“La mia fuga dalla volgarità trionfante”. Luigia Miotti si racconta

Luigia Miotti, vi dice niente questo nome? Ma certo, è la zia paterna di Giuseppe Popi Miotti, gloria dell’alpinismo valtellinese. Non una zia qualsiasi. Popi ha buone ragioni per citarla con affetto e devozione nei suoi libri. Si deve a lei infatti la prima femminile al canalone Marinelli del Pizzo Roseg. Era il 1938 o giù di lì. Ora Miotti annuncia trionfalmente in FB di avere “trovato un illuminante appunto scritto da sua zia”. Perciò, assieme all’immagine del dattiloscritto, allega gentilmente un paio di foto che ritraggono la signora Luigia al termine della sua storica impresa. E’ un notevole regalo quello che Popi dedica ai nostri lettori e gliene siamo grati: anche perché lo scritto di Luigia Miotti risalente al 1962, gli anni del boom, contiene grani di una saggezza che ci conducono alle battaglie, non tutte vane, in cui oggi è impegnato il suo illustre nipote e tutte le persone che la pensano come lui.

Una Valtellina intatta. Per quanto ancora?

In questo tempo in cui la coscienza dei propri errori verso la natura e il patrimonio artistico, la voglia di fuggire dalla volgarità trionfante da noi stessi creata e dagli scempi che hanno inaridito luoghi del passato bellissimi, il bisogno di trovare ancora zone integre di bellezza e silenzio, dovrebbe aiutarci a vivere in un modo nuovo sempre sperato e a superare le avversità che ogni giorno, anzi ogni momento, ci incalzano sempre più dappresso. Sopraffatto dal grandioso, dallo spettacolare, dall’inusitato, attraverso i martellanti esibizionismi televisivi che divorano l’eccezionale rendendolo subito comune, le emozioni autentiche, umane, ristoratrici, si possono ritrovare solo in pochi luoghi ancora intatti e, vorrei dire un poco dimenticati, come qui: nell’ombra di Santa Maria del Tiglio di Gravedona, nel silenzio di San Fedelino di Mezzola, nella semplicità di Sam Vincenzo di Gera e perché no, nei luoghi misteriosi e intatti del Pian di Spagna, un tempo anch’esso lago, che con i suoi canneti protegge la ninfea bianca e la ninfea gialla ed una infinità di uccelli di passo.

Luigia Miotti

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