Soccorso alpino a pagamento anche in Abruzzo, lo dice la nuova legge regionale

  • Il 13 dicembre 2016 è un giorno importante per la montagna abruzzese: ce lo comunica la segreteria del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che assieme a Luciano Monticelli ha promosso l’istituzione della nuova Rete Escursionistica Alpinistica Speleologica Torrentistica Abruzzo. E la notizia arriva a MountCity anche per altra appassionata fonte ovvero per voce di Paolo De Luca, maestro di sci e accompagnatore di media montagna, residente a Pietracamela (Te) alle falde del Gran Sasso, che ci spiega di esser stato fra i primi a sensibilizzare le istituzioni sul tema delicato del pagamento del ticket per il soccorso alpino, un tema a cui è data appunto risposta nella nuova legge regionale approvata dal Consiglio regionale abruzzese, allineando la l’Abruzzo alle regioni “alpine” Veneto, Trentino, Valle D’Aosta, Lombardia, Piemonte.
Paolo De Luca, per primo ha lanciato l’idea di istituire in Abruzzo norme specifiche per il soccorso in montagna

“Mi permetto di scrivere per trattare un argomento che reputo molto importante: quello degli incidenti che si verificano in montagna e dei conseguenti costi per i salvataggi – scrive De Luca. Da diverso tempo propongo di far pagare le costose operazioni di soccorso alpino al cittadino imprudente in emergenza con l’intento di salvare giovani vite umane e con grande soddisfazione mi pregio comunicare  che anche in Abruzzo, dove vivo, ha prevalso il buon senso da parte dei nostri governanti. Ne consegue che da oggi in poi, chi desidera avventurarsi nelle montagne Abruzzesi, deve farlo rispettando le regole dettate dalla sicurezza  e con la necessaria preparazione fisica tecnica e mentale. Spero che MountCity possa dare grande eco al tema con l’intento di sensibilizzare i governanti delle altre regioni Italiane affinché seguano l’esempio”

Il dibattito attorno all’iniziativa di far pagare in Abruzzo un ticket e una assicurazione obbligatoria si era già acceso a novembre del 2015 su GognaBlog, scatenando un vivace dibattito soprattutto in merito alla prevista obbligatorietà della stipula di un assicurazione per le attività rischiose in montagna.

Da quanto si apprende dal comunicato stampa, che pubblichiamo qui di seguito, l’approvazione della nuova legge è innanzi tutto il frutto di uno sforzo per accordare e mettere a sistema di tutte le risorse presenti sul territorio, dal CAI alle Guide Alpine. L’intenzione dei promotori è anche e soprattutto quella di sensibilizzare la popolazione a una frequentazione più consapevole delle montagne d’Abruzzo: la legge – di cui è possibile prendere visione al seguente link – non manca di sottolineare infatti la necessità di “favorire lo sviluppo dell’attività escursionistica, alpinistica, speleologica e torrentistica quale mezzo per realizzare un rapporto equilibrato con l’ambiente e per sostenere uno sviluppo turistico sostenibile”.  Non manca quindi una norma specifica per “l’accesso, il transito e l’attività dei mezzi motorizzati nei tratti non carrozzabili, vietato salvo ai mezzi adibiti a pubblico soccorso, vigilanza pubblica e a quelli adibiti alle attività agro-silvo-pastorali”.

 

Comunicato stampa

Da sinistra Pietrucci e Monticelli (in piedi) durante la conferenza stampa di presentazione assieme a Gustav Thoeni che sostiene a livello nazionale una campagna di sensibilizzazione per la sicurezza in montagna

Una legge per la montagna abruzzese che valorizza e promuove il patrimonio di sentieri e itinerari, puntando sulla formazione e l’informazione anche per un uso e una fruizione più consapevoli. La codificazione di principi di comportamento che comprendono anche la previsione della compartecipazione alle spese di soccorso, da parte degli utenti, in caso di imperizia. Il Consiglio regionale abruzzese ha approvato la legge di istituzione della Rete Escursionistica Alpinistica Speleologica Torrentistica Abruzzo (REASTA), che porta la firma dei consiglieri regionali del Partito Democratico, presidenti della II e della IV Commissione, Pierpaolo Pietrucci e Luciano Monticelli. La legge prevede la creazione di un archivio che censisce la REASTA, ovvero il patrimonio di sentieri, percorsi, vie ferrate e di arrampicata, tratturi, itinerari free ride, piste ciclabili e di mountain bike e altri che consentono attività escursionistiche, alpinistiche, speleologiche e torrentistiche. La validazione, l’aggiornamento e il monitoraggio dell’archivio spetterà al Coordinamento tecnico regionale a cui prenderanno parte i Collegi regionali delle guide alpine, dei maestri di sci, delle guide speleologiche e il Gruppo regionale del Club Alpino italiano (Cai). Si prevede inizialmente uno stanziamento di 350mila euro per sostenere le attività tecniche connesse alla creazione dell’archivio e alla manutenzione dei sentieri e dei percorsi, oltre che le attività di formazione e informazione che saranno condotte attraverso strutture come le scuole, le scuole di sci, gli operatori turistici. Si punta, una volta censito e sistematizzato il patrimonio della rete, alla promozione all’esterno e all’educazione per un uso più completo e consapevole. “Competenza e ascolto sono stati alla base del percorso di redazione e della struttura della legge”, ha spiegato Pietrucci. Dal settembre del 2015 sono stati organizzati numerosi tavoli che hanno coinvolto gli operatori che faranno parte del Coordinamento, oltre ad altri soggetti direttamente interessati come i rappresentanti della Guardia di finanza, della Polizia di Stato, della Prefettura, del Dipartimento del 118, dei Parchi, del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino. Centrali i contributi di Agostino Cittadini, presidente del Collegio regionale delle guide alpine, e di Luigi Faccia, vicepresidente del Collegio regionale dei maestri di sci. Pietrucci ha spiegato: “Abbiamo fatto quello di cui aveva bisogno la montagna abruzzese, abbiamo fatto sistema. Per il comparto della montagna questa amministrazione regionale ha segnato una vera e propria svolta. Il provvedimento si aggiunge ai finanziamenti del Masterplan sull’impiantistica, all’istituzione del Distretto turistico, alle risorse per la sentieristica e la pista ciclabile, alle legge sul free ride e i maestri di sci, al sostegno al soccorso alpino strutturato per tre anni”. Monticelli ha sottolineato la partecipazione allargata al percorso: “Di certo si tratta di un provvedimento che colma delle lacune”. Il provvedimento stabilisce anche la compartecipazione alle spese di soccorso in caso di imperizia degli utenti e principi di comportamento in montagna. I dettagli saranno stabiliti dal regolamento di attuazione che è in fase di preparazione.