. E non partono solo per la guerra, ma partono perché non gli piace più stare lì, partono perché hanno il miraggio dell’Europa. E sarà una cosa che durerà minimo – si segni bene queste parole perché io sarò morto – durerà minimo trent’anni questo esodo, e forse anche di più. Quindi è inutile fare il muro, fare il reticolato, bisogna avere idee. Il problema è che non se ne hanno. Quindi non avendo idee non sanno che pesci prendere e allora bloccano. Bisogna accettare e capire che sarà un mondo multietnico, non solo un’Europa. Ovviamente c’è anche la malavita dentro, però io sono per l’accoglienza, dobbiamo accogliere, o, come dice Erri De Luca, raccogliere. Certe scene, come quella della poliziotta che fece lo sgambetto a un papà col figlio in braccio, queste sono scene feroci. Dobbiamo ricordarci che la guerra siamo noi, parafrasando una canzone di Francesco De Gregori che dice che la storia siamo noi, sì, ma anche la guerra siamo noi. Tante sono però le eccezioni, di bontà ce n’è tanta. Però è proprio in questo momento, quando dovremmo far vedere quanto siamo buoni, che emerge invece quanto siamo cattivi”.

Il resto dell’intervista in Libreriamo

9 thoughts on “Accogliamoli, anzi raccogliamoli. L’appello di Mauro Corona

  • 03/12/2016 at 16:44
    Permalink

    Come va affrontato il problema? Bella domanda, da un milione di dollari (cosi si diceva una volta).
    Certamente non con la violenza: ci mancherebbe altro!
    Una persona che entra in casa mia di nascosto oppure non invitata viene però accompagnata alla porta. A maggior ragione se si comporta male. Se non se ne va, o se si tratta di un ladro, si chiamano i Carabinieri.
    Almeno i clandestini pregiudicati li vogliamo espellere, ma seriamente? Questo mi sembra possa essere un punto di condivisione: se non allontaniamo chi delinque, possiamo chiudere bottega.
    E i profughi di guerra? Concordo certamente nell’accoglierli, come quasi tutte le Nazioni hanno sempre fatto. Ma non tollero i miserabili ricatti di Erdogan.
    E chi sfugge alla miseria? Questo è il vero problema. I poveri nel mondo sono tre miliardi. Con tutta la migliore buona volontà, non sarebbe possibile accoglierli tutti. Tanto meno mantenerli. L’Europa è sovrappopolata e mancano le possibilità economiche.
    E allora? Un programma di aiuti a casa loro? Si tratterebbe di un fiume di denaro che verrebbe sperperato quasi totalmente dalla corruzione, dalle dittature, da ciò che tutti noi sappiamo.
    Un programma di aiuti a casa loro, ma amministrato da noi (intendo noi come società occidentale)? Saremmo subito tacciati di neo-colonialismo.
    L’UNESCO e la FAO sono organizzazioni internazionali del tutto inette, soltanto un Bengodi di stipendi.

    In definitiva, il mondo è un posto difficile. Noi viviamo in un’isola fortunata. No, mi sono sbagliato: non è questione di fortuna. Bensí del lavoro, dei sacrifici, delle capacità e dell’ingegno delle innumerevoli generazioni che hanno costruito la nostra civiltà. Dobbiamo custodire questo immenso patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri, e non sperperarlo.
    In conclusione, la mia proposta sarebbe di aiutare i disperati a casa loro, ma con gestione nostra del denaro. Ma qualcuno direbbe che sono un “colonialista”, mentre prima ero “xenofobo” e “razzista”.
    Certamente sarei un utopista…
    Un saluto a tutti.
    Fabio Bertoncelli

    Reply
    • 03/12/2016 at 18:24
      Permalink

      Guardi che non le chiesto come va affrontato il problema, le ho soltanto chiesto se secondo lei i fili spinati sono leciti… e non ha risposto. Tenga presente che la ricchezza, l’operosità, le intelligenze del “nostro” mondo sviluppato, sono il risultato di un processo di libera circolazione di persone e di idee, senza le quali questa civiltà semplicemente cesserebbe di esistere. Questo è il caso delle Alpi, tipicamente luogo di migrazione e di libero scambio, in molte zone oggi in sofferenza per via crisi economica e spopolamento. Credo che l’invocazione di Mauro Corona vada anche in questo senso, chiedendo a chi amministra di non smettere di cercare soluzioni complesse a un problema complesso. Le soluzioni spicce, i proclami basati sull’esasperazione delle paure dei cittadini li lasciamo (fuori di qui!) ai politici e ai social…

      Reply
  • 03/12/2016 at 15:13
    Permalink

    Gentile signor Lorenzo Serafin, mi permette una difesa? Io non sono affatto xenofobo né razzista.
    Il problema che ho esposto è ben differente e cercherò ora di spiegarlo meglio. Un Paese – la nostra casa o quella di qualsiasi altro popolo – non può essere invaso da milioni di disperati del mondo. Se nei prossimi anni ne arrivassero cinquanta, cento, duecento milioni, che cosa succederebbe al nostro Paese? E così per qualsiasi Paese, in particolare quelli sovrappopolati come il nostro.
    Sarebbe una catastrofe per la civiltà che i nostri avi hanno faticosamente costruito nei secoli. La nostra società scomparirebbe. Lei accetta tutto questo? Io no.
    Il mondo è pieno di disperati: se arrivano qui a decine di milioni, come sopravviviamo noi? Diventiamo disperati come loro. Tutto qui.
    E quindi, accusare di xenofobia e addirittura di razzismo una persona che solleva questi gravissimi problemi mi sembra estremamente scorretto. Ripeto: estremamente scorretto.
    Negli anni Settanta, per zittire chi la pensava in modo differente dalla vulgata dominante si usava il termine “fascista” e la questione si considerava chiusa. Oggi si usa il termine “razzista” e la questione si considera chiusa.
    Io non sono un fascista (tutt’altro!) né, lo ripeto, xenofobo o razzista. Ma considero fascista chi non accetta ed espelle chi ha semplicemente opinioni differenti. Opinioni come quelle esposte sopra.
    Con cordialità.
    Fabio Bertoncelli

    Reply
    • 03/12/2016 at 15:39
      Permalink

      Ecco, grazie per aver motivato meglio le sue posizioni. Mi permetto di farle notare che quanto lei espone coincide in parte da quanto sostenuto da Corona nell’estratto qui sopra riportato: la migrazione in atto è un evento epocale, si parla sì di centinaia di migliaia, milioni di persone costrette a lasciare le loro patrie… un fenomeno destinato a durare a lungo dice Corona, un problema che quindi non deve essere accantonato ma va affrontato, secondo lui e secondo me non coi fili spinati o con la violenza, secondo lei Bertoncelli?

      Reply
  • 02/12/2016 at 20:43
    Permalink

    L’Italia è la mia casa, la mia patria. Io sono nato qui. E tu vorresti espellermi da casa mia?
    Hai imparato la parola “razzista” e ora, visto che non sei in grado di sostenere una discussione in modo razionale, vorresti usarla come slogan farneticante per zittire il prossimo? Ma tu sei un fascista…

    Reply
    • 03/12/2016 at 12:00
      Permalink

      Signor Bertoncelli, nessuno ha messo qui in dubbio la sua origine e provenienza, casomai la possibilità fin qui accordatale di rendere pubblica la sua xenofobia (o razzismo qualora si dovesse esprimere). Naturalmente l’ipotesi di espellerla dal suolo natio per le sue ideologie è scorretta oltre che non praticabile, viceversa su questo blog l’ospitalità a idee xenofobe e razziste non è contemplata. Per questo tipo di sfoghi c’è infinito spazio su innumerevoli social network su cui lei è caldamente invitato a trasferirsi.

      Lorenzo Serafin

      Reply
  • 02/12/2016 at 08:36
    Permalink

    raccogliere migranti non è sufficiente, occorre espellere xenofobi e razzisti, sporcano questo paese… e questo blog

    Reply
  • 01/12/2016 at 21:09
    Permalink

    Naturalmente anche Erri De Luca deve dare il buon esempio prima di parlare: dieci clandestini pure per lui. Senza se e senza ma.

    Reply
  • 30/11/2016 at 06:14
    Permalink

    Con quanto guadagna, Corona dia il buon esempio: ospiti a casa sua una decina di clandestini. Poi sarà piú credibile.

    Reply

Commenta la notizia.