L’editore che viene dal gelo

ghiaccio-verticale
Il libro con cui Francesco Cappellari, accademico del Cai, esordì nel 2006.

“Ghiaccio verticale” fu l’inizio dieci anni fa della sua scalata nel mondo dell’editoria di montagna dopo una lunga attività come tipografo. Oggi Francesco Cappellari, padovano, può dirsi un editore affermato. Sullo scadere del 2016 con il volume “Sulla via dell’orso” di Anna Sustersic e Filippo Zibordi, Cappellari si è anche preso la soddisfazione di aggiudicarsi uno dei riconoscimenti in palio al prestigioso premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”. Soddisfazione doppia, visto che al premio della giuria si è aggiunto quello del pubblico. E la scalata delle sue edizioni sotto l’emblema di “Idea montagna” continua implacabile con l’importante apporto delle guide nate nell’ambito di operatività di “Vie normali” di Roberto Ciri. Oggi sono un centinaio i titoli in catalogo, equamente distribuiti nella bellezza di tredici collane: Roccia d’autore, Vie normali, Sentieri d’autore, Arrampicata, Rock & Ice, Skialp, Neve d’autore, Mountain Bike, Grotte d’autore, Sentieri di mare, Wild Swimming, Benessere, Narrativa. Ma è logico che quei due volumi di “Ghiaccio verticale” più volte ristampati in cui Cappellari descrive le più belle cascate giacciate delle Alpi Orientali, sua grande passione, gli siano rimasti nel cuore. Per sua fortuna, tra un libro e l’altro, Francesco continua a distinguersi nell’arte di manovrare le piccozze. Lo fa con dolce inesorabilità, come si conviene con le fragili strutture ghiacciate sulle quali lui si muove come un gatto nella legnaia. Accademico del Cai, primo tra i concittadini padovani a condurre una spedizione agli ottomila metri del Gasherbrum II, si può dire che sia riuscito a mettere a frutto in questi anni quel suo colpo d’occhio e quella sua fermezza anche nell’editoria, un campo altrettanto se non più periglioso della piolet traction.

Di soddisfazioni, alpinisticamente parlando, Cappellari se ne è prese parecchie. La sua attività spazia dall’arrampicata su roccia e ghiaccio in Dolomiti, Monte Bianco, Scozia (1999), Canada (2007 e 2008) e Colorado (2009), alle ascensioni in Karakorum, in Hindukush e in Cordillera Blanca. Ha partecipato a 6 spedizioni extraeuropee raggiungendo nel 1992 la cima dello Shakaur Peak (7116 m) nell’Hindukush pakistano, nel 1995 dell’Alpamayo (5947 m) e dell’Huascaran Sur (6768 m) in Perù. Nel 1996 è stato capo spedizione al Broad Peak (8047 m) e nel 2003 al Gasherbrum II (8035 m) dove ha raggiunto la vetta. “Spedizioni? E chi può più permettersele?”, sospira però Cappellari. “Le uniche spedizioni che per me contano ormai sono quelle dei pacchi”. Cose che capitano agli imprenditori di successo se pur piccoli.

cappellari-al-computer
Al Gruppo del Brenta ha dedicato un’opera monumentale. Tre dei cinque volumi previsti sono stati finora pubblicati con successo.

E’ un mercato di nicchia, quello delle guide, che agli editori riserva soddisfazioni, ma solo a patto che il prodotto si presenti affidabile. E nessuna formula può risultare più affidabile del misurarsi direttamente con ogni aspetto delle vie di salita descritte. Come avviene nella collana dedicata al Gruppo del Brenta, cinque volumi di cui tre già usciti. Dove Cappellari si è addentrato in ogni meandro di queste particolari rocce di dolomia descrivendo salite un tempo considerate impossibili. Una lacuna che era assolutamente da colmare visto che l’ultimo aggiornamento risale a 40 anni fa. Perché è evidente che dagli anni ’80 a oggi anche in Brenta sono cambiate molte cose: sono state aperte molte vie classiche con difficoltà anche elevate. “Tocca, quindi, a Cappellari prendere il posto da capocordata”, scrive Gianni Canale nella prefazione del terzo volume, “con Gino Buscaini ed Ettore Castiglioni (gli autori delle precedenti guide, NdR) che gli faranno da fieri secondi. Insieme vi faranno da guida, vi condurranno a percorrere i sentieri verticali del luogo che considero il più bello del mondo!”.

Basta affacciarsi sul sito di “Idea Montagna” il cui link appare anche nella home page di mountcity.it per rendersi conto della straordinaria produzione di questo grande piccolo editore padovano. Che alla versione cartacea delle sue guide affianca ora anche un’app per chi desidera scaricare a pagamento una particolare relazione. Perché l‘editoria per sopravvivere oggi deve fare i conti anche con Internet e ogni lettore bisogna guadagnarselo con rispetto e con fatica. Solo così si rimane a galla con qualche inevitabile tensione. Che Cappellari scarica correndo nei sentieri tra la boscaglia nei dintorni di casa inseguendo l’idea giusta per la prossima pubblicazione. (Ser)

http://www.ideamontagna.it/

Commenta la notizia.