Vallone di Sea, si o no alle strade? Sondaggio su La Stampa

“Queste strade necessitano di una manutenzione imponente e in montagna ci sarebbe già tanto da fare con quello che c’è senza aprire nuovi fronti e investire risorse”, è il parere di Luca Mercalli, metereologo e climatologo.

Il conto alla rovescia è iniziato. Come annuncia il 15 dicembre 2016 il quotidiano La Stampa in un servizio di Gianni Giacomino, il 24 dicembre, a meno di proroghe, il Comune di Groscavallo presenta il progetto di massima per le nuove strade nel Vallone di Sea, dove sviluppò le radici la corrente “Nuovo mattino” degli alpinisti Gian Piero Motti e Gian Carlo Grassi e in quello di Trione. E, intanto, la polemica si fa più rovente. Gli ambientalisti e il mondo dell’alpinismo sono nettamente contrari all’opera nonostante il sindaco di Groscavallo, Maria Cristina Cerutti Dafarra, sostenga che il recupero degli alpeggi del Vallone di Sea e la pista per salire al Piano del Trione siano “l’ultimo treno per rivalutare l’agricoltura di montagna, fondamentale nello sviluppo dell’economia alpina e nella creazione di posti di lavoro che passa attraverso il recupero degli alpeggi, la coltivazione dei boschi e l’utilizzo del legno”. Il tracciato attraverserebbe nove canaloni per un investimento complessivo di 600 mila euro (circa 200 mila a carico del Comune). Il comune di Groscavallo è proprietario dell’intero vallone di Sea. La Stampa propone un sondaggio ai lettori: siete d’accordo con la creazione di nuove strade outdoor nel Vallone di Sea?

Fonte: http://www.lastampa.it/2016/12/15/cronaca/nel-vallone-di-sea-non-servono-strade-ma-il-vero-turismo-outdoor-wJQiunTEWzlItsXZYnIh8I/pagina.html   

Commenta la notizia.