Piste a secco in Lombardia, si spera nella green economy

Le società d’impianti sono indebitate, l’aiuto economico che doveva arrivare dalla Regione sulla base di un progetto pilota non è arrivato, nevica sempre meno e fare neve costa. “La Regione non può darci soltanto le briciole quando ricopre d’oro Monza per l’autodromo”, protestano in Valtellina i seicento addetti agli impianti di risalita. I nodi sono venuti al pettine da tempo. Pur essendo il padre di quella celeberrima “valanga azzurra” dello sci che negli anni Settanta ha fornito nuove motivazioni agli appassionati, Mario Cotelli non ha esitato nel 2015 al convegno sulle “Alpi in movimento” a cura della Convenzione delle Alpi a indicare nello sci il maggior problema attuale del turismo in Valtellina dal punto di vista economico: si riferiva allo sviluppo per lui insensato di un’impiantistica sovradimensionata rispetto ai posti letto delle seconde case occupati per non più di cinque o sei giorni all’anno.

Mario Cotelli

Forse non lo si sa, ma la Valtellina vanta il record di seconde case rispetto a qualsiasi altra area turistica italiana. Il quadro è desolante: molte località dove il turismo ha stravolto l’assetto sociale, spiega ancora Cotelli, sono sull’orlo del fallimento. Meglio se la passano in Francia dove sono nate negli anni del boom le cosiddette cittadelle dello sci evitando contaminazioni con il tessuto umano originario delle vallate. Ma quel che è peggio, questi segnali di catastrofi imminenti “non vengono percepiti” dai politici, come ha più volte segnalato Cotelli. Se così fosse, la montagna, in Lombardia in particolare, non starebbe andando in malora come sta avvenendo con depositi tossici, centraline a gogo, dissesti vari e impiantistica in crisi nonostante il sostegno del pubblico denaro. E con i fondovalle diventati succursali della Brianza industriale, come osserva il sociologo Aldo Bonomi rifacendosi all’Italia del boom economico, quando centrale appariva l’industrializzazione in aree di pianura seguita dalla risalita dei “salmoni” brianzoli che dalle pianure venivano a occupare spazi sempre più ampi nei fondovalle. Ci salverà la green economy? Ma quando? (Ser)

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