M14 visto da vicino. Forse viene da un altro pianeta…

Tatiana Bertera, Tia per gli amici, giornalista appassionata di montagna che si racconta in CordaDoppia, il suo blog-diario “scritto col cuore”, e ci delizia con  articoli nelle pagine del bel mensile “Orobie”, ha partecipato come inviata speciale in ottobre all’International Mountain Summit di Bressanone. L’occasione le è stata offerta dal concorso Blogger Contest in cui Tatiana si è aggiudicata, come premio, la possibilità di essere ospite della rassegna altoatesina e di raccontarla nel sito che ha organizzato tale concorso. E’ dunque su altitudini.it che compare il reportage in cui Tatiana racconta di un incontro non del tutto felice, almeno in apparenza, con Reinhold Messner da lei sbrigativamente indicato con la sigla M14. Volentieri se ne raccomanda la lettura (il testo viene riportato anche nell’interessante newsletter del sito) per cercare di capire come un mito non solo dell’alpinismo venga percepito – con tutto il rispetto che il suo inarrivabile curriculum impone – da una gentile rappresentante della vasta comunità degli amici della montagna refrattaria agli incensamenti tanto familiari ai giornalisti che Gian Paolo Ormezzano, grande firma di Tuttosport, in un suo libro definisce “cantaglorie”.

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Tatiana Bertera 

“Ad accoglierci, in una gremita sala dove poi pranzeremo a colpi di specialità locali, c’è proprio lui”, scrive Tatiana riferendosi a un evento dell’International Mountain Summit. “Capello argento e arruffato, visto da vicino mi ricorda lo Yeti. Parla del suo museo e ci invita a fare domande. Nella lingua che preferiamo, dice lui. Si fondono le voci e gli idiomi. C’è chi guarda affascinato e chi prende diligentemente appunti. Io osservo inebetita le sue mani che si muovono e penso che quelle stesse mani hanno toccato mille rocce, mille terreni, mille persone, mille culture”. Sul conto di Mr.14 Tatiana riferisce di avere in precedenza sentito pareri diversi e discordanti. Fra i tanti, anche il fatto che non fosse, come dire, un “campione di socievolezza”. Leggendo con attenzione la cronaca di Tatiana, non sfugge che lassù a Bressanone / Brixen lei si è sentita sgradevolmente apostrofare per un suo ritardo attribuito all’indole degli italiani. Di qui, se interpretiamo bene, un suo possibile, giustificato risentimento. Purtroppo gli stereotipi sono duri a morire, ma questo non pregiudica la stima che dobbiamo riservare ai fratelli del Sudtirol per come gestiscono il turismo a casa loro. “Quello che ho potuto percepire, a pelle”, spiega Tatiana,  “è che sicuramente M14 sa di essere (e probabilmente è!) un essere che proviene da un altro pianeta…Caro Mr.14, lo so che dopo una intera giornata probabilmente ne avevi le scatole piene di persone. Lo so pure che il ragazzo che ti ha chiesto una foto non era nessuno. Forse non lo era per te, in quel momento. Ma tutti noi, per qualcuno, siamo importanti. E questo ci rende unici. Siamo tutti, ugualmente, importanti. E una foto, una foto dico, non si rifiuta a nessuno”. Lo si è constatato altre volte.  M14, come succede a chi viene da un altro mondo, talvolta manifesta difficoltà nel concedersi a chi non fa parte del suo cerchio magico. In più, ha l’abitudine di non avere peli sulla lingua e questo a qualcuno spiace. Si dice anche che il successo renda antipatici. E la lista delle personalità illustri ma non per questo simpatiche è interminabile. Perché non dovrebbe esservi inclusa la figura di un grande alpinista a cui Time ha dedicato addirittura la copertina includendolo tra le celebrità di tutti i tempi? (Ser)

Leggete il reportage di Tatiana in Altitudini

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