Sul ghiaccio sottile verso l’ignoto

“Era come arrampicarsi su un muro di vetro, ed è stata una grande emozione quando abbiamo capito che saremmo riusciti a sbucare in vetta”. Si chiama proprio “Amore di vetro” la nuova via di ghiaccio e misto che Simon Gietl e Marcel Schenk sono riusciti ad aprire sulla parete Nord Est del pizzo Badile, tempio dell’alpinismo, il 16 novembre 2016. Un exploit inaspettato che ha suscitato grande clamore nella comunità alpinistica perché in molti ci avevano già messo gli occhi sopra e tanti ci avevano già provato. Una linea effimera “invernale”, realizzata però in autunno, con una buon dose di rischio.

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Il ghiaccio sottile del Badile autunnale e, nella foto sopra il titolo, la via seguita da Simon Gietl e Marcel Schenk.

“Abbiamo avuto una grande fortuna perché le condizioni erano buone ma non eravamo saliti con l’idea di farla al 100%. Volevamo andare a vedere da vicino com’era. Solo allora abbiamo deciso di attaccare”, racconta Gietl, altoatesino, classe 1984, guida alpina come il suo compagno di cordata e vincitore dell’ultimo premio Grignetta d’oro a Lecco.  “Avevamo una linea in testa, ma solo salendo lungo la parte centrale della Nord Est del Badile abbiamo visto la struttura del ghiaccio che copriva la parete. Era molto sottile e liscio. Dovevamo fare molta attenzione perché a volte la lingua ghiacciata era spessa solo due centimetri. All’inizio sapevamo dove passare, poi abbiamo solo seguito le formazioni di ghiaccio fino alla vetta”. Una salita verso l’ignoto di ottocento metri, ma soprattutto una grande avventura alpinistica su una parete simbolo. “E pensare che per noi è stata una cosa normale, non sapevamo nemmeno dei precedenti tentativi. È stato tutto abbastanza casuale”.  Le due guide alpine hanno affrontato la salita in alcuni tratti senza nemmeno protezioni, affrontando lunghi tratti, anche oltre i cento metri, praticamente in conserva (senza nessun ancoraggio alla parete) tanto che lungo la via è rimasto un solo chiodo. Sono stati anche velocissimi, tanto che avevano programmato un bivacco poco sotto la vetta, ma sono riusciti a ridiscendere in giornata lungo lo spigolo Nord del Badile e ritornare prima che facesse notte.

Federico Magni

Testo e foto da Il Giorno, per gentile concessione

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